È già l'Italia di Ventura. Ma quanto lavoro c'è ancora da fare...

È già l’Italia di Ventura. Ma quanto lavoro c’è ancora da fare…

Benissimo alcuni singoli, Verratti su tutti, bene lo spirito di gruppo e la capacità di fare quadrato nel momento di difficoltà. Ma la difesa balla ancora troppo e Chiellini è sembrato totalmente nel pallone

L’Italia di Conte non c’è più. Date ufficialmente il benvenuto alla versione di Ventura, che è stato bravissimo a non snaturare lo spirito di una Nazionale capace di stupire e fare innamorare all’ultimo Europeo, e che ha già dimostrato di sapere aggiungere e cambiare qualcosa all’impianto lasciato in eredità dall’attuale tecnico del Chelsea.

Baricentro più alto, atteggiamento meno attendista e chiavi del centrocampo saldamente affidate ai piedi e al fosforo di Marco Verratti. Questi i tre fili conduttori della prima uscita ufficiale degli azzurri di Ventura, che nel 3-1 contro Israele hanno fatto vedere tanti nuovi spunti e allo stesso tempo hanno dimostrato quanto ancora ci sia da lavorare.

L'AvVentura comincia bene

Partiamo dalle note positive, singoli in primis. Verratti e Pellè sono senza dubbio le facce più liete nell’Italia di Ventura. Il primo, migliore in campo ad Haifa, ha guidato il centrocampo con la sapienza del leader, creando gioco e interpretando bene anche il ruolo di interditore nelle fasi di non possesso palla. Il secondo ha segnato prima in amichevole con la Francia e poi ha aperto le marcature ad Haifa, servendo a Immobile con una torre la palla del 3-1 definitiva. Chi lo aveva criticato all’Europeo dovrebbe ricordare che è grazie ai gol dell’ex centravanti del Southampton se ci siamo volati in Francia. E sempre dalle sue reti passerà il nostro destino verso la Russia.

Bicchiere a metà per gioco e difesa. Chiedere di più alla manovra dopo così poco tempo è forse troppo. Per il momento ci accontentiamo dei tre punti in una partita delicata come quella di lunedì. Preoccupa un po’ di più il senso di perforabilità che ha dato invece la BBC, che ha sofferto fin troppo contro il modesto Israele.

Le responsabilità cadono in larga parte sulle spalle di Giorgio Chiellini, mai visto così in difficoltà in maglia azzurra. Due errori marchiani nel primo tempo – da uno è nato il gol israeliano – e un espulsione ingenua a coronamento di una gara da incubo.

Il 6 ottobre a Torino contro la Spagna ci giochiamo già una fetta importante di qualificazione (accedono direttamente alla fase finale solo le prime di ogni girone).

Le quote in listino scommesse non ci vedono favoriti (siamo quotati a 3,00 contro il 2,35 della Roja e il 3,20 del pareggio). Ma anche quest’estate in Francia partivamo da underdog e siamo stati capaci di ribaltare i pronostici con un 2-0 frutto di 90′ di dominio. Non dimentichiamolo.

X