Europa League: dalla E alla H, conosciamo i gruppi e le loro squadre
Europa League: dalla E alla H, conosciamo i gruppi e le loro squadre

Europa League: dalla E alla H, conosciamo i gruppi e le loro squadre

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L’edizione della Europa League 2019/20 sta regalando emozioni illuminate da riflettori naturalmente meno luminosi di quelli della Champions League. Ecco, quindi, il nostro approfondimento per conoscere un po’ meglio le squadre protagoniste di questa avventura europea e i rispettivi gruppi, giunti al giro di boa, ed apprezzare al meglio la loro avventura continentale, che questa stagione culminerà nella finale di Danzica il prossimo 27 maggio.

Gruppo E: Celtic, Cluj, Lazio, Rennais

Il Celtic conduce il gruppo E, che vede coinvolta anche la Lazio. Gli scozzesi guidano la classifica con 10 punti conquistati in 4 partite ed è già qualificato alla fase ad eliminazione diretta. Squadra solida e quadrata, i nomi più importanti della squadra sono sicuramente Fraser Forster (in prestito dal Southampton), Boli Bolingoli-Mbombo (cugino dei fratelli Lukaku, ex Brugge e Rapid Vienna), Scott Brown, il capitano e leader della squadra, Olivier Ntcham (dalle giovanili del Man City al Genoa, per poi accasarsi a Celtic Park), Scott Sinclair (ex Swansea, Aston Villa e Manchester City, tra le altre) e Leigh Griffiths, il bomber. Neil Lennon guida il club da quando, nel febbraio scorso, ha preso il posto di Brendan Rodgers, che nel frattempo vive a Leicester un momento d’oro.

Il Cluj, 2° in classifica con 9 punti, vede il passaggio del turno. Il giocatore più conosciuto della squadra probabilmente è Lacina Traoré, attaccante ivoriano ex Monaco, CSKA Mosca e Amiens, tra le altre. I rumeni non hanno uno spessore tecnico eccezionale considerata la competizione, ma l’organizzazione di gioco è collaudata e funzionante, come testimonia anche il 1° posto in classifica nel campionato rumeno. L’allenatore, Dan Petrescu, 52 anni, è una vecchia conoscenza italiana (Foggia di Zeman e Genoa) e siede sulla panchina del club da questa estate.

I capitolini della Lazio occupano il 3° posto in classifica, in virtù dei 3 punti guadagnati finora, ed è a forte rischio eliminazione. I nomi li conosciamo, ma oltre a Ciro Immobile, è Felipe  Caicedo l’altro riferimento offensivo nella competizione. Ci si aspettava tanto anche da Sergej Milinkovic-Savic e dal Tucu Correa. Il mister, Simone Inzaghi (43 anni), guida la squadra dal 2016 dopo esserne stato sia giocatore che allenatore nel settore giovanile, dagli Allievi Regionali fino ad arrivare alla Prima squadra.

Chiude la classifica del Gruppo E il Rennais a quota 1 punto. Dei francesi i nomi più conosciuti dal pubblico italiano sono sicuramente Clement Grenier (ex conoscenza della Roma) e Mbaye Niang (ex Milan, Genoa e Torino). Occhio anche ad Adrien Honou, centrocampista classe ’94 che quest’anno ha totalizzato 9 presenze e 4 gol in Ligue1. L’allenatore, il francese Julien Stephan (39 anni), ha preso le redini dello spogliatoio la scorsa stagione, dopo aver guidato anche la Primavera del Rennais e l’Under-19 dei rossoneri. Al 10° posto in Ligue1 e con una partita da recuperare, i transalpini sono potenzialmente (addirittura) terzi, a conferma di una quadra trovata e di equilibri di gioco ben consolidati.

Ciro Immobile in ginocchio, in questa Europa League compromessa. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)

Gruppo F: Arsenal, Standard Liegi, Eintracht Francoforte, V. Guimaraes

L’Arsenal guida il gruppo F con 10 punti raccolti dopo 4 partite. La squadra di Londra è sicuramente la più conosciuta del gruppo, con nomi di spicco quali Pierre-Emerick Aubameyang, Mesut Ozil, Nicolas Pepe e Alexandre Lacazette, ma anche Lucas Torreira, Sokratis Papastathopoulos, Mustafi, passati per la Serie A. L’allenatore, Unai Emery, ha vinto l’Europa League per tre edizioni con il Siviglia e si è arreso in finale contro Sarri l’anno scorso, alla stagione d’esordio con i Gunners. In campionato il 6° posto in classifica, dietro anche a compagini quali Leicester (2°) e Sheffield (5°) potrebbe indurre l’allenatore iberico a puntare maggiormente, di nuovo, nella competizione continentale, che, se vinta, promuove il club in Champions League, per giunta in prima fascia. L’Arsenal è di sicuro tra le favorite alla vittoria finale.

