Campionati e calciomercato, chi dà più spazio ai nuovi acquisti? I casi Fiorentina e Milan

Campionati e calciomercato, chi dà più spazio ai nuovi acquisti? I casi Fiorentina e Milan

Un mese di campionato può essere sufficiente per dare giudizi e valutazioni definitive? Certo che no, però ci offre già indicazioni apprezzabili su una serie di parametri e situazioni. Ad esempio l’efficacia delle campagne di rafforzamento, meglio note come “calciomercato”.

Al netto di eventuali infortuni la gestione dei nuovi arrivati è un parametro interessante, magari da incrociare con le attuali prestazioni della squadra in questione. Uno studio effettuato dal CIES (Centro Internazionale Studi sullo sport) ci mostra alcune tendenze del calcio continentale e interessanti differenze di approccio. Ciò vale sia come confronto tra i diversi campionati che tra le varie squadre di una medesima lega.

Calciomercato: come vengono gestiti i “nuovi”

Gettati subito nella mischia o “rispettati” e attesi a un congruo periodo di adattamento? I calciatori che cambiano squadra sono ogni anno moltissimi, ma l’uso che le società acquirenti ne fanno è una vera incognita. Ecco quali sono i campionati in cui si tende a dare più spazio ai nuovi e quelli invece più conservativi. Nella infografica qui sotto trovate anche i dati sulla Serie A e la gestione degli acquisti da parte delle società italiane.

L’eccezione Bilbao

Premettendo che tutti i campionati sono nella loro fase iniziale, lo studio del CIES evidenzia tendenze interessanti e realtà consolidate. Ad esempio non sorprende che in cima alle società più “conservative” d’Europa ci sia l’Athletic di Bilbao. Da sempre la società adotta una politica molto particolare, ovvero quella di annoverare nelle sue fila solo giocatori baschi, di origine basca o al massimo che siano cresciuti nelle giovanili di un club basco. Una politica così restrittiva non ha impedito all’Athletic Club di essere l’unica delle tre squadre mai retrocesse dalla Liga (le altre due sono Barcellona e Real Madrid, per dire). Ad ogni modo, l’Athletic ha “per necessità” un approccio molto conservativo con il mercato e il dato dell’1.3%, per molti versi, non fa testo.

Ma “squadra che vince” si cambia o no?

Dallo studio emerge che tra le società più conservative ci sono quelle che sono arrivate in fondo alle competizioni più importanti nella scorsa stagione. Le due finaliste di Champions League hanno concesso fin qui rispettivamente l’8,3% (Liverpool) e il 5% (Tottenham) dei minuti disponibili ai nuovi acquisti. Anche i campioni d’Inghilterra del Manchester City si distinguono per i pochi cambiamenti (7.7%), anche se la rosa a disposizione di Guardiola era già talmente forte da non necessitare certo di rivoluzioni. La continuità sembra dunque essere un valore importante, nel calcio di alto livello. Ma non l’unico.

Tra i club campioni in carica nei 5 principali campionati, il City si distingue per essere nettamente la società più prudente nell’inserimento dei nuovi arrivi dal calciomercato. Lo segue il Barcellona (17,7%), quindi la Juventus (20%), il Bayern Monaco (21%) e infine il PSG (23.2%). Non c’è dunque una sola ricetta per legittimare o consolidare una supremazia.

Casi italiani agli antipodi: Fiorentina e Milan

Un po’ ovunque, la tendenza a dare subito fiducia ai nuovi si accompagna spesso a squadre reduci da una stagione negativa, o neopromosse e dunque bisognose di un adeguamento alla qualità del roster. Interessanti, per ragioni forse opposte, sono i casi di Fiorentina e Milan. I viola vengono da un’annata brutta, iniziata in modo incoraggiante ma chiuso in maniera indecorosa. Complice il cambio di proprietà, era lecito attendersi una certa discontinuità e così è stato. Non a caso, la Viola è la squadra che finora ha concesso più spazio ai nuovi acquisti, in Europa. E ciò dà la netta sensazione di rispondere a un preciso input da parte della società, o perlomeno a una piena sintonia tra proprietà e tecnico. Il risultato del campo non è stato esaltante in termini di punti raccolti, ma certo la Fiorentina si sta proponendo come vetrina per profili davvero interessanti, come ad esempio il centrocampista Castrovilli.

A fare da contraltare c’è l’enigmatico Milan di Giampaolo. I rossoneri vengono da un’annata chiusa con la delusione della mancata qualificazione in Champions, a cui la società ha risposto con una robusta campagna di rafforzamento nell’ultimo calciomercato. Tuttavia al momento non si sono avute grandi notizie dai vari Bennacer, Theo Hernandez, Duarte, Krunic e Leao, con solo quest’ultimo che ha iniziato ad assaggiare il campo con apprezzabile continuità. Infatti il Milan è inspiegabilmente tra le squadre che meno hanno investito nei nuovi acquisti, finora, in termini di tempo. Il tecnico Giampaolo non ha fornito spiegazioni su questa lentezza nell’inserimento dei nuovi, ma è indubbio che ciò sia percepito come un problema da parte della tifoseria e non solo. Il campo ha finora dato un responso pressoché negativo, dal derby è arrivata una magra figura e quindi la politica “attendista” sembra non pagare affatto. Novità a breve?

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