Guida alla fase a gironi della Champions League

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La fase a gironi della Champions League è appena cominciata, e i tifosi certamente vorranno che i loro club partano con il piede giusto. Ma quanto è importante un buon inizio, e cos’altro serve per assicurarsi una buona stagione?

Abbiamo analizzato ogni fase a gironi degli ultimi 14 anni della competizione, vale a dire fino al primo anno dall’introduzione del nuovo formato, per scoprire cosa serve per avere successo tra i grandi club d’Europa.

E’ importante avere un buon inizio

Perdere il match d’esordio non è la fine del mondo, ma il margine di successo si riduce in gruppi così piccoli. Oltre metà dei club che hanno vinto la prima partita si sono qualificati come prima.

Invece, poco più della metà delle squadre che hanno pareggiato all’esordio sono state eliminate, con il 75% dei club sconfitti al debutto fuori ai gironi. Dopo due partite senza vittorie, le possibilità di essere eliminati sale al 90%, quindi un inizio a rilento non paga. L’eccezione, in Italia, è stata l’Inter del 2006/2007, che dopo aver perso le prime due partite si qualificò come seconda.

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Di quanti punti hai bisogno dopo ogni giornata?

Per permettere ai tifosi di seguire i progressi della propria squadra durante le sei giornate, abbiamo calcolato la media dei punti conquistati dai vincitori dei gironi, dalle seconde e dalle squadre eliminate dopo ogni singola partita. Una seconda ha bisogno di circa 10 punti, metà dei quali conquistati dopo tre partite. Più di una sconfitta nelle prime tre partite è abbastanza a scongiurare ogni impresa.

Non serve cercare la perfezione: il Real Madrid, unica squadra a vincere due volte il girone con 18 punti, non ha mai vinto la competizione in quella stagione.

Vincere il girone fa la differenza

E’ importante non rilassarsi nelle ultime giornate di Champions League, perché qualificarsi da vincitrice del girone conferisce un considerevole vantaggio. Gli ottavi di finale hanno visto le prime dei gironi qualificarsi agli ottavi 22 volte su 28.

Ci vuole una squadra speciale per vincere dopo essere finita seconda nel girone. 4 squadre su 6 hanno raggiunto la finale, incluso il Liverpool dei miracoli e della finale di Istanbul del 2005 e l’Inter del Triplete di Josè Mourinho, vincitrice nel 2010.

“Il girone della morte”

Il Tottenham è finito nel cosiddetto “girone della morte”. Quanto sarà duro il loro compito? Con il coefficiente UEFA, abbiamo misurato la difficoltà di ogni girone dall’introduzione del vecchio formato, e il risultato non è incoraggiante per gli uomini di Pochettino. Il girone H è il più alto per combinazione del coefficiente, nonostante anche il Girone D, quello del Barcellona e della Juventus, finalista dello scorso anno, sia molto vicino a quello degli Spurs.

La peggiore notizia per gli Spurs è che nessun club presentatosi ai nastri di partenza come terzo per coefficiente UEFA si è mai qualificato nel “girone della morte” nelle ultime 14 stagione. Ci sarà sicuramente invidia da parte dei tifosi del Tottenham nei confronti del Liverpool, inserito nel ben più facile girone E.

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