Europa League: dalla A alla D, conosciamo i gironi e le loro squadre

Europa League: dalla A alla D, conosciamo i gironi e le loro squadre

L’edizione della Europa League 2019/20 sta regalando emozioni illuminate da riflettori naturalmente meno luminosi di quelli della Champions League. Ecco, quindi, il nostro approfondimento per conoscere un po’ meglio le squadre protagoniste di questa avventura europea e i rispettivi gruppi, giunti al giro di boa, ed apprezzare al meglio la loro avventura continentale, che questa stagione culminerà nella finale di Danzica il prossimo 27 maggio.

Gruppo A: Siviglia, Qarabag, Dudelange, Apoel

Il Siviglia è senza dubbio la squadra più conosciuta del gruppo e tra le super favorite come vincente Europa League. Prima in classifica a punteggio pieno (9 punti al giro di boa), il club andaluso vede diversi nomi passati per la Serie A: Franco Vazquez, Ever Banega e Lucas Ocampos. Luuk De Jong, Jesus Navas, Nolito e il Chicharito Hernandez sono gli altri tra i giocatori più conosciuti. L’allenatore, Julen Lopetegui (sì, l’ex CT della Spagna e poi allenatore del Real Madrid), sulla panchina dal 4 giugno, si è già inserito e ha dato forma alla squadra, come testimonia anche il buonissimo 5° posto a pari merito con l’Atletico (4°) con 21 punti, a -1 da Barcellona, Real Madrid e Real Sociedad, tutte prime a 22 punti in questa particolare fotografia di classifica del campionato spagnolo.

Il Qarabag, 2° in classifica con 4 punti, presenta molti meno nomi altisonanti, tra i quali “spiccano” Asmir Begovic, ex portiere (tra le altre) di Stoke, Chelsea e Bournemouth e Dani Quintana, prodotto del vivaio del Valencia, ma una carriera spesa nelle categorie inferiori in Spagna, prima di approdare nella Serie A polacca, la Ekstraklasa. Campionato al quale ha fatto seguito quello arabo (Al-Ahli) prima di giungere al Qarabag. Gli azeri non hanno il blasone e lo spessore tecnico degli andalusi, ma stanno acquisendo nel corso di questi anni una discreta esperienza europea, sia in Champions che in Europa League. L’allenatore, Qurban Qurbanov, 47 anni, siede sulla panchina del club dal 2008, 11 anni durante i quali ha vinto 4 campionati azeri, 4 Coppe ed 1 Supercoppa d’Azerbaigian.

I lussemburghesi del Dudelange occupano il 3° posto in classifica, in virtù dei 3 punti guadagnati finora. I nomi di spicco della squadra suoneranno sconosciuti (o quasi) ai più, ma tra quelli da tenere d’occhio ci sono Daniel Sinani, il riferimento offensivo, Antoine Bernier, esterno sinistro, e Sabir Bougrine, centrocampista offensivo. Tra i pali, l’eterno Jonathan Joubert (classe 1979). Il mister, Bertrand Crasson (48 anni), ex difensore a cavallo tra gli anni Novanta e i primi Duemila, è una conoscenza del calcio italiano, avendo giocato nel Napoli tra il 1996 ed il 1998, collezionando 44 presenze in Serie A.

Chiude la classifica del Gruppo A l’Apoel a quota 1 punto. Dei ciprioti il nome più conosciuto dal pubblico italiano è sicuramente Vid Belec, portiere sloveno uscito dal vivaio dell’Inter ed ex conoscenza, tra le altre, di Crotone, Carpi, Benevento e Sampdoria. Occhio anche ad Andrija Pavlovic e Linus Hallenius, che compongono il tandem offensivo dei gialloblu. L’allenatore, il tedesco Thomas Doll, è il predecessore di Jurgen Klopp sulla panchina del Borussia Dortmund, che ha occupato nel 2007-08. In estate si è unito al club di Nicosia dopo aver tentato (invano) di salvare l’Hannover nel finale dell’ultima Bundesliga.

