Match o non match? L’eterno dilemma nel Tinder degli allenatori

Match o non match? L’eterno dilemma nel Tinder degli allenatori

La panchina saltata di Mourinho – subito sostituito da Hiddink – ci ha fatto ricordare quanti allenatori dal profilo prestigioso siano attualmente senza squadra e magari pronti per imbarcarsi in una nuova avventura: ce la faranno a trovare il proprio match adeguato?

Brutta cosa cosa l’esonero. Come per qualsiasi altro tipo di licenziamento, nessuno di noi si augura di dover vivere un’esperienza simile nella propria vita, per quanto per un allenatore di calcio si tratti comunque di “traumi” decisamente più morbidi di quelli che devono regolarmente vivere impiegati, operai o dipendenti di una qualsivoglia azienda.

L’ultimo su cui è calata la mannaia del licenziamento è stato José Mourinho, che ha chiuso la sua seconda esperienza sulla panchina del Chelsea (club da sempre indicato come la sua seconda casa) così come aveva fatto la prima volta: ahilui, con un esonero.

Da domani sulla panchina dei Blues siederà l’olandese Guus Hiddink, che già nel febbraio 2009 era stato chiamato a risollevare baracca e burattini a Stamford Bridge dopo l’allontanamento di Felipe Scolari, vincendo peraltro l’FA Cup a fine stagione.

Metaforicamente parlando, per una testa che cade ce ne sono una tante altre che – sentito l’odore di una posizione aperta – si voltano in quella direzione per capire se sarà proprio lì che si schiuderanno le porte di una nuova stimolante esperienza.

Si tratta di allenatori a loro volta reduci da esoneri, impegnati in anni sabbatici in cui loro per primi credono pochino o in vecchie volpi a riposo da qualche anno, ma che ancora non ne hanno avuto abbastanza.

Una volta che fai l’abitudine all’odore del campo, come fai a dire basta per sempre?

Ma quando un posto si libera qual è il metodo migliore per capire quale sia il candidato più idoneo? Sicuramente non sfogliando curricula e infornando giornate di eterni colloqui non-stop come capita coi comuni mortali.

Spesso i presidenti vanno a colpo sicuro in base a pallini personali o a seconda delle opportunità del momento. La redazione di Bwin si è divertita nell’ideare una versione di Tinder (per chi non lo sapesse si tratta dell’app per rimorchiare che in questo momento va per la maggiore in Italia) fatta ad hoc per gli allenatori su piazza, con tanto di qualità e skills personali per capire quale potrebbe essere il club giusto per soddisfare i rispettivi sogni proibiti (ovviamente calcistici).

tinder

In cima alla lista dei pretendenti senza una panchina in questo momento ci sono senza ombra di dubbio Carlo Ancelotti e Fabio Capello. Il primo è fermo da nemmeno 6 mesi dopo i due anni di Real Madrid e ha annunciato più volte di volersi prendere un anno di riposo (pur essendo stato molto vicino al Milan in estate). Il secondo è in assoluto uno degli allenatori più vincenti nella storia del calcio italiano (4 scudetti col Milan, 1 con la Roma, 2 revocati con la Juventus e 1 Champions coi rossoneri nel 1994), ma viene da due esperienze fallimentari sulle panchine di Inghilterra e Russia.

Certo, per due profili così servono però match di un certo livello…

Juande Ramos sarebbe invece il match ideale per una squadra di medio livello con magari il sogno nel cassetto di mettere in bacheca qualche trofeo che non si chiami per forza Champions League. Se le ambizioni fossero addirittura ancora più basse, il profilo perfetto sarebbe quello di Lucien Favre, ex tecnico del Borussia Monchengladbach, club dal quale ha rassegnato le dimissioni dopo quattro anni molto positivi.

Per progetti a lungo termine (insomma per chi da Tinder cerca rapporti seri più che semplici avventure) i profili giusti sembrerebbero quelli di David Moyes e Brendan Rodgers: entrambi non stanno però attraversando però il periodo più florido delle proprie carriere. Moyes non ha retto il peso del dopo-Ferguson e ha chiuso con un esonero la sua esperienza al Manchester United due anni fa, per approdare poi nel novembre 2014 sulla panchina della Real Sociedad dalla quale è stato sollevato poco meno di un anno dopo. Rodgers ha accarezzato due stagioni fa il sogno di riportare il titolo della Premier League ad Anfield prima di venire tradito – incolpevolmente – da Gerrard e da una squadra che, persa una pedina importante come Luis Suarez, non ha più saputo ripetersi. Ce la faranno a trovare almeno un match?

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