Calciomercato, exploit agli Europei e prezzi alle stelle: ma sono sempre buoni affari?

Calciomercato, exploit agli Europei e prezzi alle stelle: ma sono sempre buoni affari?

Joao Mario, Pjaca, Pellè, Xhaka, Sissoko, Nolito, Batshuayi… Sono tanti i giocatori che dopo un grande Europeo (o un Mondiale) hanno visto lievitare la loro valutazione. Ma non sempre si sono mantenuti sui livelli attesi

Non c’è modo migliore che mettersi in mostra che disputare un grande Europeo o un grande Mondiale.

Ad anni alterni, assistiamo agli exploit di giocatori semi-sconosciuti fino a poche settimane prima, capaci di balzare improvvisamente alla ribalta. Euro 2016 è stato solo l’ultimo esempio: chi di voi aveva mai sentito parlare prima di Marko Pjaca, pagato 23 milioni dalla Juventus? Avreste mai detto che l’Inter avrebbe dovuto sborsare 40 milioni di euro per Joao Mario, che fino a gennaio ne valeva poco più di 10? O che Pellè sarebbe volato in Cina a guadagnare la bellezza di 16 milioni di euro a stagione con lo Shandong Luneng?

È tutto frutto del magico potere di queste manifestazioni seguite in tutto il mondo: azzeccate le partite della vita in quelle tre settimane e vedrete il vostro valore volare alle stelle. Per qualcuno è stata l’occasione buona di mettersi definitivamente in mostra, per altri si è trattato invece di fuochi di paglia. C’è chi ha mantenuto le promesse, è chi è rimasto schiacciato dal prezzo eccessivo del cartellino che si è portato appresso.

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Guardando al più recente passato, il caso più eclatante è quello di James Rodriguez, strappato dal Real Madrid (in listino per la vittoria della Champions League a 6/1) al Monaco per fior di milioni dopo un Mondiale strepitoso in Brasile con la Colombia. Dopo un primo anno positivo (13 gol e 13 assist in 29 presenze in Liga e 80′ in media di utilizzo), James è passato ai 7 gol e 8 assist in 60′ minuti scarsi del 2015/16. Per lui quest’anno solo 34′ nelle prime due partite del campionato spagnolo e un ruolo da panchinaro assicurato.

Sempre due estati fa fece discutere il trasferimento di Angel Di Maria dal Real Madrid (scartato proprio per far posto a James Rodriguez) per approdare al Manchester United (vittoria della Premier League a 5,50/1) di Van Gaal, anche lui per 75 milioni di euro. Un affare in cui non ci guadagnò nessuno: i blancos persero uno degli uomini chiave del proprio attacco, e l’argentino non riuscì a esprimersi al meglio ad Old Trafford, chiudendo la stagione con soli 3 gol all’attivo in 60′ di utilizzo in Premier.

Tornando indietro nel tempo fino ai primi anni Duemila si ritrovano affari più o meno clamorosi. Podolski e Arshavin per esempio non confermarono mai le aspettative che Bayern Monaco e Arsenal avevano riposto in loro. Grosso dominò da sconosciuto il Mondiale 2006 guidando l’Italia alla vittoria, ma si ritrovò presto riserva nell’Inter. Diouf fu l’uomo simbolo del Senegal al Mondiale nippo-coreano del 2002, ma al Liverpool segnò tre gol in due anni. Un po’ meglio fecero Milosevic e Nuno Gomes con Parma e Fiorentina, anche se il loro bottino di gol non fu mai all’altezza dei milioni pagati per il cartellino.

Insomma, va bene lasciarsi ispirare dalle grandi manifestazioni per la propria campagna acquisti, ma occhio a non farci troppo affidamento. Una rondine d’altronde non fa mai primavera.

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