Stipendi Serie A: ecco chi guadagna di più dietro CR7 e i più pagati di ogni squadra

Stipendi Serie A: ecco chi guadagna di più dietro CR7 e i più pagati di ogni squadra

Non è una gara, perché il primo posto è già assegnato da tempo. Ma è comunque interessante dare un’occhiata ai più ricchi e pagati calciatori della Serie A. Cristiano Ronaldo guida la truppa con una irreale busta paga da 31 milioni di euro, ma dalla top 10 dei più pagati si possono trarre alcune considerazioni interessanti.

Ma dopo avere scorso l’elenco dei calciatori più pagati, dare un’occhiata alla situazione e agli attuali equilibri sportivi ed economici della Serie A diventa quasi deprimente, e scopriremo perché. Intanto ecco la top 10.

Stipendi Serie A: ecco la top 10

10. Kalidou Koulibaly (Difensore Napoli) 6 milioni di €

Kalidou Koulibaly (Getty Images)

Non è certo la sua annata migliore, ma il fortissimo senegalese se lo è guadagnato negli ultimi anni, in cui si è segnalato tra i migliori centrali del Vecchio Continente. Non a caso il suo nome continua ad essere sul taccuino di diversi top club. Questo potrebbe essere davvero il suo ultimo campionato a Napoli, che ha mostrato chiaramente di volere ricostruire. Dunque, giocatori con un buon mercato come KK sono necessariamente da considerare come possibili partenti.

9. Gianluigi Donnarumma (Portiere Milan) 6 milioni di €

Gianluigi Donnarumma (Getty Images)

Anche per Gigio vale, seppure in parte, il discorso fatto con Koulibaly. Dipende molto dalle vicende societarie del Milan, dagli obiettivi sportivi ed eventuali ulteriori ridimensionamenti. E dipende anche dalle trame del solito Mino Raiola, sempre abilissimo quanto spregiudicato nel fare gli interessi economici dei suoi assistiti.

8. Miralem Pjanic (Centrocampista Juventus) 6,5 milioni di €

Miralem Pjanic (Getty Images)

Il grande interrogativo della Juve è diventato il faro del centrocampo di Sarri, l’uomo da 150 palloni toccati a partita. Tuttavia il bosniaco è attualmente il solo a potere ricoprire questo ruolo e ultimamente è apparso un po’ logoro. Le sue azioni sono però in decisa crescita e potrebbe ancora diventare uomo-mercato, la prossima estate.

7. Aaron Ramsey (Centrocampista Juventus) 7 milioni di €

Aaron Ramsey (Getty Images)

Il gallese è ancora una grande incognita. Arrivato nell’era pre-sarriana, non è ancora riuscito a trovare né continuità di impiego né di rendimento. Le cause? La salute sempre tendente al cagionevole ma anche qualche equivoco tattico. Mezzala o trequartista? Nell’attesa, il suo ingaggio è di quelli principeschi come ormai tendenza consolidata per i cosiddetti parametri zero.

6. Adrien Rabiot (Centrocampista Juventus) 7 milioni di €

Adrien Rabiot (Getty Images)

E a proposito di parametri zero, Adrien Rabiot è forse l’esempio più lampante di alcune storture del sistema. In teoria sarebbe arrivato senza sborsare un centesimo di cartellino, ma la madre-agente ha ricevuto qualcosa come 10 milioni di euro (avete letto bene) al momento della firma. Di fatto, dunque, considerando l’ingaggio netto Rabiot avrà guadagnato, nel suo primo anno bianconero, almeno 17 milioni. Difficile, ad oggi, trovare qualcuno convinto che ne sia valsa la pena. Ma la stagione è ancora lunga.

7. Paulo Dybala (Attaccante Juventus) 7.3 milioni di €

Paulo Dybala (Getty Images)

Offerto qua e là, dato per possibile partente più volte. Eppure Paulo è ancora lì, nei panni dell’occasionale (mica tanto, poi) risolutore. Il suo talento ha tolto le castagne dal fuoco a Sarri in diverse occasioni e questo, se da un lato la sua mancata cessione era sembrata un incidente di percorso, ha dall’altra parte contribuito a fare risalire le quotazioni de “La Joya”. Di sicuro lui la permanenza in bianconero e l’alto ingaggio ha fatto di tutto, per guadagnarseli.

