Conte vs Sarri tra incroci e staffette, ma nessun precedente: la nascita di una nuova super-rivalità

Conte vs Sarri tra incroci e staffette, ma nessun precedente: la nascita di una nuova super-rivalità

Se il Derby d’Italia è tornato ad essere match di vertice come ai tempi belli, lo si deve anche ai due signori che saranno seduti in panchina: Antonio Conte e Maurizio Sarri. I profili dei due nuovi tecnici di Inter e Juventus  raccontano un po’ come il calcio italiano sta cercando di tornare nell’elite europea e mondiale, ovvero mettendo in discussione alcuni rispettivi cliché. Ma curriculum e personalità dei due allenatori lasciano immaginare una nuova possibile grande rivalità. Andiamo alla scoperta della prima edizione di “Conte vs Sarri”.

Juve & Inter, due passi indietro crescere e …”odiarsi meglio”

In sede di presentazione del Derby d’Italia numero 200, avevamo detto che sia la Juventus che l’Inter hanno parzialmente rinnegato se stesse, nel preparare questa nuova stagione. I bianconeri abbandonando (almeno a parole) il pragmatismo come religione monoteista con l’ingaggio di un tecnico che ha concezioni estetiche del tutto nuove, per l’ambiente juventino. I nerazzurri chiamando al timone un tecnico (e, prima di lui, un dirigente come Marotta) che portano metodologie e mentalità juventina, nel senso più nobile del termine. Due che erano considerati acerrimi nemici fino a ieri, e che oggi i tifosi delle rispettive parrocchie si ritrovano in casa.

La Juve dice addio al pragmatismo

Due piccole rivoluzioni, dunque, che però potrebbero contribuire a porre le basi per un calcio italiano migliore, più bello e competitivo. Due cambiamenti a loro modo epocali, che in qualche modo esprimono entrambi l’ammissione di un errore. La Juve ha compreso che la dittatura del pragmatismo (di cui Allegri rimane uno dei massimi interpreti mondiali) non può essere sufficiente, se oltre a dominare in Italia si vuole tentare di mettere le mani sulla agognata Coppa, quella dalle grandi orecchie. Una coppa che necessita anche di un notevole fattore “C”, ma da inseguire con una missione tecnica completamente diversa rispetto a ieri: quella del Sarrismo.

L’Inter sceglie il “modello-Juve”

L’Inter, dopo anni di romantica anarchia, ha infine compreso che ordine, disciplina e programmazione sono valori fondanti di una società vincente. Ecco allora Marotta a mettere ordine in società, liberandosi di alcune mele marce e ponendo le premesse per l’arrivo di un tecnico top come Antonio Conte. Quest’ultimo è noto per essere un grandissimo motivatore e un vincente nato, ma non si sarebbe mosso senza la consapevolezza di avere una società alle spalle solida e compatta nella persona del fido Gigi.

Alcuni nostalgici del calcio che fu difficilmente smetteranno di storcere il naso, di fronte a questi due “tradimenti”. Però è forse ora di diventare grandi, di lasciarsi alle spalle i cliché, i “triplete-mai stati in B”, i “prescrittese” e via dicendo. Gli sfottò vanno sempre bene, ma non è il caso di prenderli troppo sul serio. Se “contaminarsi” significa crescere e tornare competitivi in Europa e nel Mondo, allora forse ne vale la pena.

Antonio e Maurizio: profili agli antipodi, o quasi

I percorsi umani e professionali di Conte e Sarri sono molto differenti. Antonio è entrato nel calcio che conta da giovane calciatore e non se ne è mai staccato, iniziando ad allenare già ad alti livelli. Quella di Maurizio è invece una sorta di favola, un lungo atto di amore verso il calcio iniziato nel 1990 sulle polverose panchine di Seconda Categoria e approdato, 29 anni dopo, nella società più blasonata d’Italia. Da una parte il predestinato che era già “allenatore in campo” e subito avuto possibilità di allenare ad alti livelli, dall’altra uno che si è fatto tutta – ma proprio tutta – la gavetta, e con la forza delle idee.

Due percorsi differenti che però strizzano l’occhio entrambi alla meritocrazia: pur se “privilegiato” dall’essere già stimato prima di diventare allenatore, Antonio Conte si è guadagnato tutta la stima possibile sul campo, schierando squadre che assimilavano in pieno il suo acume nel leggere le partite, abbinato a una rara ferocia agonistica.

Antonio Conte con la maglia della Juventus (Claudio Villa /Allsport)

Conte vs Sarri, precedenti e strani incroci

Antonio Conte vanta un solo precedente contro la Juventus, da allenatore. Era il 2009 e il tecnico pugliese ospitava i bianconeri con la sua Atalanta. Era una Juve ancora lontana parente di quella che sarebbe diventata, due anni più tardi, sotto la sua guida. Tuttavia, anche la impacciata Juve di Ciro Ferrara riuscì a passare a Bergamo abbastanza agevolmente, 5-2. Per la cronaca Antonio Conte gettò poi la spugna a gennaio, dimettendosi.

Maurizio Sarri invece ha 6 precedenti contro l’Inter, giocati quando era in panchina rispettivamente di Empoli e Napoli. Il totale dice 3 vittorie, 1 pareggio e due sconfitte per il tecnico toscano, le cui squadre furono capace di segnare 9 gol all’Inter, subendone 7.

Molto curiosa è invece la storia tra i due tecnici. Sembrerà strano, ma Antonio Conte e Maurizio Sarri non si sono mai affrontati. Quando il primo era in B al Siena, l’altro era in Lega Pro all’Alessandria. Quando invece Sarri arrivò finalmente alla Serie A con il suo Empoli, Conte aveva appena lasciato la Juve sbattendo la porta. Tra Nazionale e Chelsea, poi, Antonio è mancato dalla Serie A fino alla stagione appena iniziata.

Tuttavia Conte e Sarri si “incrociarono” nel 2006/07, ma nella stessa squadra. Si alternarono infatti alla guida dell’Arezzo, in Serie B: Conte dall’inizio fino alla nona giornata (esonerato), quindi Sarri dalla decima alla 28esima (esonerato) e infine ancora Conte, richiamato per le ultime 14 partite. L’Arezzo non riuscì a salvarsi, nonostante un incredibile pareggio 2-2 centrato a Torino contro la Juve (e con Sarri in panchina) e una bella serie finale (con Conte alla guida). Non ce la fece perché i bianconeri persero all’ultima giornata la partita (e anche la faccia) in casa contro lo Spezia, di fatto salvandolo. Fu la prima volta che Conte ebbe parole di fuoco contro la Juventus, prima di un matrimonio che avrebbe segnato il rilancio della Vecchia Signora.

Maurizio Sarri nel 2010 ai tempi del Grosseto, in Serie B (Getty Images)

Da Arezzo a Londra, l’ultima staffetta tra Maurizio e “Andonio”

A 12 anni da quella strana alternanza sulla panchina dell’Arezzo, i destini di Antonio Conte e Maurizio Sarri hanno ripreso a incrociarsi in quel di Londra. Il Chelsea, che Conte aveva riportato al successo in Premier League l’anno prima, decide di esonerare il tecnico pugliese e affidarsi al toscano, autore del “miracolo” Napoli. Da allora nessun altro segnale di rilievo, fino al primo vero scontro diretto. Il primo autentico “Conte vs Sarri”, che avverrà domenica prossima.

I due probabilmente non si amano. Certamente si stimano. Ma l’aspetto più intrigante è proprio che questa storia appare ancora tutta, tutta da scrivere.

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