Lo Standard Liegi, invece, occupa il secondo posto, con 6 punti conquistati in 4 partite, esattamente come l’Eintrach Francoforte. I belgi non hanno la fortuna di avere tra le proprie fila giocatori forti ed esperti come quelli dell’Arsenal, ma il talento non manca ed è concentrato maggiormente nei piedi di Maxime Lestienne, 27enne talento collocato sulla fascia destra, dal piede mancino e dal passato come meteora della Serie A (al Genoa, 24 presenze nel campionato 2014-15). Addirittura in orbita Milan quando più giovane, non è mai esploso ai livelli che ci si aspettava da lui, ma resta un giocatore in grado di rubare l’occhio. L’allenatore, invece, è il vero nome di grido del club, Michel Preud’homme, il più grande portiere belga e tra i più grandi estremi difensori di sempre, alla guida del club dalla scorsa stagione.

L’Eintracht Francoforte, a quota 6 punti, è più quotato dello Standard Liegi a passare il turno. I tedeschi, che l’anno scorso hanno affrontato – ed eliminato – l’ultima Inter di Spalletti ai quarti di finale di Europa League, tra le proprie fila hanno a disposizione giocatori come il portiere Kevin Trapp (ex PSG), Jonathan De Guzman (ex Napoli), André Silva (ex Milan) e Bas Dost (ex Sporting Lisbona) e Goncalo Paciencia, giovane attaccante portoghese già a quota 6 gol in 11 partite di Bundesliga. Il 9° posto in classifica non è negativo considerando che nel giro di 4 punti ci siano 9 squadre, dalla 2a (21 punti) alla 10a (17). L’allenatore, Adi Hutter, siede sulla panchina del club dalla stagione scorsa, dopo aver raccolto l’eredità di Niko Kovac, a cui ha posto indirettamente la parola fine dell’avventura al Bayern Monaco dopo la vittoria per 5-1 ai loro danni.

Il Vitoria Guimaraes chiude la classifica del Gruppo F, a quota 1 punto. I portoghesi non dispongono di un tasso tecnico elevatissimo, confermato anche dai risultati in questa campagna europea, ma contano i centrocampisti Lucas Evangelista (ex Udinese) e Alhassan Wakaso (ex Villarreal). Sulla panchina siede Ivo Vieira, in carica da questa stagione, nella quale sta conducendo il club portoghese al 5° posto in classifica, appena dietro allo Sporting Lisbona (4°) che occupa l’ultimo posto disponibile per qualificarsi all’Europa League.

Pierre-Emerick Aubameyang in azione contro lo Standard Liegi. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

Gruppo G: Young Boys, Rangers, Feyenoord, Porto

A guidare il gruppo G è lo Young Boys a quota 7 punti (ex aequo con i Rangers), che tra le proprie fila può contare su Miralem Sulejmani (ex Ajax), il giocatore di maggior talento, e Jean-Pierre Nsame, attaccante da 12 gol in 14 partite di campionato svizzero che viene guidato proprio dai ragazzi di Berna. L’allenatore è Gerardo Seoane, 41 anni, alla guida della squadra dal squadra dalla scorsa stagione dopo aver vissuto 12 anni al Lucerna, nella quale ha ricoperto i ruoli di giocatore ed allenatore sia delle giovanili che della prima squadra.

I Rangers, anch’essi a quota 7, vedono il passaggio del turno in un girone che non permette a nessuna squadra di rilassarsi, ma i 3 punti di vantaggio su Feyenoord e Porto potrebbero diventare insormontabili già nella prossima giornata di Europa League. Gli scozzesi in squadra possono contare su elementi come Filip Helander (difensore ex Bologna), Glen Kamara (scuola Arsenal) e Jermain Defoe (ex Tottenham, Sunderland e Bournemouth, tra le altre). L’allenatore non ha bisogno di presentazioni, quello Steven Gerrard capitano e bandiera del Liverpool, con il quale ha vinto la Champions League 2005 ai danni dei rossoneri del Milan e che siede sulla panchina degli scozzesi dalla scorsa stagione.