Franco Vaquez in azione contro l’Atletico Madrid in Liga. (Photo by CRISTINA QUICLER/AFP via Getty Images)

Gruppo B: Copenaghen, Dinamo Kiev, Malmoe, Lugano

Il Copenaghen è in testa al girone a pari merito con la Dinamo Kiev (5 punti). I danesi nella propria rosa annoverano il talento di Viktor Fischer, esterno danese scuola Ajax (2012-16), Guillermo Varela, terzino uruguaiano portato in Europa dal Manchester United e girato a Real Madrid ed Eintracht Francoforte, prima di tornare in patria, al Penarol, per poi tornare nel vecchio continente. Il nome più popolare, tuttavia, è certamente quello di Nicklas Bendtner, ex attaccante di Arsenal, Juventus, Wolfsburg e Rosenborg (tra le altre), che ha lasciato con uno score di 31 gol in 68 presenze, prima di tornare in patria quest’anno e provare a lasciare un segno anche lì. L’allenatore è Stale Solbakken, ex centrocampista norvegese negli anni Novanta, divenuto celebre, suo malgrado, per l’attacco cardiaco patito da giocatore, nel marzo 2001, che pose fine alla sua carriera e che lo decretò “clinicamente morto” per 8 minuti, ma sopravvisse e gli fu installato un peacemaker. Oggi è alla guida del club da 7 stagioni ed è complice, se non il maggior artefice, dei risultati in crescendo del club negli ultimi anni.

La Dinamo Kiev, prima insieme al Copenaghen, ha il maggior talento concentrato nei piedi di Mykola Saparenko, centrocampista offensivo classe 1998, di Serhiy Sydorcuk, il regista davanti alla difesa e Fran Sol, il riferimento offensivo prodotto dal vivaio del Real Madrid (con una comparsata al Villarreal) ed un passato di discreto successo al Willem II. L’allenatore è Oleksij Mychajlycenko, ex conoscenza del calcio italiano, in particolare della Sampdoria (stagione 1990-91), che vive la sua seconda esperienza sulla panchina della Dinamo: se dal 1997 al 2002 è stato il vice di Lobanovski, leggenda della panchina di livello mondiale, dal 2002 al 2004 si svolse il suo primo mandato. È iniziata quest’anno la sua seconda gestione, dopo aver occupato il ruolo sia di direttore sportivo del club che di nuovo da vice allenatore. I 10 punti di distacco dallo Shakthar Donetsk potrebbero indirizzare le maggiori attenzioni degli ucraini all’Europa League, per spingersi oltre i propri limiti e misurarsi con avversari più blasonati di quanti non se ne possano trovare, con tutto il rispetto, in Ucraina.

Il Malmoe è la squadra divenuta celebre per aver svezzato Zlatan Ibrahimovic nel professionismo. I biancoazzurri, secondi nella classifica finale dell’Allsvenskan, la massima categoria svedese, sono terzi nel gruppo, avendo guadagnato 4 punti, quindi ancora in piena corsa per una qualificazione sulla carta improbabile, ma da non dare per impossibile. Il giocatore di maggior spicco è senza dubbio Markus Rosenberg, punto di riferimento offensivo di 37 anni, capace di segnare 13 reti in 27 partite disputate in campionato. Da tenere d’occhio anche Guillermo Molins, l’altra punta del 4-4-2 con cui si schierano in campo e l’esterno destro, Arnor Traustasson, che si fa facilmente apprezzare per la quantità ma anche per la qualità, avendo anche registrato 7 gol e 8 assist in campionato. In Europa la musica cambia, ma gli svedesi non hanno intenzioni che cambi troppo.

