Italia, il futuro è più azzurro

Italia, il futuro è più azzurro

Le critiche piovute su Ventura in merito al nuovo corso della Nazionale sono state spazzate via dai risultati sul campo. Russia 2018 è ancora lontana, ma i motivi per sorridere pensando al futuro sono tanti

Passate paura, preoccupazioni e sfiducia iniziali, l’orizzonte dinnanzi all’Italia si è fatto d’improvviso più luminoso. E azzurro.

Se il momentaneo 2-1 in Macedonia aveva fatto tremare le vene e i polsi di molti, la rimonta in extremis di Skopje, il largo successo sul Liechtenstein e la prova più che sufficiente offerta in amichevole contro la Germania a San Siro hanno contribuito a diffondere nuovamente il buonumore attorno a una squadra che – dopo l’addio di Conte – sembrava dovesse aver già concluso il proprio ciclo.

Cambiamo prospettiva. Il ciclo potrebbe essere appena cominciato e il buon risultato di Francia 2016 si può leggere non come l’estremo sforzo di un gruppo spremuto fino all’osso, ma la pietra fondante di un cammino che attraverserà – speriamo – Russia 2018 ed Euro 2020.

I motivi per essere fiduciosi ci sono e hanno nomi e cognomi precisi: Gianluigi Donnarumma, Alessio Romagnoli, Mattia De Sciglio, Marco Verratti, Federico Bernardeschi, Andrea Belotti, Ciro Immobile. Ragazzi degli anni Novanta che in azzurro si sono scoperti uomini, pronti a raccogliere il testimone della generazione precedente. Un compito duro, ma facilitato dalla presenza in spogliatoio di senatori come Buffon, Bonucci, Barzagli, Marchisio, Candreva… Campioni arrivati all’apice delle proprie carriere ma con ancora tanto da dire, da fare, da vincere.

La qualificazione al prossimo Mondiale non sarà una passeggiata, anche perché la differenza reti ci costringerà quasi sicuramente a passare dallo spareggio con un’altra seconda classificata (stando attenti alle insidie che potrebbero arrivare da Israele e Albania immediatamente dietro di noi), ma di certo l’ingeneroso scetticismo che la faceva da padrone solo un paio di mesi fa è stato preso sottobraccio e accompagnato in soffitta.

La partita con l’Albania del 24 marzo chiuderà il girone d’andata del Gruppo G (Italia vincente a 1,22 contro il 12,00 albanese e il 6,00 del pareggio). Un pareggio spagnolo con Israele (che ha vinto le ultime tre) potrebbe regalarci il primo posto momentaneo e renderci improvvisamente arbitri del nostro destino.

Troppo bello per essere vero? Forse, ma sognare non costa nulla.

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