Incroci (im)possibili: e se il prossimo a sedersi sulla panchina di Mourinho fosse proprio l'eterno rivale Guardiola?

Incroci (im)possibili: e se il prossimo a sedersi sulla panchina di Mourinho fosse proprio l’eterno rivale Guardiola?

Il portoghese e il catalano hanno dato vita negli ultimi anni a una rivalità ruvida ed esaltante. Sono diversi per stile di gioco, personalità e filosofia di vita. Eppure il destino potrebbe in qualche modo avvicinarli in un futuro nemmeno troppo lontano.

Non si amano, e questo è certo. Probabilmente si rispettano, se non altro perché di fronte a due palmarès del genere non potrebbe essere altrimenti. Si sono scontrati spesso – sui campi di gioco e a parole – e non se le sono mai mandati a dire. “Pensi più al risultato che al gioco”, accusa uno. “Hai perso i capelli perché non ami il calcio”, ribatte l’altro.

Sono tatticamente, umanamente e “filosoficamente” agli antipodi, eppure sono allo stesso tempo i due allenatori più vincenti (insieme al terzo incomodo Ancelotti) dell’ultimo decennio di storia del calcio. Possibile che i destini di José Mourinho e Pep Guardiola possano incrociarsi nuovamente in maniera inedita?

Infografica BWIN 2 Mou-Pep

Il catalano sta per cominciare la sua terza stagione sulla panchina del Bayern Monaco: il gioco dei bavaresi è esteticamente quanto di più bello si sia visto recentemente all’interno di un stadio, ma i risultati, non sono stati fin qui all’altezza delle aspettative. Le due Bundesliga messe in bacheca in carrozza hanno fatto la loro figura, ma è altrettanto vero che i tedeschi hanno toppato clamorosamente l’appuntamento più importante, quello della Champions League, venendo umiliati per due anni di fila in semifinale: prima lo 0-4 dell’Allianz Arena contro il Real di Ancelotti, poi i tre schiaffi del Camp Nou che Guardiola si è visto sbattere in faccia dal “suo” Barça.

A Monaco Pep non ha mai fatto realmente breccia nei cuori di tifosi, dirigenza e giocatori (clamoroso l’attacco dell’agente Gotze, “Lo ha distrutto come giocatore”). Quello che sta per cominciare è l’ultimo anno di contratto sulla panchina del Bayern, e in caso di mancata Champions League sarà molto probabilmente anche l’ultimo.

Pep Guardiola in conferenza stampa dopo l'eliminazione del Bayern in semifinale di Champions
Pep Guardiola in conferenza stampa dopo l’eliminazione del Bayern in semifinale di Champions

Lo Special One è tornato a sedere con grande piacere sulla panchina del Chelsea, club da lui stesso definito più volte come una seconda casa. Se in Baviera non stravedono per Guardiola, al contrario Mourinho ha Stamford Bridge completamente ai propri piedi. I tifosi lo idolatrano, i giocatori si getterebbero nelle fiamme per lui, e il presidente Abramovich – dopo averlo esonerato nel 2007 – non si è lasciato sfuggire l’opportunità di riprenderlo con sé

Eppure, incredibile a dirsi, anche sullo Special One pende la spada di Damocle dei risultati. Senza di questi, nemmeno lui può stare del tutto tranquillo. Certo, la piazza non lo scaricherebbe nemmeno in caso di retrocessione in Championship, ma Abramovich, messa in bacheca un’altra Premier, sa che le ambizioni della sua squadra non possono ridursi alla sola Inghilterra. Il che vuol dire che la Champions, da fiore all’occhiello di una stagione, potrebbe diventare un obbligo per mantener salda la panchina del portoghese.

José Mourinho festeggia l'ultima Premier conquistata col Chelsea
José Mourinho festeggia l’ultima Premier conquistata col Chelsea

Inoltre Mourinho, seppur forte di un contratto che scadrà a giugno 2017, ha sempre dimostrato di avere un debole per le nuove sfide attraverso le quali poter rinnovare le proprie ambizioni. Se Chelsea e Bayern Monaco dovessero entrambe fallire anche quest’anno l’assalto al tetto d’Europa, non è da escludere una rivoluzione per entrambi i club in panchina. E se Mourinho dovesse davvero lasciare la guida dei Blues, chi sarebbe il più indicato a raccoglierne l’eredità se non il grande nemico catalano?

Personalità, carisma e curriculum sono tutti dalla parte di Guardiola, che per i bookies è di gran lunga l’indiziato numero uno a succedere allo Special One a Stamford Bridge qualora il portoghese dovesse – o volesse – cambiare aria. La quota è un più che invitante 5/1, con la concorrenza staccata di diverse piste: Simeone, Ancelotti e Pellegrini sono dati a 15,00, Conte a 17,00; i tedeschi Klopp e Low rispettivamente 23,00 e 26,00.

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