Graziano Pellè: da

Graziano Pellè: da “fuggiasco” a nuovo centravanti dell’Italia

L’attaccante del Southampton è l’uomo di Conte: lotta, combatte, dà tutto per la maglia azzurra. E dopo l’esordio un anno fa è il favorito per una maglia da titolare all’Europeo

Un combattente che si sacrifica per la squadra e mette il collettivo prima dell’individuale. E’ per questo che Graziano Pellè è l’uomo di Antonio Conte. E’ per questo che la sua candidatura ad attaccante titolare della Nazionale al prossimo Europeo non deve sorprendere.

Pellè è il simbolo dell’Italia guerrigliera del ct barese, che non ha esitato (anzi, non sta esitando) a sbattere la porta in faccia a Balotelli, attaccante sicuramente più talentuoso, ma anche più propenso a seguire il suo ego rispetto al bene della maglia azzurra.

Graziano Pellè, da parte sua, ha ormai 30 anni, e quell’exploit con la Nazionale Under 20 di una decina di anni fa è lontanissimo. In mezzo tanta tanta gavetta, in una Serie A che non l’ha mai degnato di uno sguardo e in un campionato – quello olandese – dove ha trovato il successo in età ormai matura e che ha portato Koeman a impacchettarlo con sè per portarlo a Southampton.

Graziano Pellè, centravanti azzurro del Southampton
Graziano Pellè, centravanti azzurro del Southampton

Proprio in Premier League la consacrazione e la convocazione in azzurro un anno fa. Dopo 64 gol tra Az e Feyenoord, il buon Graziano è stato chiamato dai Saints a sostituire Ricky Lambert, attaccante forte fisicamente e passato due stagioni fa al Liverpool (senza fortuna).

Si può dire che Pellè non ci sperava più nella chiamata azzurra. E probabilmente è proprio per questo che – una volta raggiunta la Nazionale – il centravanti si sta dannando l’anima pur di tenersi stretta la maglia. Con la consapevolezza di non essere dotato di un talento divino, ma che compensa con l’abnegazione e la volontà di stupire se stesso e il suo conterraneo Antonio Conte.

E allora ecco l’esordio con gol a Malta, il 13 ottobre 2014 (esattamente un anno fa). Da allora 17 gol in Premier League e altri due in Nazionale, compreso quello importantissimo sempre contro i maltesi un mese fa, che ha tolto dalle castagne un pericolosissimo 0-0.

Piano piano le varie speranze (o presunte tali) del nuovo ciclo azzurro veniva accantonate o si auto-accantonavano. Non solo Balotelli: si pensi anche a Immobile, Destro, Osvaldo, ultimi Zaza e Gabbiadini finiti in panchina con Juventus e Napoli. E intanto Pellè ingranava. E ingrana tuttora. E’ il punto fermo della Nazionale di Conte.

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