Tottenham, è il momento di diventare una

Tottenham, è il momento di diventare una “Big”

Gli Spurs battono 4-1 il Man City (terza vittoria d fila) mostrando finalmente di comprendere appieno il gioco di Pochettino. Kane si è sbloccato, Son è sempre più prezioso, e le ambizioni crescono

Che sia la volta buona? Il Tottenham di Pochettino umilia il City per 4-1 e certifica la crisi dei Light Blues, alla seconda sconfitta in Premier League e alla terza di fila contando anche la gara di Champions League con la Juventus. Di contro, invece, gli Spurs vincono la terza consecutiva e si rilanciano alla grande per occupare le primissime posizioni del campionato inglese.

Dopo un anno di ambientamento sembra che la squadra di White Hart Lane stia iniziando a capire i meccanismi di mister Pochettino, arrivato in pompa magna dopo aver fatto molto bene con il Southampton. Il dogma, quasi “beniteziano” è il 4-2-3-1, con un centravanti, Harry Kane, che svaria su tutto il fronte liberando gli inserimenti del tridente al suo supporto.

Il gioco veloce e verticale di Pochettino sta finalmente dando i suoi frutti, nonostante una campagna acquisti per lo più “difensiva”. Gli Spurs, infatti, hanno blindato la retroguardia con il belga Alderweireld in coppia con il connazionale Vertonghen, dirottando così Dier a centrocampo (dopo aver seguito Witsel per buona parte del mercato).

Al fianco del mediano c’è Dale Alli, giovanissimo centrocampista dalle doti fisiche e tecniche molto elevate che si sta alternando con i più quotati Bentaleb e Dembelè. In attacco, ad Eriksen, Chadli e Lamela (finalmente tornato al gol) si è unito il vero e proprio valore aggiunto della squadra: Son Heung Min.

Son Heung Min: quando un acquisto è azzeccato
Son Heung Min: quando un acquisto è azzeccato

Il coreano, arrivato dal Bayer Leverkusen, è l’attaccante perfetto per gli schemi del tecnico argentino. Tecnico, veloce, ficcante, ma inesauribile anche in ripiegamento (il suo idolo è Park Ji Sung). Quando gioca sembra che ce ne siano due/tre in campo a dividersi tutte le zone offensive.

E poi la stella, Harry Kane, futuro del Tottenham e della nazionale inglese. Con la cessione di Soldado e il divorzio di Adebayor, il biondo attaccante è ancora più al centro del progetto e dell’attacco degli Spurs, dopo l’esplosione dell’anno scorso (22 gol in Premier, 30 in stagione).

E ora, dopo questo poker rifilato alla ex capolista – ora in testa c’è il Manchester United – il Tottenham rilancia alla grande le sue ambizioni. Riuscisse a trovare la continuità giusta la banda di Pochettino potrebbe davvero recitare il ruolo di mina vagante della Premier: o – perchè no – diventare finalmente una “grande” a tempo pieno.

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