Panchinari Serie A: ecco i più

Panchinari Serie A: ecco i più “affezionati”, i promossi, i bocciati e chi costa di più

La panchina è un luogo fisico, ma anche dell’immaginazione. In generale viene considerata con una valenza punitiva, ma per chi fa sport professionistico è qualcosa con cui fare i conti. Il meno possibile, magari.

L’analisi che segue prende in esame la stagione in corso ma anche quella passata, per vedere quali giocatori “scaldano” più di tutti la panchina, quali invece hanno trovato modo di convincere gli allenatori e quali hanno al contrario perso il posto, a vantaggio di altri. Infine, una divertente (e non certo esaustiva) stima sui panchinari più costosi della Serie A.

Bremer e gli altri: quanto tempo in panchina!

La scorsa estate il Torino spese 6 milioni di euro per acquisire il cartellino di Bremer, 22enne difensore brasiliano prelevato dall’Atletico Mineiro. Tuttavia la Serie A il ragazzo l’ha appena annusata, per un totale di 11 minuti. Per il resto il sudamericano ha trovato posto solo in panchina, ma almeno da quel punto di vista è riuscito in un primato: è il giocatore di Serie A con più tempo assoluto trascorso seduto in attesa di potersi rendere utile in campo.

In questa elite al contrario, purtroppo per lui, trova posto anche l’interista Andrea Ranocchia. Da tempo non più una prima scelta in difesa, l’ex Bari è forse stato utilizzato più come centravanti d’emergenza che nel suo ruolo naturale.

Bertolacci & Montolivo, record poco piacevole

Gli 11 minuti giocati da Bremer e i 58 da Ranocchia eliminano comunque i già citati da un altro primato poco piacevole, che invece spetta ad altri due ex titolari di una milanese: Andrea Bertolacci e Riccardo Montolivo. I due milanisti non hanno letteralmente mai visto il campo se non – appunto – dalla panchina. Bertolacci e Montolivo sono capofila anche in considerazione dello stipendio percepito, ma di quello parleremo più avanti.

I promossi

La panchina non è certo un disonore, ma una condizione che non tutti i calciatori vivono bene. Da parte di ogni professionista c’è ovviamente la voglia di guadagnare (o ri-guadagnare) fiducia dell’allenatore e un posto in campo. C’è chi c’è riuscito, come ad esempio il danese Joachim Andersen. Prelevato lo scorso anno dal Twente a neanche 21 anni, il ragazzo ha trascorso una stagione da riserva prima di venire lanciato a fine campionato. Le buone prestazioni hanno convinto la società a cedere Matias Silvestre e puntare su di lui. Promossi anche altri difensori come Rogerio (Sassuolo) e Milenkovic, divenuto punto di riferimento per la difesa viola ma anche uno degli uomini-mercato. Notevole il miglioramento anche di Rodrigo Bentancur, promosso a titolare da Allegri dopo un anno di “apprendistato”. Infine, l’annata travagliata del Chievo è stata comunque positiva per il polacco Stepinski, che si è guadagnato un posto nell’attacco gialloblu.

I bocciati

Stagione da dimenticare invece per altri giocatori, come ad esempio Federico Viviani. Titolare fisso del centrocampo spallino nel primo anno di Serie A, l’ex primavera della Roma non ha più visto il campo in questa stagione, prima di venire ceduto in prestito al Frosinone. Nettamente peggiorato anche l’impiego di Antonio Candreva nell’Inter, ma questo era più prevedibile visti gli ingaggi di elementi come Politano e Keita. Sempre per quanto riguarda i nerazzurri, quasi fisiologica la parabola discendente di Miranda, più volte al centro di voci di mercato ma alla fine rimasto a dare un po’ di leadership ed esperienza. Enigmatico infine il caso di Antonin Barak, l’anno scorso sui taccuini di mezza Serie A ma finito quest’anno nel dimenticatoio, anche per alcuni problemi fisici.

Quando si acquista un giocatore ci si aspetta di vederlo in campo, ma anche no. Già citato Bremer, c’è anche il caso di Alex Ferrari, rinforzo chiesto da Giampaolo per la difesa ma che non ha avuto occasioni per farsi valere. Discorso analogo per Lorenzo Dickmann, terzino arrivato in prestito alla SPAL ma chiuso da Lazzari. Il resto dei nuovi acquisti relegati in panchina risponde più che altro a profili per rinforzare i vari reparti, ma uno di questi non è certo costato poco: parliamo di Diego Laxalt, pagato 18 milioni al Genoa ma utilizzato molto raramente da Gattuso.

Ma quanto mi costi

Laxalt non è tuttavia lo “spreco” peggiore di questa Serie A. Per concludere questo viaggio tra i panchinari del nostro campionato, abbiamo fatto una stima sui costi. Abbiamo rapportato lo stipendio annuo alle giornate potenziali di ciascun giocatore in campionato (esclusi i periodi di infortuni): in tal modo viene fuori il potenziale costo del tempo trascorso in panchina da quel dato giocatore.

La panchina più costosa è quella di Pepe Reina, arrivato al Milan a parametro zero e quindi beneficiario di un ottimo contratto. Stupisce, ma non più di tanto, la presenza di Cristiano Ronaldo nella top 10: tuttavia uno stipendio altissimo come quello del portoghese provoca un costo proporzionale, anche in soli 191 minuti trascorsi in panchina. Appena fuori dalla top ten Mattia Destro, che al Bologna percepisce 2 milioni annui ma il campo non lo ha visto quasi mai.

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