Sessant’anni di Champions League: le 10 finali più belle

Sessant’anni di Champions League: le 10 finali più belle

La manifestazione per club più importante d’Europa nacque nella stagione 1955/56: la prima coppa andò al Real Madrid, che ne avrebbe subito vinte cinque di fila e che resta ancora oggi il club più titolato con dieci trionfi. Fra le italiane primeggia il Milan, con sette vittorie

Tanti auguri Champions League! La competizione più prestigiosa e blasonata d’Europa, nata nel 1955/56 su suggerimento del direttore dell’epoca de L’Equipe, Gabriel Hanot, compie sessant’anni. Una storia sportiva unica e speciale, che passa dal bianco e nero sgranato delle prime edizioni alla potenza visiva dell’alta definizione odierna e che racchiude in sé le gesta dei più grandi campioni di ieri e di oggi e le imprese che l’hanno resa una sorta di Sacro Graal per le squadre e i giocatori di ogni epoca.

Nell’albo d’oro comanda il Real Madrid, primo con 10 trionfi, l’ultimo due anni fa con Ancelotti in panchina. Fra le italiane primeggia largamente il Milan a quota 7, subito dietro le merengues e davanti al Barcellona campione in carica a 5.

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Il Barcellona festeggia la vittoria della scorsa edizione, 3-1 in finale contro la Juventus

Se settimana scorsa ci siamo divertiti a stilare gli undici titolari più forti della manifestazione prendendo come spartiacque temporale il passaggio dalla formula della Coppa dei Campioni a quella dell’odierna Champions League (a partire dal 1992/93), stavolta abbiamo deciso di ricordare le dieci finali più belle.

Rimanendo aperti a eventuali suggerimenti, ecco la nostra top 10.

Real Madrid-Stade Reims 4-3, 1955/56
La prima Coppa dei Campioni se la prende la squadra di Alfredo Di Stefano, Ferenc Puskas e Francisco Gento, che inaugura così l’epopea del Grande Real, conosciuto dai più giovani solo attraverso le parole di una celeberrima canzone degli 883. Quelle merengues saranno capaci di mettere in fila cinque trionfi consecutivi, con la saeta rubia in gol in ciascuna delle finali giocate.

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La front-line del Grande Real: da sinistra, Kopa, Rial, Di Stefano, Puskas e Gento

Benfica-Barcellona 3-2, 1960/61
La prima finale senza Real Madrid (eliminato in semifinale dai rivali blaugrana) vede il trionfo del Benfica di Bela Guttman, capace di ripetersi anche l’anno successivo quando sarebbe arrivata la Pantera Nera Eusebio.

Milan-Benfica 2-1, 1962/63
Nell’ottava edizione arriva finalmente il primo trionfo di una squadra italiana grazie al Milan: in panchina siede il Paròn Nereo Rocco, mentre la coppa la solleva al cielo di Londra capitan Cesare Maldini (e non sarà l’unico della sua famiglia…). A Wembley decide la doppietta di José Altafini, mentre il Benfica, “maledetto” da Guttman, si ritrova a perdere la prima di una lunghissima serie di finali europee…

Inter-Real Madrid 3-1, 1963/64
Dopo i rossoneri, tocca ai cugini nerazzurri di Angelo Moratti provare l’ebbrezza di ritrovarsi sul tetto d’Europa. E’ l’apoteosi della Grande Inter del Mago Herrera, che in campo schiera campioni come Facchetti, Corso, Jair, Mazzola e Suarez. Si chiude invece con una sconfitta l’esperienza al Real Madrid di Di Stefano, che non avrebbe mai più indossato la camiseta blanca. L’Inter avrebbe replicato la vittoria anche l’anno successivo, 1-0 al Benfica nella finale “casalinga” di San Siro.

