Serie A: ecco i 5 calciatori finora più deludenti

  Bonus di benvenuto bwin

Siamo a 12 partite, poco meno di un terzo del campionato. Presto per fare bilanci, ma non per tracciare valutazioni sulle performance. In particolare ci siamo soffermati sulla ricerca di quei calciatori dai quali, in modo e misura differente, ci si attendeva più di quanto siano riusciti a dare – finora – sul campo.

Ecco la nostra lista, che potrà trovarvi o meno d’accordo. Ma, appunto, è un modo per discuterne.

Serie A: le 5 delusioni della stagione

5. Wojciech Szczęsny

Wojciech Szczesny (Getty Images)

Sembra strano a dirsi, dopo il rigore parato contro il Milan domenica sera. Eppure chi segue le vicende della Juventus non può non avere storto il naso almeno un paio di volte, nell’attuale stagione del portierone polacco. Lo scorso anno sembrava che la presenza di Buffon, se pure gli togliesse molto spazio e la titolarità nelle gare più importanti, fosse per lui una specie di piacevole zona d’ombra dove non patire la pressione. Quest’anno tutto poggia sulle sue spalle, e forse l’ingaggio di Perin non è stato il massimo per farlo sentire a proprio agio. Le prestazioni di Szczęsny non si possono definire scadenti, ma in alcune occasioni è sembrato poco padrone della difesa. Una caratteristica, questa, che lo pone per adesso ad anni luce da Gigi. Dei due gol presi nella inopinata rimonta del Manchester United, almeno uno è tutta farina del suo sacco.

4. Giovanni Simeone

Giovanni Simeone (getty images)

Quella del padre che segnava più di lui nonostante fosse centrocampista, se le cose per Giovanni Simeone dovessero continuare così, non sarebbe più una battuta ma la fotografia di un fardello. Il Cholito si è arenato, nel suo percorso da calciatore di vertice. Lui lavora molto per la squadra e va ricordato che la Viola è un progetto molto giovane e interessante, a cui però manca tremendamente il cinismo. Lui lotta, sgomita, ma se la Fiorentina ha raccolto finora meno di quanto seminato è ANCHE perché il suo centravanti ha segnato appena 2 gol in 981 minuti giocati. Anche il conto dei tiri in porta è deficitario: appena uno a partita. Ne ha di tempo davanti, il Cholito: ma deve dare qualche segnale importante.

3. Kevin Lasagna

Kevin Lasagna stretto fra i difensori del Chievo (Getty images)

Discorso analogo a quello appena fatto per Simeone, ma con aspettative diverse. Quella di Kevin è una bella storia di un bomber nato dal basso e arrivato al massimo campionato di Serie A. L’Udinese ha creduto in lui lo scorso anno e Lasagna ha ricambiato con 12 reti. L’arrivo di Velazquez sembrava foriero di un ulteriore salto di qualità, vista anche la convocazione in nazionale. In maglia azzurra Kevin si è ben disimpegnato con l’assist decisivo per la vittoria. In campionato, però. è assente ingiustificato: 12 presenze e solo un gol. Esattamente fanno una rete ogni 474 minuti giocati, senza nemmeno un assist. Se l’attenuante potevano essere i maldigeriti schemi del nuovo allenatore Velazquez, ora l’alibi non regge più: al suo posto è già operativo Davide Nicola. Vedremo se, oltre all’Udinese, l’ex tecnic del Crotone saprà rivitalizzare anche Kevin Lasagna.

2. Ivan Perisic

Ivan Perisic (Getty images)

In molti attribuiscono a Mauro Icardi buona parte delle colpe, quando l’Inter non gira, non segna o non vince. La verità è che il compito di Maurito è quello di terminale, ma senza la collaborazione degli esterni può fare ben poco. In questo senso, Perisic sembra la controfigura del campione visto e ammirato negli anni precedenti. Anche solo con il 2017/18 il confronto e impietoso: dopo 12 giornate lo scorso anno il croato era già a 4 gol e 5 assist, mentre nel 2018/19 siamo a quota 1 gol e due assist, a parità di partite giocate. Un periodo davvero abulico, per quello che ha dimostrato a più riprese di potere aiutare l’Inter ad operare il salto di qualità. Per adesso, invece, solo qualche lampo e tantissima discontinuità.

1. Luis Alberto

Luis Alberto (Getty images)

Tra amici fantacalcisti, lo scorso anno era una gara a chi avesse scoperto per primo il talento di Luis Alberto. Quest’anno si sta verificando quasi l’esatto contrario. Nel campionato passato il trequartista spagnolo era un oggetto misterioso, costato appena 4 milioni ma dal rendimento altissimo. Ceduto il suo principale “competitor” Felipe Anderson, questa stagione doveva essere quella della definitiva consacrazione, per lui. Ma di Luis Alberto si sono perse le tracce, soprattutto nelle occasioni che contano: impalpabile con la Juve e nel derby con la Roma, e comunque deficitario in ogni voce statistica. L’anno scorso, a questo punto del campionato era già a quota 3 gol e 6 assist, quest’anno siamo esattamente a un terzo: 1 gol e due assist. Per le chance europee dei biancocelesti urge ritrovare il miglior Luis Alberto, che si è spesso e volentieri visto passare davanti anche il nuovo arrivo Correa.

Resta nel vivo dell’azione con la app bwin Sports. Immergiti nella sezione scommesse più ricca e varia in circolazione e naviga a fondo nel nostro menu statistico della sezione Calcio per scegliere velocemente le tue scommesse migliori. Scarica ora

X
Share to...