Mercato Juve: chi può arrivare e chi può partire a gennaio

Mercato Juve: chi può arrivare e chi può partire a gennaio

Da oltre 8 anni domina in Italia senza patemi, o quasi. Non si può dire altrettanto in Europa, con la Champions League che assume sempre più i contorni di una autentica ossessione. Tuttavia sarebbe stupido negare i grandi passi avanti effettuati dalla Juventus: dai parametri zero, alle polemiche per i “ristoranti da 100€”, fino al passo lungo dell’ingaggio di Cristiano Ronaldo, a quello di Maurizio Sarri e un club che, oggi, si sta industriando per competere stabilmente alla pari con le big del vecchio continente. Ecco il mercato Juve: cosa serve e dove, quali sono i ruoli più scoperti e quali quelli completi.

Mercato Juve, reparto per reparto

Difesa

Risolta, per il momento, la questione esuberi tra i portieri. Mattia Perin (decisamente sfortunata la sua esperienza in bianconero) ha infine trovato posto in prestito al Genoa, da cui la Juve lo aveva prelevato ormai 2 anni e mezzo fa per circa 15 milioni. Chiuso da infortuni e Szczesny nel primo anno, e dal ritorno di Buffon nel secondo, il 27enne di Latina potrà rilanciarsi e magari trovare una nuova e più stabile collocazione in estate.

Anche nel pacchetto difensivo, perlomeno a livello di centrali, c’è da sfoltire. L’esplosione di Demiral (in buona parte inattesa) ha congelato ogni voce relativa a un suo prestito in gennaio. Piuttosto rimane problematica la collocazione di Rugani, che la Juve cerca di vendere da almeno un anno ma senza esito. Se è vero che all’ex Empoli non è stata mai data grande fiducia, è altrettanto vero che lui non ha fatto moltissimo per meritarsela. L’impressione è che Daniele sia un buon difensore, molto bravo nell’anticipo e sull’uomo, ma che pecca un po’ in personalità. L’estate scorsa è parso vicinissimo alla Roma, poi a qualche club di Premier League. Il primo che porta a Paratici un assegno da poco più di 20 milioni, si assicurerà le prestazioni di un professionista serio e impeccabile ad alti livelli, ma tra lui e la Juve la scintilla non è mai realmente scoccata.

Ben altro discorso quello relativo ai terzini. Il gioco di Sarri ne ha un grande bisogno e finora il tecnico toscano ha dovuto sovrautilizzare Alex Sandro e Cuadrado, che in gioventù aveva già fatto il laterale difensivo e si è riadattato alla grande. Danilo non ha finora potuto dimostrare molto, per varie noie fisiche. De Sciglio ha invece dimostrato i soliti pregi e difetti, con una sostanziale preponderanza di questi ultimi. L’ex milanista è timido in fase di spinta e diligente, ma nulla più, in difesa. Tutto ciò si sapeva, ma queste ultime settimane hanno detto che questa è una esigenza davvero pressante per i bianconeri. In questo senso, anche il giovane Luca Pellegrini (dato in prestito al Cagliari) poteva tornare molto utile, e non aver pensato di sostituirlo è stato un errore piuttosto grave.

Thomas Meunier (Getty Images)

Si sono fatti i nomi di Emerson Palmieri del Chelsea e di Thomas Meunier del PSG, entrambi con una valutazione intorno ai 30 milioni. Con il belga del PSG, che a giugno si libererebbe a costo zero, si parla anche di un possibile scambio con lo stesso De Sciglio.

Sempre in casa PSG la Juve potrebbe fare la spesa anche per il backup di Alex Sandro, individuato da tempo nel francese di origini polacche Kurzawa. Anche lui in scadenza nel prossimo giugno, valutato tra i 10 e i 15 milioni, sembra un profilo discreto per colmare i vuoti, ma non aspettatevi fenomeni.

Infine, il nome di De Sciglio torna di attualità anche per un possibile scambio in Italia. La contropartita sarebbe Elseid Hysaj, non utilizzato tantissimo quest’anno dal Napoli ma tra i perni dei partenopei negli anni di Sarri. Al momento in casa Napoli sembra tutto congelato, ma la cosa potrebbe anche sbloccarsi nei prossimi giorni.