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Angelo Moratti festeggia con Faccetti, Corso e Mazzola la Coppa dei Campioni 1963/64

Manchester United-Benfica 4-1 (dts) 1967/68
La prima vittoria di una squadra inglese (e seconda di una britannica dopo il trionfo del Celtic l’anno prima) consacra definitivamente la leggenda di George Best e chiude il cerchio della carriera (e in un certo senso della vita) di coach Matt Busby, che già dieci anni prima aveva sfiorato il trionfo in Coppa dei Campioni coi Red Devils, prima che il disastro aereo di Monaco di Baviera del 1958 (nel quale persero la vita 23 giocatori dello United) falcidiasse una delle generazioni più talentuose del calcio inglese. Per i portoghesi è invece la terza finale persa in sei anni.

Ajax-Panathinaikos 2-0, 1970/71
Dove avrebbe potuto celebrarsi il battesimo di una delle squadre più forti e innovative di sempre, se non nel tempio sportivo di Wembley? Contro i greci del Panathinaikos si forgia definitivamente la leggenda del calcio totale dei lancieri di Amsterdam e di Johann Cruijff, che avrebbe messo le mani sulla coppa anche i due anni seguenti, battendo in finale prima l’Inter e poi la Juventus.

Nottingham Forest-Malmoe 1-0, 1978/79
Non verrà ricordata nei secoli come la finale più spettacolare di sempre o col più alto tasso tecnico, ma la sfida fra Nottingham Forest e Malmoe merita di essere celebrata per almeno due motivi: intanto perché si tratta della prima vittoria in assoluto della squadra delle Midlands (che avrebbe concesso il bis anche l’anno successivo), ma soprattutto perché per la prima e unica volta a trionfare è un club che solo due anni prima militava nella seconda divisione del proprio campionato. Per la cronaca, il Nottingham Forest è al momento tornato a dibattersi nei fanghi della media classifica della Championship, mentre il Malmoe è reduce da due vittorie consecutive del campionato svedese e resta l’unica squadra del suo paese ad aver raggiunto una finale di Coppa dei Campioni.

Milan-Steaua Bucarest 4-0 1988/89
La finale del Camp Nou contro la Steaua innalza allo status di leggenda quello che è semplicemente il più grande Milan di tutti i tempi. Davanti a 90.000 tifosi rossoneri, la squadra di Sacchi porta a lezione gli avversari rumeni in una delle più schiaccianti prove di superiorità mai dimostrate in una finale di questo livello: una doppietta a testa per Van Basten e Gullit e 90’ minuti che entrano di diritto nella storia del calcio, coi rossoneri di nuovo sul tetto d’Europa vent’anni dopo l’ultima volta.

CHAMPIONS LEAGUE 98/99 FINALE
Pierluigi Collina, arbitro della finale 1998/99, consola i giocatori del Bayern Monaco, distrutti dopo il gol del 2-1 di Solskjaer

Manchester United-Bayern Monaco 2-1 1998/99
Ancora una finale al Camp Nou dieci anni dopo Milan-Steaua, ancora una partita destinata a passare alla storia, stavolta per l’epilogo assolutamente imprevedibile e da triplo infarto. Al 90’ è 1-0 Bayern con tre minuti di recupero. Tutto finito? Macché! Al 91’ segna Teddy Sheringham, due minuti dopo tocca a Solskjaer indirizzare in rete un pallone vagante sottoporta, siglando il 2-1 finale che vale ad Alex Ferguson la prima Champions sulla panchina dello United. Kahn, Matthaus e soci guardano impietriti la premiazione da bordocampo, ma avranno modo di rifarsi due anni dopo in finale contro il Valencia.

Inter-Bayern Monaco 2-0 2009/2010
Serata memorabile per almeno quattro motivi: per l’Inter che torna a sollevare la Champions League dopo 45 anni di attesa, per Massimo Moratti che prosegue la dinastia europea iniziata col padre Angelo, per il calcio italiano che per la prima volta celebra una squadra da triplete (scudetto, Coppa Italia e Champions League) e per José Mourinho che dopo il trionfo col Porto di sei anni prima regala ai nerazzurri una vittoria considerata da molti impossibile. Una missione compiuta da vero e proprio Special One. Pare poco?

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