Desaparecidos: Luis Muriel

Desaparecidos: Luis Muriel

Il colombiano – come al solito – è un campione di discontinuità, e con Montella è finito ben presto in panchina. Con la cessione di Eder riuscirà a rilanciarsi nel girone di ritorno?

Ci risiamo. Luis Muriel si è assentato nuovamente dalla scena. Dopo una buona prima parte di stagione con Walter Zenga, l’attaccante colombiano è finito ai margini delle rotazioni con il nuovo tecnico Vincenzo Montella, nonostante la Sampdoria non navighi in acque floridissime.

Troppo spesso, però, l’attaccante esploso con la maglia del Lecce parte in quarta e poi si assenta completamente dal campionato. E dire che Muriel è dotato di un talento naturale di altissimo livello, tanto da paragonarlo al primo Ronaldo (Luis Nazario da Lima), forte fisicamente e con un dribbling bruciante.

Purtroppo, però, gli eccessi alimentari e una forma fisica non sempre perfetta hanno portato ad una carriera – come detto – “monca”, dove Muriel fa la figura dell’eterno incompiuto. Dopo l’esperienza all’Udinese, dove neanche un santone come Guidolin è riuscito a tirargli fuori la continuità, lo sbarco alla Sampdoria sembrava avergli dato i giusti stimoli.

Sei mesi nella scorsa stagione sotto la guida di Mihajlovic (con 4 gol) e i primi sei con Zenga/Montella (altri 4, ma tutti con l’Uomo Ragno in panchina). E ora?

Muriel e Correa festeggiano il gol contro l'Inter
Muriel e Correa festeggiano il gol contro l’Inter

Più volte Montella, prima al Catania e poi alla Fiorentina, ha dimostrato di volere in attacco gente capace di dialogare con i compagni e di rientrare per aiutare la squadra in fase difensiva. Di certo Muriel non è uno di questi; il colombiano vive di strappi e accelerazioni prossime alla linea del fuorigioco, ma si isola un po’ troppo e molte volte appare totalmente fuori dalla manovra.

“Muriel può e deve fare di più. Mi piace il piglio che ci sta mettendo in allenamento, ma da lui voglio ancora più impegno”. Così Montella ha spiegato la situazione che ha visto il colombiano fuori dalla formazione titolare 7 volte nelle ultime 8 gare, a favore di un Cassano “falso nueve” e di Eder, Carbonero o Correa esterni.

Ora, con la probabile cessione di Eder, l’ex Udinese diventerà fondamentale partendo da sinistra. Ma dovrà imparare, come richiede Montella, ad essere più utile alla manovra della squadra. Altrimenti sarà altra panchina fino a fine stagione.

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