Jannik Sinner, il 18enne che può riscrivere la storia

Jannik Sinner, il 18enne che può riscrivere la storia

Quote del: 18/10/2019

Quando: venerdì 18 ottobre, dalle 14

Il 18enne altoatesino Jannik Sinner gioca oggi il suo primo quarto di finale in un torneo ATP 250, ad Anversa. Dopo avere battuto il n. 13 al mondo Monfils, il ragazzo può diventare il più giovane italiano di sempre a raggiungere una semifinale nel circuito maggiore.

Jannik Sinner, un millennial che fa sognare

A 18 anni ancora da compiere, il talento nativo di San Candido (Bz) aveva già vinto 4 tornei minori, tra cui due Challenger. Così, da numero 1100 e oltre che era nell’estate del 2018, nel luglio scorso è entrato nei primi 150 al mondo e adesso, dopo il fantastico successo su Gael Monfils nel primo turno dell’ATP 250 di Anversa, punta ancora più in alto. Oggi gli tocca in sorte Frances Tiafoe, avversario meno prestigioso rispetto al francese (n. 53 contro n. 13) ma con ben 12 anni in meno (21 contro 33). Inutile dire che tra i due non c’è nessun precedente, come contro la stragrande maggioranza dei top 100. Quella di ieri è stata la prima vittoria di Sinner contro un top 15, mentre vincendo oggi potrebbero aprirsi per lui le porte della top 100 mondiale! Non sarà impresa semplice ma concludere l’anno dentro la top 100 è decisamente fattibile, considerando anche che il ragazzo ha appena ricevuto una Wild Card per l’ATP 500 Vienna della prossima settimana.

Dove può arrivare?

Non sarà il più giovane tennista a concludere l’anno in top 100, perché il record appartiene ad Aaron Krickstein (nel 1983, a 16 anni e 4 mesi). Anche in caso di vittoria del torneo, non sarebbe il più giovane tennista di sempre a farlo nel circuito maggiore, poiché il primato è di Lleyton Hewitt (vincitore ad Adelaide nel 1998, a 16 anni e 10 mesi). Tuttavia è di gran lunga il primo italiano a raggiungere tali risultati a questa età, ma soprattutto è al momento il migliore al mondo tra i nati nel 2001. Questo potrebbe aprire per Jannik Sinner prospettive molto interessanti e non solo in ottica nazionale. Il tennis dell’ultima decade ha faticato molto a trovare un ricambio generazionale. Per questa ragione, arrivare prima degli altri coetanei potrebbe avere un peso specifico non indifferente. Il resto lo farà la capacità di tenere i piedi ben piantati per terra, non solo quando si accelera di rovescio. Ma per questo aspetto, un coach come Riccardo Piatti è più di una garanzia.

Può battere Tiafoe?

Jannik impressiona per concentrazione e mentalità in campo, dote rara per un 18enne. Il resto lo hanno fatto madre natura e i suoi insegnanti, perché il ragazzo è dotato di un dritto potente e di un rovescio molto fluido e naturale, per essere bimane. Inoltre, per la struttura fisica che ha (è quasi 1,90 e crescerà ancora un po’) ha una eccellente mobilità che gli consente di coprire il campo molto bene. Per caratteristiche ricorda un po’ proprio Monfils, che ha battuto giusto ieri. Adesso gli tocca Tiafoe, che ha sicuramente molta più esperienza di lui nel circuito maggiore. Ma Jannik ha le armi per batterlo e il ragazzo americano non ha avuto un grande 2019: 20 vinte e 23 perse. E se oggi facesse 24? La quota è di 1.95 ed intriga moltissimo.

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