Inter, si riparte da zero: il 2016 ha cancellato ogni certezza

Inter, si riparte da zero: il 2016 ha cancellato ogni certezza

I bookmakers non hanno mai creduto nei nerazzurri come favorita per lo scudetto. Per tutto il girone d’andata la squadra di Mancini aveva provato a convincerli del contrario. Poi il buco nero in cui è stata inghiottita nel 2016 le ha levato ogni certezza

Nove punti nelle ultime sette partite. Sette gol segnati, nove subiti. Cifre che messe insieme danno un bilancio di zero, tante quante sono le certezze da cui l’Inter ripartirà domenica al Franchi contro la Fiorentina.

La squadra di Mancini ci ha provato in tutti i modi durante il girone d’andata a convincere gli scettici bookmakers di poter essere considerata a pieno titolo una candidata credibile alla vittoria dello scudetto 2015/16. Nelle prime 19 gare ha collezionato più giornate in testa di tutte le altre avversarie, grazie anche alla miglior difesa della Serie A.

Poi il buco nero in cui è piombata da inizio 2016 ha apparentemente cancellato in un solo colpo tutto quanto di buono costruito nei cinque mesi precedenti. La quota scudetto è schizzata a 41/1, quella per un piazzamento fra le prime tre a fine stagione a 3/1, peggio di Fiorentina e Roma (rispettivamente 2,50/1 e 2,75/1).

Il nuovo anno è stato fin qui un disastro: crollata la media punti, l’Inter ha visto sgretolarsi anche quello che per tutto il girone d’andata era stato il suo principale punto di forza: la difesa. La coppia Murillo-Miranda è passata dal concedere agli avversari 1,28 gol a partita rispetto agli 0,6 della prima metà di stagione.

I numeri della crisi

Nelle 3 sessioni di mercato con Mancini alla guida l’Inter ha speso 136 milioni di euro, rivoluzionando ogni volta mezza squadra titolare. Un anno fa arrivarono Podolski, Shaqiri e Brozovic, ma non servì a centrare la qualificazione all’Europa League e bastò a malapena per chiudere all’ottavo posto. In estate sono arrivati Telles, Montoya, Felipe Melo, Kondogbia, Perisic, Ljajic e Jovetic. Una settimana fa si è chiuso per Eder.

A distanza di più di un anno lo scenario è quello di una squadra persa, vittima delle proprie insicurezze e in cui nessuno è certo del posto. Nemmeno lo stesso Mancini, figliol prodigo tornato a risollevare le sorti nerazzurre a furor di popolo, ma che potrebbe lasciare nuovamente la panchina milanese se non venisse centrato l’obiettivo terzo posto.

Se si contassero i punti in classifica dall’inizio del nuovo anno, l’Inter – che a fine dicembre sognava il titolo di campione d’inverno – sarebbe decima, a -12 da Napoli e Juventus, a +4 sulla zona retrocessione.

Poco più di un anno fa il Mancio faceva il suo secondo esordio a San Siro nel derby pareggiato 1-1 contro il Milan. Della speranza dell’inizio di una nuova era, oggi è però rimasto solo uno sbiadito ricordo.

 

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