Ventura sì, Ventura no: è lui il nome giusto per l’Italia del dopo-Conte?

L’Italia si avvicina alla prima partita di Euro 2016 (il 13 giugno contro il Belgio) senza aver ancora sciolto il nodo del proprio c.t. per il dopo Conte. Ventura sembrava fino a poche ore fa l’unico vero nome in lizza, ma Tavecchio frena: “Almeno quattro o cinque nomi in corsa”

Le voci sempre più insistenti intorno alla sua candidatura, la rescissione di Sinisa Mihajlovic col Milan per lasciargli il via libera verso la panchina del Torino, la mancanza al momento di altri nomi “caldi”.

Fino a qualche ora fa l’annuncio di Giampiero Ventura come successore di Conte sulla panchina dell’Italia nel post Europeo sembrava praticamente cosa fatta. Poi Carlo Tavecchio e lo stesso allenatore granata hanno parzialmente raffreddato la pista.

“Valuto quattro, cinque nomi”, ha detto ieri il presidente Figc. “Io in azzurro? Penso di più al mio matrimonio”, ha rincarato lo stesso Ventura, che effettivamente si sposerà il 1 giugno.

Potrebbero però essere le classiche schermaglie di una situazione molto più vicina alla soluzione definitiva di quanto i diretti interessati non vogliano mostrare. Anche perché di tutti i nomi spesi nelle scorse settimane (Donadoni, Montella, Cannavaro, Ranieri), quello dell’ormai ex (?) tecnico del Torino continua ad avere una o due piste di vantaggio.

comincia l'avventura

Qualunque sia la scelta, una decisione verrà presa prima dell’inizio dell’Europeo dell’Italia, che esordirà il 13 giugno a Lione contro il Belgio (controlla le nostre scommesse calcio su questo evento sportivo).

Ventura è l’uomo giusto per raccogliere l’eredità di Conte? Secondo il sito di scommesse bwin, la risposta è sicuramente sì.

Stando ai rumors degli ultimi giorni, lo stesso c.t. azzurro avrebbe più volte caldeggiato l’ingaggio di Ventura, che già una volta si era ritrovato a sostituirlo sulla panchina del Bari all’inizio della stagione 2009/10 con ottimi risultati.

Il tecnico ligure ha una carriera quasi quarantennale alle spalle e nelle ultime stagioni ha raccolto i risultati più importanti, riportando il Torino in Europa e diventando il primo e fin qui unico tecnico italiano capace di vincere a San Mamés sul campo dell’Athletic Bilbao.

A differenza di alcuni dei suoi predecessori – Conte, Lippi – non ha mai allenato una big, né vinto alcun titolo, ma la storia ci insegna che non sono fattori determinanti nella scelta del tecnico della nazionale. Enzo Bearzot arrivò sulla panchina azzurra dopo una carriera spesa fra le giovanili del Torino, il Prato e l’Italia Under 23, eppure vinse il Mondiale di Spagna del 1982 e ad oggi è forse il tecnico dell’Italia che più di tutti è entrato nel cuore dei tifosi.

I dubbi su Ventura, più che sulla statura tecnica (che non si discute), sono sulla sua capacità di adattarsi a una realtà molto diversa da quella di un club. Il tecnico ligure è il classico allenatore “da campo”, che ama i ritmi quotidiani della preparazione atletica, tecnica e tattica e potrebbe avere difficoltà a calarsi in una realtà a intermittenza come quella dell’Italia. Lo stesso problema vissuto da Conte che ne ha determinato l’addio all’azzurro molto prima di quanto Carlo Tavecchio avrebbe desiderato.

Una cosa è comunque certa, molto difficilmente rivedremo Giampiero Ventura sulla panchina del Torino l’anno prossimo. Che sia per vestirsi d’azzurro o meno lo scopriremo nelle prossime due settimane.

Scritto da

Milanese classe ’88. Dopo una carriera di tutto rispetto fra giardinetti, oratori e campionati giovanili, appende le scarpette al chiodo, trova il tempo per laurearsi e comincia a scrivere un po’ di tutto: musica, cinema e soprattutto sport, collaborando con diverse testate giornalistiche. Hobby nel tempo libero: libri, videogames, bicicletta & rock n' roll

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