4. Gonzalo Higuain (Attaccante Juventus) 7.5 milioni di €

Gonzalo Higuain (Getty Images)

La sua permanenza alla Juve è da considerarsi senza dubbio incidentale. E questo già è abbastanza singolare, considerato che parliamo del quarto più alto ingaggio di tutta la Serie A. Tuttavia incidentale non significa affatto inutile, anzi. Il Pipita si è calato nei panni del centravanti, l’unico vero centravanti in rosa alla Juventus. Il suo contributo di quest’anno va molto oltre il profilo realizzativo, che però ad oggi appare comunque povero: 8 gol, 5 dei quali in campionato. Per quanto oggi la sua presenza sia spesso indispensabile, la collocazione del Pipita potrebbe diventare un bel problema, l’estate prossima.

3. Romelu Lukaku (Attaccante Inter) 7.5 milioni di €

Romelu Lukaku (Getty Images)

Un top player con ingaggio da top player. Nulla da dire, finora, per il nazionale belga. Al Manchester United sembrava un leone in gabbia, a Milano si è riscoperto leader e anche bomber di razza. Con i bonus il suo ingaggio potrebbe flirtare coi 10 milioni annui e lui, finora, ha mostrato che sarebbero tutto sommato soldi molto ben spesi.

2. Matthijs de Ligt (Difensore Juventus) 8 milioni di €

Matthijs de Ligt (Getty Images)

Il suo acquisto ha spiazzato un po’ tutti, perché mai nella storia la Juve si era sbilanciata così su un teenager. L’inserimento del ragazzo è poi proseguito con qualche intoppo, poiché l’infortunio di Chiellini lo ha “costretto” a una titolarità precoce che lo ha esposto a qualche brutta figura. Tutte cose normali per chiunque, ma quando sei un predestinato le critiche sono amplificate almeno quanto gli elogi. Al momento nessuno pensa che si sia trattato di un acquisto sbagliato. Certo non di un affare a buon mercato, quello sì. Ma se si guarda ad altri affari simili, vedi il Barcellona con De Jong, non ci si discosta molto da quelle cifre.

1. Cristiano Ronaldo (Attaccante Juventus) 31 milioni di €

Cristiano Ronaldo (Getty Images)

Il primo anno è stato ottimo ma non eccellente. Il suo secondo anno è iniziato con il piede sbagliato, lui ha attraversato una fase davvero buia ma si è rialzato con la classe e la forza mentale che lo contraddistinguono. Oggi il suo peso specifico sulla Juve è elevatissimo, come non lo era mai stato finora. Se poi questo, considerati i 35 anni, sia o meno una buona notizia, lo lascereamo decidere al tempo.

Serie A: i più pagati per squadra

Non serve un attentissimo osservatore per notare lo straripante dominio della Juventus, stavolta molto più sul versante economico che sul campo. I sette bianconeri su 10 sono solo la più evidente manifestazione di un monte ingaggi lordo da 283 milioni di euro, un totale che va vicino alla somma degli ingaggi di seconda, terza e quarta! Per agevolare la consultazione dei dati abbiamo creato un’infografica con i monti stipendi (lordi) delle 20 squadre partecipanti all’attuale campionato, con evidenziato l’ingaggio annuale (netto) più alto per ciascuna squadra. Inoltre, abbiamo curiosato tra le rose per vedere la percentuale di italiani presenti in ciascuna squadra.

La Juve, le briciole e la Serie A a 20

Come vedete, il solo ingaggio (lordo) di Ronaldo supera da solo i monti ingaggi di 14 società di Serie A su 20. I 62 milioni lordi che l’asso portoghese costa annualmente alla Juventus sono superiori alla somma degli ingaggi lordi di Udinese, Verona e Brescia (agli ultimi tre posti rispettivamente con 21, 21 e 17 milioni lordi).

