Sassari, ciclo finito e Dinamo esaurita. Ma ora da dove si riparte?

Sassari, ciclo finito e Dinamo esaurita. Ma ora da dove si riparte?

Il patron Sardara ha esonerato qualche giorno fa il coach Meo Sacchetti, che l’hanno scorso col Banco di Sardegna aveva vinto tutto. Scelta visionaria per anticipare la crisi o semplice errore d’istinto? Per i tifosi non c’è alcun dubbio…

La notizia è di qualche giorno fa e non ha mancato di sollevare un bel vespaio di polemiche. Coach Meo Sacchetti non è più l’allenatore della Dinamo Sassari, esonerato dopo un inizio di campionato così e così (4 vinte, 3 perse) e un’Eurolega disastrosa da 6 k.o. su altrettanti incontri.

Il popolo sardo è letteralmente insorto: Romeo Sacchetti per Sassari non è un uomo qualunque. E’ l’allenatore che sei anni fa ha guidato la Dinamo alla prima storica promozione in Serie A, è l’allenatore del primo titolo (Coppa Italia 2014) ed è sopratutto il tecnico del clamoroso triplette dello scorso campionato – scudetto, Coppa Italia e Supercoppa Italiana -, che ha obbligato per tre volte alla resa la super favorita Olimpia Milano.

Un’impresa degna di riconoscenza eterna, ma non per il presidente Stefano Sardara, che già l’anno scorso era stato vicinissimo a sollevare Sacchetti dall’incarico a metà regular season.

Sassari festeggia lo scudetto 2014/15
Sassari festeggia lo scudetto 2014/15

Stavolta la mezza idea è diventata intera: colpa di sette partite balbettanti in campionato e di un cammino europeo nero (non che per la Dinamo il banco di prova debba comunque essere l’Eurolega…).

Sardara è stato chiaro e conciso: “Era finito un ciclo”.

Il ciclo in realtà era bello che chiuso già a un paio di giorni dalla fine dei festeggiamenti scudetto, quando il presidente della Dinamo dichiarò che il roster sarebbe stato ricostruito da zero. Dare il benservito – fra gli applausi – al coach della squadra più vincente dell’ultimo trienno sarebbe stato certo un po’ strano, ma paradossalmente forse più sensato se il rapporto personale era già agli sgoccioli e si reputava necessaria una scossa di entusiasmo per l’ambiente da cui poi ripartire.

Oltre agli italiani Jack De Vecchi e Brian Sacchetti, del blocco americano protagonista dello scudetto è stato trattenuto – a fatica – il solo Logan. Eyenga, Petway e Varnado stanno deludendo sotto ogni punto di vista e coach Sacchetti – profeta di un basket semplice ma dagli ampi dividendi – è stato il primo a pagarne le conseguenze: “Una decisione che mi ha sorpreso. Quello di Sassari è un ambiente a cui sono e rimarrò legato da un rapporto speciale. Anche per questo per il momento preferisco non parlare e aspettare che si raffreddi la mente”.

Al suo posto è arrivato Luca Calvani, ex Roma nonché ultimo allenatore di un club italiano ad avere avuto per le mani Gigi Datome. Il suo primo match da sassarese sarà stasera contro Pesaro al PalaSerraDiMigni. Padroni di casa superfavoriti a 1,09 in una partita sulla carta perfetta per Calvani per prendere confidenza con il surriscaldato ambiente sardo, mentre per i marchigiani, fermi a fondo classifica con 2 vittorie e 5 sconfitte, la vittoria pagherebbe 7/1.

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