Il Lugano chiude la classifica del Gruppo B, a quota 1 punto. Gli svizzeri non dispongono di un tasso tecnico elevatissimo, ma si affidano ai gol di Alexander Gerndt e agli spunti di Junior e Custodio, gli esterni del 4-2-3-1 con cui scendono in campo solitamente. L’allenatore, Maurizio Jacobacci, è un ex attaccante svizzero, con una lunga carriera alle spalle, cominciata negli anni Settanta allo Young Boys di Berna e conclusasi nel 1995 a Bellinzona. Siede sulla panchina del Lugano da questa stagione, ma i risultati in campo non sono dei più felici: dopo 13 partite e altrettanti punti in classifica, a solo +1 dalla zona retrocessione, non si può stare tranquilli. Ma c’è l’Europa nella quale trovare nuovi stimoli e nuova verve, al netto del gap tecnico con le altre squadre.7

Dinamo Kiev in festa dopo la realizzazione di un gol. (Photo by LISELOTTE SABROE/Ritzau Scanpix/AFP via Getty Images)

Gruppo C: Basilea, Getafe, Krasnodar, Trabzonspor

Il Basilea guida il gruppo C di questa Europa League, dall’alto dei 7 punti conquistati nelle prime 3 partite. La squadra che ha fatto conoscere Momo Salah in ambito internazionale presenta più di qualche volto conosciuto o già passato per il nostro campionato: Taulant Xhaka (fratello del centrocampista dell’Arsenal), Silvan Widmer, ex Udinese e Zdravko Kuzmanovic, ex Fiorentina, Stoccarda e Inter, sono i nomi più conosciuti, ma non si può non nominare Fabian Frei, una certezza sulla fascia. Il riferimento offensivo è Kemal Ademi (per lui 7 gol in 9 partite di campionato) e l’allenator Marcel Koller, da difensore bandiera del Grasshoppers e da due stagioni sulla panchina del Basilea, sta conducendo la squadra al secondo posto in classifica generale, perfettamente in linea con gli obiettivi prefissati a inizio stagione.

Il Getafe, secondo in classifica a quota 6 punti, è composto da un organico discreto, che nella Liga ha portato il Getafe al 7° posto attuale, a sole 3 lunghezze da Barcellona, Real Madrid e Real Sociedad che comandano la classifica. Una squadra, dunque, in forma e in salute, consapevole dei propri pregi ma non esente da difetti. I nomi più importanti per il club dell’omonima città sono senza dubbio quelli di Francisco Portillo, centrocampista, David Solis, portiere venuto fuori dal settore giovanile del Real Madrid e fino all’anno scorso al Siviglia, e soprattutto quello di Jorge Molina, attaccante e capitano del club, nonché massimo esponente offensivo. L’allenatore José Bordalas siede sulla panchina della squadra da 4 stagioni e ne conosce perfettamente limiti e potenzialità, che cercherà di mettere a frutto il più possibile nel prosieguo di questa Europa League.

Il Krasnodar, terzo con 3 punti, è in una posizione difficile e scomoda, ma non è ancora tagliato fuori dalla qualificazione al turno successivo. L’organico è composto da giocatori prevalentemente russi, ma non mancano profili di nazionalità diverse. Remy Cabella, esterno ex Newcastle, Olympique Marsiglia e Saint Etienne, Tonny Vilhena, ex centrocampista del PSV, l’attaccante Shapi Suleymanov e l’ex Getafe (tra le altre) Wanderson sono i nomi da tener d’occhio più degli altri. L’allenatore Murad Musayev, sulla panchina del club per la seconda stagione, ha iniziato il suo percorso come allenatore proprio nel club russo 14 anni fa, nel 2005, completando la sua gavetta nei settori giovanili e ottemperando alla chiamata della nazionale russa Under-18. Dal 2018, tuttavia, è solo e soltanto un allenatore di club, ovviamente allenatore del Krasnodar.

Il Trabzonspor chiude la classifica del Gruppo C, a quota 1 punto. Nella rosa dei turchi possiamo trovare più di qualche nome che ci suoni familiare: John Obi Mikel (ex Chelsea), Onazi (ex Lazio), Daniel Sturridge (ex Chelsea e Liverpool), José Sosa (ex Milan) e Joao Pereira (terzino ex Benfica, Valencia e Sporting Lisbona) sono i giocatori più conosciuti al di fuori della Turchia. L’allenatore, Unal Karaman, sulla panchina del club dalla stagione scorsa, sta conducendo la squadra di Trebisonda al 5° posto nella Super Lig turca, a -1 dal Fenerbahce e a -3 dall’Alanyaspor capolista.

