La solitudine di Gonzalo Higuain

La solitudine di Gonzalo Higuain

La doppietta – pesantissima – in Coppa Italia contro il Napoli ha spostato l’attenzione da un dato significativo: in campionato il Pipita sta attraversando il secondo periodo più lungo di astinenza da gol da quando è arrivato in Serie A

Dopo la doppietta in Coppa Italia che ha condannato al Napoli e permesso alla Juventus, nonostante la sconfitta per 3-2, di raggiungere la finale di Coppa Italia, è dura criticare Gonzalo Higuain.

Eppure anche la partita di ieri sera al San Paolo ha offerto spunti molto interessanti su quello che è forse il momento più critico nella stagione dell’argentino, che in campionato non segna da cinque partite di fila. Solo in un’altra occasione (le prime sette giornate della stagione 2014/15), Higuain ha attraversato un periodo più lungo a bocca asciutta.

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I dati delle ultime partite di campionato non rendono onore a quello che è universalmente considerato il miglior numero 9 della Serie A.

Più delle partite senza gol (cinque) e dei minuti di astinenza (siamo arrivati a quota 472), a stupire maggiormente sono gli zero tocchi nell’area napoletana nell’ultima gara disputata in Serie A.

Il 4-2-3-1 disegnato di Allegri che pareva aver sciolto in un colpo solo ogni nodo relativo al corretto dei utilizzo dei tre pezzi da novanta là davanti (Higuain-Dybala-Mandzukic) ha cominciato nelle ultime giornate a mostrare qualche zona d’ombra e il Pipita si è ritrovato improvvisamente solo e privo di rifornimento dove più conta per un attaccante: negli undici metri di area avversaria.

È colpa di un momento di appannamento dell’argentino, o è l’atteggiamento particolarmente remissivo dimostrato nelle ultime dalla Juventus (esemplari le ultime due gare contro il Napoli in tal senso) a incidere sulle prestazioni del numero 9?

La doppietta di ieri sera che è valsa il passaggio in finale è l’unico segnale realmente positivo per Allegri, che da qui alla partita di martedì col Barcellona dovrà fare i conti con una squadra apparsa per lunghi tratti stanca, abulica e irriconoscibile.

E infatti, se Higuain è stato bravo a segnare tre gol fra andata e ritorno al Napoli con gli unici tre tiri indirizzati nello specchio dei partenopei, un po’ meno lo è stata la Juventus a non spendersi abbastanza per mettere il suo centravanti nelle condizioni migliori.

Le qualità del Pipita hanno sopperito alle carenze della manovr, ma come le cinque gare senza reti in campionato sono lì a dimostrare, non è una strategia che paga spesso divididendi. E con l’andata dei quarti di finale di Champions League ormai alle porte, la necessità di cambiare qualcosa diventa urgente.

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