Olimpiadi 2020, il rinvio è ufficiale: i Giochi andranno in scena nel 2021

Olimpiadi 2020, il rinvio è ufficiale: i Giochi andranno in scena nel 2021

Le Olimpiadi del 2020 di Tokyo sono prossime al rinvio: il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato ieri che una decisione sarebbe stata presa entro un mese, ma sembra proprio che l’emergenza dovuta alla pandemia che sta flagellando il pianeta non possa lasciare spazio ad altre opzioni. Il più importante avvenimento sportivo al mondo, rito collettivo che coinvolge milioni di atleti e appassionati, salterà. Prima di quest’anno era successo soltanto a causa delle due guerre mondiali.

La decisione dovrebbe arrivare a breve e cambiare definitivamente lo scenario di un’estate che gli appassionati di sport di tutto il mondo avevano immaginato decisamente diversa: dopo il rinvio di EURO 2020, in programma tra giugno e luglio, anche le Olimpiadi di Tokyo sono destinate a non andare in scena come da programma per colpa della terribile sfida che l’umanità sta affrontando in questo momento e che sembra lontana da una conclusione.

Dopo la sospensione graduale della quasi totalità degli avvenimenti sportivi  il CIO aveva provato a tenere duro sperando che l’emergenza sanitaria mondiale potesse rientrare in tempo per la data prevista per l’inizio dei Giochi, che sarebbero dovuti andare in scena a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto. Ma con l’aumentare del contagio, che sta investendo letteralmente tutto il pianeta con numeri terrificanti e rischia di mettere in ginocchio l’economia mondiale, sono aumentate anche le pressioni da parte di numerosi Paesi su un possibile rinvio.

Olimpiadi 2020 verso il rinvio: gli scenari possibili

Così, all’indomani dell’annuncio da parte degli organizzatori di una decisione che sarebbe stata presa entro fine aprile, era arrivato l’annuncio da parte di Australia e Canada: se le Olimpiadi del 2020 fossero andate in scena come da programma avrebbero dovuto fare a meno della presenza di questi due Paesi, un ultimatum che molto probabilmente sarà seguito a stretto giro di posta anche da altre nazioni. Una presa di posizione forte e decisa che è stata peraltro ribadita da Dick Pound, membro del comitato olimpico americano, in un’intervista a USA Today.

Sulla base delle informazioni ricevute dal CIO, il rinvio è stato deciso. I parametri con cui questo avverrà non sono stati ancora determinati, ma le Olimpiadi non avranno inizio il prossimo 24 luglio, questo lo so per certo.

Parole che del resto trovano conferma anche nelle dichiarazioni del primo ministro giapponese Shinzo Abe. Dopo aver ribadito nei giorni scorsi la volontà di andare avanti, il premier nipponico ha ammesso che la priorità non può che andare alla salute degli atleti, impossibilitati ad allenarsi come si conviene per una manifestazione tanto importante. Un’apertura che non sembra lasciare spazio ad altre opzioni.

L’idea che le Olimpiadi potessero rappresentare un faro di speranza per l’umanità, come spesso è accaduto in passato per un avvenimento che è un inno alla fratellanza universale, si scontra dunque con la dura realtà. Impossibile del resto ignorare i numeri della pandemia, impossibile prevedere quando questi caleranno e gli atleti potranno esprimersi in sicurezza. In attesa di una comunicazione ufficiale, che comunque dovrebbe arrivare molto prima di quanto inizialmente previsto, vengono vagliati tutti i possibili scenari.

Le possibili opzioni, da un’edizione invernale all’estate del 2021

La cancellazione della manifestazione non è però un’opzione: i giochi olimpici saranno rinviati, ma andranno comunque in scena non appena la macchina organizzativa avrà stabilito, in accordo con le notizie che arrivano dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro quali date sarà possibile agire. Escluso il rinvio di un mese, in luogo dei Giochi paralimpici previsti ad agosto – il margine, rispetto al propagarsi della pandemia, resterebbero comunque troppo ristretti – ecco che i Giochi della XXXII Olimpiade potrebbero svolgersi in inverno oppure nell’estate del 2021, opzione quest’ultima caldeggiata da più parti.

Questo perché, come sostenuto dal comitato tedesco e da quello russo interrogati in merito, un avvenimento come le Olimpiadi rappresenta un momento di unione tra i popoli e lo spettro della pandemia, che in autunno potrebbe ancora non essere stata debellata, cancellerebbe quello spirito che da sempre accompagna l’avvenimento. Una posizione ribadita anche da Gianni Petrucci, già presidente del CONI dal 1999 al 2013, che pur tenendo in conto la pesantissima perdita economica che il Giappone potrebbe subire – nei Giochi sono stati investiti quasi 6 miliardi di dollari – non può che richiedere misure eccezionali a una situazione tragicamente eccezionale.

Solo le varie federazioni nazionali possono sapere come si svolge e a che punto è la preparazione delle squadre. Siamo a conoscenza dei costi enormi in caso di rinvio di uno o due anni, ma qui stiamo parlando di vite umane.

—>Aggiornamento 24 marzo, ore 14:00<—

A meno di 24 ore di distanza dalle prime aperture, probabilmente anche in seguito alle numerose pressioni da parte dei vari comitati nazionali, è arrivata la decisione ufficiale: le Olimpiadi del 2020 andranno in scena nel 2021, entro e non oltre l’estate, per garantire agli atleti la possibilità di gareggiare nella massima sicurezza e permettere ovviamente al pubblico di essere presente. A comunicarlo sono stati congiuntamente il presidente del CIO Thomas Bach e il primo ministro giapponese Shinzo Abe. La fiamma olimpica resterà a Tokyo, in attesa della vittoria contro il virus e di un’edizione dei Giochi che sicuramente avrà un altissimo valore simbolico per tutto il pianeta.

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