Il Feyenoord, terzo con 4 punti, a pari merito col Porto, è in una posizione difficile e scomoda, ma non è ancora tagliato fuori dalla qualificazione al turno successivo, come del resto neanche i “colleghi di classifica” portoghesi. L’organico è composto da giocatori di qualità e quantità, tra i quali spiccano i nomi di Kenneth Vermeer (portiere, ex Ajax), Rick Karsdorp (ex Roma), Sven Van Beek, Leroy Fer (ex Norwich, QPR e Swansea) e Steven Berghuis (ex AZ Alkmaar e Watford). L’allenatore è l’ex CT dell’Olanda Dick Advocaat, che siede sulla panchina del club di Rotterdam da questa stagione, dopo aver allenato Sparta Rotterdam e Utrecht a seguito della propria esperienza da CT.

Il Porto “chiude” la classifica del Gruppo G, a quota 4 punti. Nella rosa dei lusitani possiamo trovare più di qualche nome che ci suoni familiare: Pepe (ex Real Madrid), Ivan Marcano (ex Roma), Alex Telles (ex Inter) sono i nomi più conosciuti, ma occhio anche all’attaccante Ze Luis e al centrocampista Otavio. L’allenatore, Sergio Concencao, alla terza stagione sulla panchina del club, è una vecchia conoscenza del calcio italiano (ex Parma, Inter e Lazio) e sta conducendo la squadra di Oporto al 2° posto nella Liga portoghese, a -2 dal Benfica capolista.

Steven Gerrard, ex giocatore, capitano e bandiera del Liverpool, ora sulla panchina dei Rangers. (Photo by ANDY BUCHANAN/AFP via Getty Images)

Gruppo H: Espanyol, Ludogorets, Ferencvarosi, CSKA Mosca

Il gruppo H è guidato dall’Espanyol (10 punti), che in squadra, tra i giocatori più importanti, conta sui nomi di Naldo (ex Schalke), Didac Vilà (ex Milan), Ander Iturraspe (ex Athletic Bilbao) e Pablo Piatti (infortunato, l’italoargentino ed ex Valencia tornerà a dicembre). L’allenatore, Pablo Machin, siede sulla panchina del club da questa estate dopo l’esperienza a Siviglia la passata stagione. La squadra di Barcellona non è qualificata matematicamente ma vede la qualificazione, tuttavia il 19° posto in Liga, con un ritardo di 5 punti dalla zona salvezza, potrebbe far concentrare le energie fisiche e mentali degli spagnoli in campionato, rischiando di tenere aperto il discorso qualificazione fino alla fine.

Il Ludogorets, 2° a quota 6 punti, ha il destino nelle proprie mani, ma la distanza di solo 1 punto dal Ferencvarosi non può far stare tranquilli i bulgari, che tra i propri uomini di punta hanno sicuramente il bomber rumeno Claudiu Keseru e di Jody Lukoki in attacco, come anche Marcelinho, Stephan Diarra Badji e Wanderson a centrocampo. L’allenatore, Stanislav Genchev, allenatore ad interim che siede sulla panchina del club da inizio settembre (subentrato a Stoycho Stoev), nelle 12 partite vissute finora ha raccolto 10 vittorie e 2 sole sconfitte, guarendo i mali della squadra e portandola in vetta alla classifica del campionato bulgaro, a +6 dal Lokomotiv Plovdiv.

Il Ferencvarosi, terzo con 5 punti, è in una posizione difficile e scomoda, ma non è ancora tagliato fuori dalla qualificazione al turno successivo. L’organico è composto da giocatori non di primissima fascia, ma trovando nell’attaccante Roland Varga e nei centrocampisti Nguen e Zubkov gli uomini di punta della squadra. L’allenatore, l’ucraino Sergey Rebrov, con un passato da giocatore in Premier League (Tottenham e West Ham), siede sulla panchina del club dalla scorsa stagione e la sta guidando in vetta alla classifica del campionato ungaro, a pari punti con il Mol Vidi (26), ma con una partita giocata in meno.

Il CSKA Mosca è il fanalino di coda del gruppo H, a quota 1 punto, ma ancora matematicamente in corsa, benché non abbia il destino interamente nelle proprie mani. Deludente la campagna europea dei russi finora, che in squadra annoverano anche giocatori come il portiere Akinfeev, i centrocampisti Arnor Sigurdsson e Alan Dzagoev, ma anche Kristijan Bistrovic e Ilzat Akhmetov sono perni della squadra. L’allenatore, il bielorusso Viktor Goncharenko, siede sulla panchina della squadra dal 2016-17 e la sta conducendo al 4° posto in classifica, ad 1 punto dal 2° posto, occupato dal Lokomotiv Mosca (in mezzo, il Rostov).

Didac Vilà in azione contro il Ferencvarosi. (Photo by Alex Caparros/Getty Images)

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