Cosa dicono questi dati? Forse è il caso di andare controcorrente e non mettere in evidenza solo questa sorta di brutale sperequazione, ma ragionare su ciò che ha contribuito a produrla. Mantenere una Serie A a 20 squadre non ha senso e da più parti si chiedono da tempo modifiche in tal senso, ma in Lega non sono mai apparsi molto sensibili sull’argomento. Una Serie A a 20 squadre avrà sempre squilibri giganteschi e il rischio di avere le ultime 4-5 giornate totalmente inutili è sempre concreto. Negli ultimi 15 anni – ovvero da quando il massimo campionato è tornato a 20 squadre – per ben 10 volte i verdetti sono stati emessi ben prima delle ultime giornate.

La Serie A e gli italiani

Altra considerazione, legata in maniera stretta con le sorti della nazionale di calcio, è quella relativa al numero dei giocatori stranieri presenti nelle rose della nostra massima serie. Qui il quadro risulta molto più frammentato, al punto da non rendere la presenza di giocatori italiani un elemento di vantaggio o svantaggio competitivo. Si tratta di questioni meramente economiche, ma anche di capacità – o incapacità – di programmazione da parte della Federazione Italiana e della Lega A.

La squadra con più italiani in rosa è il Brescia (64%), quella che ne ha meno il Napoli (22%). Le due squadre per distacco con gli ingaggi più alti non si distinguono per una prevalenza: la Juventus ha il 42% di italiani, il Milan il 45. Delle squadre di vertice la più esterofila rimane il Napoli (16% di italiani).

La questione bonus e il caso Balotelli

Gli ingaggi di oggi sono spesso accompagnati da vari asterischi e possibilità accessorie. A volte si tratta di pura forma per dichiarare ingaggi inferiori, che poi vengono rimpinguati al raggiungimento di obiettivi davvero minimi. Altre volte questi obiettivi sono tutt’altro che facili. Si pensi ad esempio a Mario Balotelli. L’ex Inter, Milan e Nizza ha firmato con il Brescia un accordo che prevede un emolumento di un milione di euro lordo, per il quale società e giocatore usufruiranno dei benefici del Decreto Crescita (ne parliamo tra poco). Massimo Cellino ha però inserito una clausola davvero interessante, per il giocatore. Nel caso in cui il Brescia si salvi, e Mario segni almeno 15 gol, il giocatore percepirebbe altri 3 milioni di euro. Balo è al momento fermo a 5 gol e il Brescia è penultimo a 7 punti dalla zona salvezza. Considerando che mancano 14 giornate al termine, i 3 milioni ulteriori di Mario diventano piuttosto difficili.

Il Decreto Crescita

Approvato nel maggio scorso per favorire il “rientro dei cervelli”, il Decreto Crescita è sicuramente una buona notizia per le società di calcio. Quattro dei primi 10 ingaggi dell’attuale Serie A hanno usufruito di tale beneficio, che abbassa dal 50 al 30% l’imponibile da pagare al fisco. Si tratta di de Ligt, Lukaku, Ramsey e Rabiot. Ma anche tra gli altri nuovi arrivi ci sono giocatori che hanno beneficiato di questa legge. Godin, Lozano, Danilo e Ribery sono altri quattro, per esempio.

Ma questo è un bene anche per il calcio italiano? Difficile da dire, perché ci sono almeno due aspetti in contrasto. Questa normativa favorisce l’arrivo in Italia di calciatori stranieri forti, che nel nostro paese non vedevamo più da qualche anno. Ciò contribuisce ad elevare la competitività del campionato e forse non è un caso, che già quest’anno la corsa al titolo di vincente della Serie A sia incerta come non capitava da molto tempo, e lo confermano le quote delle scommesse sportive. Tuttavia ci sono delle possibili conseguenze negative sui calciatori italiani, che si troverebbero così sfavoriti – o almeno fiscalmente meno convenienti – rispetto ai loro colleghi d’oltreconfine.

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