I vecchi fantasmi di Felipe Melo e i nervi tesi in casa Inter

I vecchi fantasmi di Felipe Melo e i nervi tesi in casa Inter

Il centrocampista ha mostrato il lato peggiore di sé negli ultimi minuti della sfida con la Lazio, quando ha provocato un rigore evitabilissimo e poi si è fatto espellere con un intervento killer su Biglia. Parte dello spogliatoio, Icardi in primis, non ha gradito…

Felipe Melo è uno di quei giocatori che o lo ami o lo odi. Mancini appartiene sicuramente alla prima categoria: lo ha allenato al Galatasaray, lo ha eletto leader del centrocampo della squadra turca e ha successivamente fatto carte false per riaverlo con sé nella sua seconda esperienza all’Inter.

Il brasiliano è un giocatore ruvido, di personalità, capace di alternare – non sempre in maniera equilibrata – sciabola e fioretto. Ma cosa succede quando è il lato oscuro della forza a prevalere?

La tassa Melo

Melo si è costruito la propria meritata fama anche per la sua capacità di essere un duro, caratteristica che mancava nel timido centrocampo interista delle ultime stagioni e che gli ha permesso di essere da subito titolare nell’undici tipo di Mancini. Ma siccome la potenza è nulla senza controllo, il rovescio della medaglia del brasiliano ci parla di un giocatore spesso in difficoltà nel controllare i lati più irruenti del proprio modo di stare in campo.

Gli ultimi minuti della delicata sfida con la Lazio sono stati in questo senso un esempio lampante: rigore procurato sull’1-1 per un intervento scomposto – ed evitabilissimo – su Milinkovic-Savic ed espulsione pochi minuti dopo per un intervento killer su Lucas Biglia.

All’Inter qualcuno non ha gradito e non ha nascosto il proprio disappunto. Capitan Icardi non si è risparmiato una bella ramanzina al brasiliano nel momento immediatamente successivi al fallo da rigore davanti a tutto San Siro e gli attriti sarebbero poi proseguiti anche negli spogliatoi nel dopo-gara. In una propria esclusiva la Gazzetta dello Sport ha peraltro parlato anche di un violento scontro verbale fra Mancini e Jovetic, per sedare il quale sono dovuti intervenire Ljajic e Guarin.

I nerazzurri – pur da capolista – festeggeranno dunque un Natale molto meno sereno di quanto la classifica non lascerebbe intendere. Gli stessi bookmakers continuano a non credere molto nell’Inter, che con una quota scudetto di 6,50 resta dietro a Napoli (@2,25) e Juventus (@2,20).

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