ATP Finals 2019, storica edizione con Matteo Berrettini: record, curiosità e quote del torneo

ATP Finals 2019, storica edizione con Matteo Berrettini: record, curiosità e quote del torneo

Quote del: 7/11/2019

Quando: dal 10 al 17 novembre 2019

Dove: O2 Arena, Londra

Lo abbiamo atteso a lungo. Abbiamo sperato nell’ordine in gente come Omar Camporese, Andrea Gaudenzi, Fabio Fognini. Alla fine però a farcela è stato Matteo Berrettini, primo italiano a qualificarsi alle ATP Finals 41 anni dopo Corrado Barazzutti.

La O2 Arena di Londra attende per la penultima volta (prima che le Finals si trasferiscano a Torino) gli otto migliori tennisti dell’anno. Tra questi ci sono ovviamente i tre mostri sacri (Federer, Nadal e Djokovic) che sembrano immortali e altri 5 atleti molto più giovani, ma che ancora non hanno mostrato la capacità di liberarsi dei grandi vecchi. Un po’ per la infinita classe di questi ultimi, un po’ perché questa generazione manca ancora un po’ di personalità. Sia Zverev che Thiem che più recentemente Tsitsipas hanno mostrato qualche limite caratteriale, mentre Medvedev sembra avviato a un ruolo permanente da star. In mezzo a questi c’è, con pieno merito, il nostro Matteo Berrettini.

ATP Finals, storia e curiosità

Prima di addentrarci nell’analisi di questa edizione e nelle reali chance dell’italiano, ecco una infografica davvero bella e completa con la storia, i record e le curiosità di questo torneo.

ATP Finals, cosa dicono le quote

Secondo le quote bwin è Novak Djokovic il netto favorito per la vittoria finale in questa edizione del “Masters”. Il campione serbo è dato a 2.10, con Federer e Medvedev prime alternative a 5.00. Nadal si può giocare a 6.50 e la quota vi sembrerà alta, ma sappiate che il mancino di Manacor è reduce da un problema muscolare che ne mette tuttora in dubbio la partecipazione. In caso di suo forfait subentrerebbe il nono, ovvero lo spagnolo Bautista Agut. In quel caso i gruppi diventerebbero ancora più sbilanciati e questo andrebbe sicuramente in favore del caldissimo Medvedev.

Berrettini e i precedenti

Quello di Matteo Berrettini è sicuramente un “gruppo di ferro” e non si potrebbe definire altrimenti, un girone in cui devi incontrare Federer e Djokovic. Tuttavia con il serbo non ci sono precedenti, mentre l’unico incontro giocato da Matteo contro Roger è stato quello della famosa “lezione” agli ottavi dell’ultimo Wimbledon. Una disfatta che però si rivelò molto utile al giovane azzurro, che ha poi trovato lo slancio per concludere alla grande un’annata già eccellente. Berrettini è in svantaggio (2-1) anche negli scontri diretti con Thiem, ma anche qui va tenuto in considerazione il fattore-novità. Matteo aveva chiuso il 2018 al numero 54 del ranking mondiale. Meno di 12 mesi dopo è diventato il quarto italiano nella storia ad entrare fra i primi 10 della classifica mondiale, e il ragazzo ha davvero tutto (testa, fisico e tecnica) per rimanerci a lungo.

L’ennesimo sogno di Federer

La carriera di Roger Federer non ha bisogno di questo Masters per diventare epica. Certamente, però, vincere questo torneo per la settima volta avrebbe un sapore speciale, soprattutto a 38 anni. Qualora accadesse, ovviamente Roger diventerebbe il più anziano tennista di sempre a riuscirci. Ah, anche questo record gli appartiene già, quando si impossessò delle sue seste ATP Finals. Inoltre, vincendo, Federer in qualche modo cancellerebbe il brutto ricordo del 2005, quando perse una finale quasi vinta contro l’outsider Nalbandian. Come vi ricordavamo nell’infografica, quella sconfitta gli impedì di chiudere l’annata con la più alta percentuale di vittorie di sempre.

Dove può arrivare Matteo Berrettini?

La quota di Matteo Berrettini vincitore delle ATP Finals è la più alta di tutte: 29.00. Non poteva essere altrimenti, considerando che l’azzurro ci arriva come ottavo di otto ed è uno dei tre tennisti alla prima esperienza in un Masters: gli altri due sono Medvedev e Tsitsipas. Matteo ha già dimostrato di tenere a bada la pressione negli appuntamenti importanti, e in questo l’ottavo di Wimbledon trascorso a imbambolarsi davanti a Federer è stato per lui una grandissima lezione. L’azzurro arriva a questo appuntamento in piena efficienza fisica, nonostante una stagione lunga e logorante. Berrettini ha le armi per fare male a tutti e 7 gli avversari, ma per arrivare in fondo serve anche qualcosina in più. Ad ogni modo lui sa che è importantissimo già il solo esserci e questo può essere un vantaggio mentale importante.

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