US Open: Naomi Osaka può aprire una nuova era, Serena Williams a un passo dalla storia

US Open 2018: la finale del singolare femminile

Allo US Open è tempo della finale femminile. Analizziamo per voi un match che promette grande spettacolo: quello tra Serena Williams e Naomi Osaka.

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Naomi Osaka batte Serena Williams @3.10

Naomi Osaka (Getty Images)

La finale di un torneo del Grande Slam è sempre qualcosa di speciale, ma quella tra Serena Williams e Naomi Osaka è interessante come capita davvero di rado.

Dietro a questo match ci sono infatti considerazioni di diverso tipo, da storici record sul punto di venire abbattuti al classico discorso sul ricambio generazionale. Quando Serena vinceva il suo primo slam, Naomi Osaka doveva ancora compiere due anni. Oggi, 21 anni dopo, la ritrova come avversaria nella sua prima finale slam in carriera.

La fuoriclasse americana è stata fonte di ispirazione per moltissime ragazze tra cui proprio Naomi, che si è detta felicissima per il fatto di realizzare il sogno di affrontare il suo idolo sportivo in una finale del Grande Slam, ma allo stesso tempo fiduciosa che l’affronterà come se fosse un’avversaria qualunque.

Proprio questa maturità sembra una delle armi vincenti della giapponese-haitiana, che si è fatta brillantemente strada battendo in semifinale la finalista 2017 Madison Keys 6-2 6-4. Archiviato il primo set con disarmante facilità, Naomi è stata molto brava a contenere il tardivo ritorno dell’avversaria nel secondo, salvando ben 13 palle break.

Un solo precedente, ma pesante

L’unico precedente tra le due  è un precedente “pesante”: primo turno del Masters 1000 di Miami e comodo 6-3 6-2 Osaka. Certo, quella di inizio primavera non era la Serena Williams di adesso, che sta recuperando in pieno dalla lunga inattività. Per onestà, però, anche Naomi ha palesato passi da gigante dimostrando di trovarsi a meraviglia sul cemento statunitense (maluccio invece la stagione su terra e su erba). La giapponese ha timing perfetto per il tipo di superficie, capacità di colpire bene anche in equilibrio precario e l’unico dubbio sulla finale è quello – solito – di tutte le avversarie che affrontano Serena Williams: reggerne l’onda d’urto.

Nonostante le 37 primavere in arrivo, Serena ha i cosiddetti occhi della tigre e non ha alcuna intenzione di abdicare contro questa pimpante avversaria di 17 anni più giovane. In palio non c’è solo il suo settimo titolo allo US Open ma un record che resiste da 45 anni. In caso di vittoria, infatti, Serena arriverebbe a 24 tornei del Grande Slam, eguagliando il record di Margaret Court Smith che resiste dal 1973.

Tornando ai possibili temi tattici, la Osaka dovrebbe riuscire dove la Sevastova ha miseramente fallito: variare colpi e angoli togliendo il più possibile il comando degli scambi alla più anziana avversaria. Se permetti alla Williams di colpire a piacimento sei carne da macello, se la costringi a correre le speranze aumentano in maniera esponenziale.

Perché Serena

Perché è tornata in forma accettabile e ciò basta per sprigionare una potenza che, abbinata alla grande esperienza agonistica, la rende quasi imbattibile per chiunque. Osaka l’ha battuta nettamente in primavera a Miami, ma Serena era rientrata da una settimana dopo oltre un anno di inattività per la gravidanza e le successive complicazioni.

Inoltre nel mirino c’è un record che consoliderebbe il suo già consistente status di tennista più vincente di sempre: il record di tornei del Grande Slam vinti. Già Serena è una abituata a lasciare neanche le briciole alle avversarie, quando in palio la posta è così alta c’è da giurare che sarà al suo massimo.

Perché Naomi

Perché ha le caratteristiche giuste per mettere in difficoltà Serena, rubandole l’inerzia negli scambi. Inoltre l’ha già battuta e questo, più che per un rilievo statistico, ha un potenziale valore mentale molto alto: buona parte delle tenniste ha un record nettamente negativo con Serena ed entra in campo quasi sapendo come andrà a finire. La freschezza della Osaka e l’exploit di Miami attenuano di molto questo “mismatch”. E poi ci piace l’idea di questa giapponese atipica, così forte anche mentalmente in campo e così spontanea e quasi a disagio davanti alle telecamere.

In sintesi

Normale considerare Serena favorita, e d’altra parte la quota di 1.36 parla chiaro. Noi però preferiamo appoggiare il colpaccio di Naomi. Alla quota di 3.10, prendiamo la Osaka che stanotte diventa la prima giapponese a vincere un torneo del Grande Slam.

(inizio match previsto l’8 settembre alle 22.00 italiane)

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