Roma-Scudetto, perché è giusto continuare a sognare

Roma-Scudetto, perché è giusto continuare a sognare

Rispetto agli ultimi anni la Roma è più lontana dalla Juve per quanto riguarda la lotta tricolore, e proprio per questo potrebbe essere la volta buona

Gli ultimi due anni di proclami hanno riservato solo bocconi amari. Per un motivo o per l’altro, la Roma si è presentata ai blocchi di partenza degli ultimi campionati sullo stesso livello della Juventus, se non addirittura più avanti, ma a maggio per i conti non sono stati generosi: 28 sono punti di distacco accumulati complessivamente sui bianconeri fra 2015/16 e 2014/15 parlano di un gap che anziché essere colmato è andato allargandosi.

Rispetto all’ultimo biennio, i giallorossi questa volta partono da più lontano, come ci dicono anche le quote che vedono la squadra di Spalletti a 6,50 contro l’1,60 dei cinque volte campioni d’Italia in carica.

Nessuna velleità di partire alla pari con la Juve, e pure la parola “scudetto” viene pronunciata a bassa voce e con reticenza. Memori del fatto che l’anno scorso con Garcia – dopo un inizio di stagione da favorita – la Roma era fuori dalle prime tre prima che l’arrivo di Spalletti non rimettesse la squadra in carreggiata.

Questo senso di ridimensionamento potrebbe però giovare ai giallorossi, soprattutto in un ambiente come quello romano in cui ambizione fa rima con pressione (spesso smodata).

Non è un caso che il miglior campionato giocato dalla squadra della capitale sia stato quello 2013/14, quando Totti e compagni si presentarono ai nastri di partenza col vago obiettivo di centrare una qualificazione in Europa, e chiusero poi la stagione a 85 punti – record – dietro solo all’imprendibile Juventus dei 102 punti.

La rosa giallorossa è in questo momento seconda solo alla Juventus, e potrebbe aumentare il distacco sulle avversarie se Napoli e Inter dovessero perdere Higuain e Icardi. La perdita di Pjanic pesa molto, ma potrebbe essere compensata dal definitivo recupero di Kevin Strootman. Totti ha dichiarato: “Smetto in caso di Scudetto”.

Alla Roma l’onore e l’onere di portare a termine il compito più bello: permettere al proprio capitano di appendere le scarpette al chiodo con il tricolore cucito sul petto.

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