In che modo le partite europee influenzano il rendimento in campionato?

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A sorteggi per la Champions League ed Europa League ultimati, notiamo molti nomi assenti la scorsa stagione.

L’assenza dell’Arsenal dalla scorsa Champions League ha fatto venire molti dubbi sul successo del Chelsea in Premier League lo scorso anno. Forse, Antonio Conte non avrebbe vinto se avesse dovuto gestire la campagna nazionale e quella europea.

Abbiamo controllato tutte le stagioni di questo secolo per vedere come i cambiamenti hanno coinvolto i club impegnati in Europa, con conseguente differente rendimento nei cinque principali campionati europei. Qual è l’effetto delle campagne europee sulle prestazioni nnei confini nazionali?

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L’effetto Europa sul Chelsea

Innanzitutto, il rendimento del Chelsea, e anche di Liverpool, Hoffenheim e Lipsia, andrà a diminuire rispetto alla scorsa stagione. Tutti i quattro club erano assenti in Europa la scorsa stagione ma qualificati per la Champions League, e i 57 club dal 1999/00 hanno subito un cambiamento di 11 punti.

Infatti, le squadre che avanzano in Europa tendono a soffrire nei confini nazionali. Perfino quelli che hanno giocato in Europa League in preparazione della Champions (62 club nello stesso periodo) hanno avuto un peggioramento di 6.3 punti in media. Passare dall’assenza di coppe all’Europa League è meno costoso, visto che i 136 club ad aver raggiunto questo risultato hanno perso una media di 3.9 punti.

Cosa accadrà all’Arsenal?

Quando guardiamo ai club in condizioni opposte, vale a dire con un peggioramento dell’esperienza Europea, l’effetto è diametralmente opposto. I 56 club che, come l’Arsenal, il Villarreal e il Lione in questa stagione, sono “retrocessi” dalla Champions League all’Europa League hanno ottenuto un beneficio di 5.4 punti in media in più.

I 49 club che, come Leicester, Leverkusen e Monchengladbach, sono finiti dalla Champions League a non avere coppe, hanno una magra consolazione, e poche chance di finire più in alto, con un aumento di soli 3.2 punti, mentre i 111 senza coppe dopo l’Europa League hanno registrato un miglioramento di 2.7 punti.

La grafica mostra che, quando guardiamo al più grande peggioramento in termini di punti, sette delle maggiori 10 differenze positive di punti tra una stagione e quella successiva, compreso il Leicester che ha perso 37 punti rispetto all’anno scorso, questo avviene per i club che, senza coppe, si sono ritrovati in Champions League. Invece, nessuno dei 10 più grandi aumenti di punti della storia è coinciso con un club con avversari di livello in Europa, ed 8 non hanno proprio avuto a che fare con avversari lontano dai confini nazionali.

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Quanto è importante l’Europa?

Può davvero l’Europa influenzare la classifica? In breve, si: indagando sul margine di punti in questo secolo, abbiamo scoperto che la differenza tra il club campione e quello al secondo posto varia dai 5.5 agli 8.7 punti, a seconda del campionato di riferimento. In Premier League, il margine è di 7.3, decisamente più basso della media di 11.1 punti che il che il Chelsea campione ha riscontrato l’anno scorso. Buone notizie anche per l’Arsenal: il loro incremento previsto di 5.4 punti è maggiore della differenza tra il quarto e il quinto posto in Premier League, che è in media di appena 4.3 punti.

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