Come se la cavano gli allenatori nella loro seconda stagione?

La stagione 2017/18 mette alcuni dei migliori allenatori del panorama europeo di fronte a un momento molto delicato: il secondo anno sulla panchina del proprio club

Come se la cavano gli allenatori dei cinque migliori campionati europei arrivati al secondo anno di esperienza sulla panchina del proprio club?

Fra gioie e dolori, ripetersi è molto più difficile di quello che ci si possa aspettare.

Facciamo una panoramica sui nomi più grossi.

A Manchester sia Mourinho (United) che Guardiola (City) avranno l’obbligo di migliorare i risultati di un 2016/17 sotto le attese, nonostante l’anno scorso lo Special One si sia portato a casa Community Shield, FA Cup ed Europa League (chiudendo però al 6° posto in campionato) e Pep abbia centrato l’obiettivo minimo della qualificazione alla Champions League. A Londra, Conte avrà l’arduo compito di confermarsi col Chelsea, mentre Koeman dovrà dare continuità a quanto di buono fatto con l’Everton, con un Lukaku in meno e un Rooney in più.

In Serie A, l’unico allenatore di una big a doversi confrontare col proprio secondo anno sarà Montella: vista la campagna acquisti del Milan, migliorare il 6° posto del 2016/17 non sembra un’impresa impossibile. Molto più complessa la strada per Simone Inzaghi e la sua Lazio, reduci dal 5° posto con 70 punti dello scorso anno.

Ripetersi è dura

Mettete un freno a sogni, speranze e suggestioni: la maggior parte degli allenatori non migliorerà i risultati della prima stagione. Dei 191 allenatori dei quali abbiamo raccolto i dati – ovvero quelli che hanno guidato un club per almeno metà stagione e sono stati confermati per quella successiva – solo un terzo di loro (71 su 191) ha visto aumentare la propria media punti nella seconda annata.

Alcuni di loro sono stati vittima del proprio successo: hanno vinto e poi deluso nel momento di ripetersi, cosa che Antonio Conte spera bene di evitare. Avendo conquistato il titolo inglese al suo primo tentativo, fare di più sarà difficile. Il precedente con la Juventus è positivo, ma allora non aveva a che fare con un campionato competitivo come la Premier e con un presidente vulcanico e insofferente come Roman Abramovich, particolarmente incline a sollevare i propri allenatori dall’incarico nei momenti di difficoltà.

Conte è uno dei sette tecnici che negli ultimi dieci anni è stato in grado di vincere il titolo al suo esordio su una nuova panchina difendendo il titolo anche nella successiva. Nessuno di questi è però mai riuscito a compiere l’impresa nel campionato inglese. Ci penserà Antonio a spezzare il tabù o anche lui cadrà vittima della dura legge della Premier?

Buona la seconda

Un altro allenatore che spera di emulare i buoni risultati del passato è José Mourinho, anch’egli membro del ristretto club di allenatori titolati nella seconda stagione. Per Mourinho si tratta di un vero e proprio marchio di fabbrica, essendo riuscito nell’impresa con ogni squadra allenata dal suo esordio sulla scena europea col Porto con cui vinse il titolo portoghese nel 2002/03 al suo secondo anno. I tifosi di Chelsea, Inter e Real Madrid ricorderanno sicuramente molto bene le gloriose “seconde annate” di Mou.

Alcuni dei numeri più interessanti arrivano dal confronto dei piazzamenti fra prima e seconda stagione. Chi arriva fra le prime cinque nella prima annata ha ottime possibilità di ripetersi anche nella seconda (succede mediamente in due casi su tre).

Per chi ha fallito nell’impresa, ma si è comunque piazzato nella parte sinistra della classifica, le chance si assottigliano: meno del 25% degli allenatori appartenenti alla categoria sono riusciti a chiudere fra le prime cinque nell’anno successivo e il 50% si è ritrovato addirittura nella parte destra della classifica.

Gli ultimi saranno (vicini ai) primi?

Ci sono però anche numeri beneauguranti per gli allenatori che si approcciano alla seconda stagione sulla panchina dello stesso club: chi ha chiuso la prima annata entro tre posti dalla zona retrocessione – ed è scampato all’esonero – ha il doppio delle possibilità di finire nella parte sinistra della classifica piuttosto che retrocedere. Musica per le orecchie di Nicola e Juric.

Inoltre, sorprenderà forse molti constatare che hanno più possibilità di migliorare i propri risultati tutti gli allenatori che nell’arco della prima annata sono subentrati a stagione in corso, al contrario di quelli che hanno guidato la squadra fin dall’inizio.

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Scritto da

Milanese classe ’88. Dopo una carriera di tutto rispetto fra giardinetti, oratori e campionati giovanili, appende le scarpette al chiodo, trova il tempo per laurearsi e comincia a scrivere un po’ di tutto: musica, cinema e soprattutto sport, collaborando con diverse testate giornalistiche. Hobby nel tempo libero: libri, videogames, bicicletta & rock n' roll

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