Coppa Italia: Napoli eliminato, furioso e sotto pressione

Coppa Italia: Napoli eliminato, furioso e sotto pressione

La sconfitta contro l’Inter nei quarti di finale di Coppa Italia non va sottovalutata, sia perché è arrivata contro pronostico, sia perché aggiunge pressione a una squadra che adesso non può più permettersi di fallire in campionato

Difficile vedere allenatori e dirigenze strapparsi i capelli per un’eliminazione in Coppa Italia. Eppure la tensione palpabile al San Paolo nel secondo tempo di Napoli-Inter ha dimostrato come il quarto di finale giocato ieri avesse una posta in palio decisamente superiore alle apparenze.

L’Inter si giocava la possibilità di rimanere in corsa per l’obiettivo stagionale al momento più a portata di mano, dopo il sorpasso in campionato da parte della Juventus e la mini fuga scudetto dei partenopei, a +4 sui nerazzurri.

Da parte sua il Napoli avrebbe volentieri evitato l’eliminazione da una competizione che fra le altre cose serviva anche da paravento per non caricarsi di troppa pressione rispetto a quello che è il vero obiettivo a questo punto della stagione – lo scudetto -, insieme a una rincorsa all’Europa League che come sempre dipenderà molto anche dalla fortuna negli accoppiamenti.

Gli ingressi di Hamsik, Jorginho ed Higuain nel secondo tempo e il nervosismo di Sarri nel finale di partita sono la testimonianza di quanto contasse per gli azzurri arrivare fino in fondo in Coppa Italia, vincendo una partita davanti al proprio pubblico e per la quale partivano da favoriti.

Perso un obiettivo importante a fine gennaio, i partenopei saranno ora costretti a giocare a carte scoperte per quanto riguarda la lotta scudetto (@2,10) con tutta la dose di aspettative e responsabilità che questo comporterà.

L’anno scorso il Napoli di Benitez chiuse quinto e in Europa League si fermò in semifinale. Nonostante le grandi promesse di questa prima metà di stagione, ritrovarsi a fine maggio senza un trofeo o un titolo per le mani sposterebbe di poco il bilancio – fallimentare – della passata annata.

Parlare apertamente di scudetto insomma non può più essere una bestemmia. Semmai il contrario.

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