Zdravko Kuzmanovic festeggia una rete per il Basilea. (Photo credit FABRICE COFFRINI/AFP via Getty Images)

Gruppo D: PSV, Sporting, Lask, Rosenborg

Il PSV Eindhoven, primo nel girone con 7 punti raccolti in 3 partite in questa edizione di Europa League, è senz’altro la squadra più conosciuta del girone. Sicuramente gli appassionati di calcio olandese conosceranno Bruma, l’esterno sinistro, Pablo Rosario, l’interno di centrocampo, Steven Bergwijn, promettentissima ala (infortunato), Donyell Malen e il bomber ex Olympiacos Kostas Mitroglu. L’allenatore, Mark Van Bommel (con un passato anche in Bayern Monaco e Milan), è alla seconda stagione alla guida della squadra, che sta conducendo in Eredivisie al 3° posto, dietro Ajax e AZ Alkmaar.

Lo Sporting Lisbona, secondo a 6 punti, a -1 dagli olandesi, è anch’essa una squadra composta da giocatori di caratura internazionale, seppur non eccessivamente altisonanti. In difesa si ha il terzino Marcos Acuna, il centrale Sebastian Coates (ex Liverpool, Nacional de Montevideo e Sunderland) e Jeremy Mathieu (ex Valencia e Barcellona), mentre a centrocampo ci sono Bruno Fernandes e Rodrigo Battaglia e davanti Luciano Vietto (ex Siviglia e Atletico Madrid), Jesé Rodriguez (ex Real Madrid e PSG) e Yannick Bolasie (ex Crystal Palace). I portoghesi di Silas, al suo primo anno sulla panchina dello Sporting (alla sua seconda stagione assoluta da allenatore) vivono il 4° posto in classifica, ben lontani dalle prime due (Benfica e Porto), ma non eccessivamente distanti da Famalicao, 3° con 6 punti di vantaggio. Piuttosto, per i biancoverdi, sarà necessario guardarsi alle spalle in campionato per non perdere l’accesso alle prossime competizioni europee, ma già quest’anno è intenzione di Silas e dei suoi giocatori fare bene e porre le basi per una crescita comune, una crescita costante.

Il Lask, squadra austriaca della città di Pasching, si trova al terzo posto del Gruppo D, con 4 punti guadagnati in 3 partite. Matematicamente ancora in corsa per qualificarsi al turno successivo, gli austriaci non annoverano tra le proprie fila giocatori così celebri da essere molto conosciuti anche in Italia, però è da tenere d’occhio con grande attenzione Marko Raguz, l’attaccante centrale del 3-4-3 con cui si schierano in campo, così come anche l’esterno di centrocampo Thomas Goiginger e Thomas Sabitzer, cugino di Marcel (asso del Lipsia di Nagelsmann). L’allenatore, Valerien Ismael, sulla panchina del club da quest’anno (prima si contano esperienze tra Hannover, Wolsfsburg e Apollon Smyrnis) sta guidando la squadra ad un ottimo secondo posto dietro il Salisburgo, con l’ambizione di non porsi limiti e vedere dove possono arrivare i suoi uomini in questa Europa League.

Il Rosenborg, la squadra più blasonata di Norvegia ma fanalino di coda ancora a secco di punti, è una squadra priva di elementi di spicco come possono esserlo le tre sopracitate. A forgiare il gruppo è la coralità di un gioco che non ha trovato grande successo nella propria campagna europea finora. Tuttavia, se c’è un nome a cui prestare attenzione più degli altri è l’attaccante Alexander Soderlund. L’altro giocatore chiave della squadra, Mike Jensen, infatti è infortunato e i tempi del suo ritorno sono ancora sconosciuti. L’allenatore, Eirik Horneland, alla guida del club da quest’anno, sta conducendo la squadra ad un 4° posto che vorrebbe dire niente competizioni europee il prossimo anno: c’è dunque l’interesse di raddrizzare il discorso in campionato così come in Europa League, competizioni con avversari diversi ma accomunati dallo stesso stimolo e voglia di ribalta.

Bruma in azione con il PSV. (Photo by Andreas Schaad/Getty Images)

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