Centrocampo

Forse il reparto in cui si vede maggiormente il progressivo adattamento di Maurizio Sarri alla nuova realtà. Come ha già affermato a più riprese lo stesso tecnico (“Non sono più un talebano, ora mi adatto”) e avevamo ipotizzato già l’estate scorsa in questo editoriale, l’allenatore toscano è chiamato a un ulteriore salto di qualità e bisogna sgombrare il campo da qualche malinteso. Innanzitutto, il primo adattamento che ha mostrato è sul piano del mercato: Sarri si è completamente calato nei panni del ruolo, anche da un punto di vista comunicativo. Sappiamo tutti che nel reparto di centrocampo ci sono pochi calciatori adatti al Sarrismo: Pjanic per la tecnica, Bentancur per l’età e i margini di miglioramento, Khedira perché ha una grandissima intelligenza calcistica. Purtroppo per lui, il tedesco è ormai fuori uso e i vari Can, Matuidi e Rabiot si sono dimostrati carenti, seppure per ragioni diversissime tra loro. Matuidi è un furetto instancabile ma non ha proprio nelle corde il gioco a due tocchi. Rabiot è in fase di ripresa da un lungo periodo di inattività ma sembra comunque lento nel “pensare calcio”, prima che nell’esecuzione. Il caso Can, infine, poteva essere gestito meglio, ma anche lui non ha le caratteristiche tecniche ideali per il calcio di Sarri.

Poi ci sono i trequartisti che possono riciclarsi come mezzali, Ramsey e Bernardeschi. Entrambi lo hanno fatto e potrebbero rifarlo, ma ognuno paga qualcosa. Il gallese più che altro non sembra ancora pronto sul piano fisico, ma per caratteristiche sembra nettamente il più adattabile. L’azzurro invece pare entrato in una spirale negativa e il varo del “Dygualdo” sembra averlo messo un po’ ai margini. Inoltre l’acquisto di Kulusevski non sarà stato il massimo per il morale di “Berna”, che forse non si sente più al centro del progetto. Eppure Sarri non perde occasione per elogiarne l’abnegazione e il grande sacrificio in compiti difensivi che non gli sono proprio consoni. Non sembrano maturi i tempi per vedere Bernardeschi lontano dalla Juve, ma non è abbastanza chiaro se ciò sia dovuto alle sue reali prospettive bianconere o al fatto che il ragazzo non ha, al momento, una lunga lista di pretendenti disposti ad accollarsi cartellino (almeno 40 milioni) e contratto (4 milioni netti a stagione).

Paul Pogba (Getty Images)

In entrata, il nome più in voga continua ad essere quello di Paul Pogba. Si è parlato di scambio con Can e Rabiot, sempre con robusto conguaglio (almeno 70 milioni). I dubbi, però, sono più sulla salute del “polpo”. Il campione del mondo ha giocato pochissimo quest’anno, per un problema alla caviglia che adesso potrebbe anche richiedere un’operazione. Lui è un campione e il suo ritorno farebbe felici moltissimi tifosi, ma alla Juve serve una mano e serve ora.

La fretta non esiste nemmeno nel caso di Sandro Tonali. Il millennial del Brescia è da tempo nel mirino sia della Juve che dell’Inter, e in qualsiasi momento potrebbe scatenarsi un’asta milionaria tra Torino e Milano. La sensazione è che però nessuno dei due club abbia troppa fretta. Anche le quote di mercato lo dicono, poiché un Tonali che cambia maglia in questa finestra invernale paga addirittura 8,25!

Quello di Pogba non è l’unico nome di possibile “cavallo di ritorno”. Si vocifera anche di un interessamento bianconero per Vidal, ma la cosa potrebbe anche essere una semplice azione di disturbo nei confronti dell’Inter, notoriamente e fortemente interessata al cileno.

Il vero nome “crack” per la Juventus sarebbe quello di Lorenzo Pellegrini. Del talentino della Roma si parla da molto, in casa bianconera, ma lo scorso anno la società capitolina resistette alle lusinghe di Paratici. Stavolta c’è una clausola “ridicola” (30 milioni di euro), considerando il valore del giocatore, a ingolosire. Dal canto suo la Roma sta lavorando al rinnovo, ma il numero 7 giallorosso potrebbe essere forse l’unico colpo possibile, per la Juventus, in questa finestra di gennaio. O (perché no?) a giugno.

Attacco

Una società che vuole sedere al tavolo delle grandi non può accontentarsi di Cristiano Ronaldo, anche se il fenomeno portoghese ha contribuito in maniera decisiva ad innalzare notevolmente le aspettative sportive. L’età di CR7 e la necessità di dare continuità rendono probabile qualche colpo in attacco la prossima estate. Per quest’inverno sembra invece difficile trovare un nome adeguato. Per l’estate prossima si fanno invece diversi nomi. Il più suggestivo di questi è senza dubbio quello di Antoine Griezmann. L’alsaziano non si è ambientato al Barcellona e un suo addio non sorprenderebbe nessuno. Per averlo non ci vorrebbero sicuramente meno di 120 milioni, il prezzo pagato  l’estate scorsa dal Barcellona all’Atletico Madrid.

Antoine Griezmann (Getty Images)

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