Valentino Rossi, ritiro o no? Numeri, carriera e record del Dottore
Valentino Rossi, ritiro o no? Numeri, carriera e record del Dottore

Valentino Rossi, ritiro o no? Numeri, carriera e record del Dottore

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La stagione 2020 del Motomondiale è ancora in forse. Tuttavia, al netto di ciò, questo è anche l’anno in cui la Yamaha dovrà capire da Valentino Rossi quali saranno le sue intenzioni per il prossimo futuro e su un eventuale ritiro, a partire già dall’anno prossimo.

Valentino Rossi e il dubbio amletico: ritiro o no?

Il Dottore ha detto di aver bisogno di tempo (e di qualche gara) per capire se potrà essere competitivo e – soprattutto – se si diverte ancora. La casa dei tre diapason, dall’altra parte, non poteva permettersi di aspettarlo correndo il rischio di rimanere senza pilota e si è coperta per il proprio futuro affiancando a Maverick Viñales anche Fabio Quartararo. E Rossi? La scelta finale spetta a lui, come fatto capire dalla stessa Yamaha: qualora lo volesse, il fuoriclasse di Tavullia avrà a propria disposizione una moto ufficiale con cui competere anche nel 2021. Ma cosa dovrebbe fare il Dottore?

Una carriera inimitabile

Prima di addentrarci sulle motivazioni a favore o a sfavore di un eventuale ritiro di Valentino Rossi, andiamo a curiosare nella sua carriera. Una carriera che ha davvero dell’incredibile, come si evince anche dalla nostra infografica.

Valentino Rossi smette di correre? Meglio di sì, perché…

Valentino Rossi ha compiuto 41 anni il 16 febbraio scorso. Fuoriclasse immenso, la sua grandezza non è in discussione, né mai lo sarà. Vale è l’unico pilota ad aver vinto un Mondiale in 4 classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (6). Per molti è il più grande pilota di sempre, mentre altri continuano a preferirgli l’altra leggenda italiana Giacomo Agostini, ma una cosa è certa: nell’Olimpo dei più grandi il fenomeno di Tavullia ha un posto assicurato già da tempo. Ma è il tempo stesso che ora non è amico del Dottore. Il declino è fisiologico, ma non vince un Mondiale dal 2009 e non vince una gara da oltre 2 anni, da Assen 2017.

Nel frattempo è nata un’altra stella destinata a rubargli la scena nel palmares dei piloti più vincenti di sempre. Marc Marquez, classe 1993 e che ha già vinto 8 titoli mondiali: 1 in 125, 1 in 250 e 6 in MotoGP. E non c’è solo lui, ovviamente: Fabio Quartararo è pronto a battagliare con l’iberico, mentre Andrea Dovizioso, nel pieno della propria maturità di pilota, non vuole di certo stare a guardare. Al Dottore negli ultimi anni è sembrato mancare il passo per competere con chi sta davanti. Un po’ come Jorge Lorenzo la stagione passata. E un grande come lui, così come l’ultimo dei suoi rivali storici, probabilmente, non meriterebbe di finire in modo “anonimo” una carriera comunque leggendaria.

Marc Marquez, Jorge Lorenzo e Valentino Rossi: vincitori insieme di 15 dei 18 Mondiali di MotoGp organizzati finora. (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

No, il Dottore dovrebbe continuare perché…

Valentino Rossi non ha più niente da dimostrare. Ciò che fa ormai lo fa solo per sé, perché si diverte e finché continuerà a farlo è giusto che continui a gareggiare. Se dovesse sentire un buon feeling con la propria M1 in questo 2020 non ci sarebbe motivo per pensare ad un ritiro a fine stagione. Il lato economico (certamente comodo), a questo punto della carriera e dopo tutti i suoi trionfi, ha un’importanza marginale. Rossi vuole emozionare ed emozionarsi, sentirsi forte perché veloce e non in virtù di un palmares che, seppur impolverato nell’ultimo decennio, resta leggendario e difficilmente eguagliabile, salvo eccezioni che hanno del fenomenale (Marc Marquez). Alla Dorna farebbe comodo continuare a vantare nel proprio paddock il 9 volte campione del mondo e il fuoriclasse di Tavullia potrebbe trovare nella propria età uno stimolo ulteriore per provare a spingersi lì dove nessuno è riuscito prima: provare a vincere un Mondiale di MotoGP ad oltre 40 anni di età.

Nelle ultime stagioni è stato distante dai primissimi, ma se c’è qualcosa che non manchi a Rossi è il talento e se c’è un pilota in grado di riscrivere questo genere di record è proprio il Dottore. Tutto dipenderà da lui, dal feeling che avrà con la M1 e dalle motivazioni in vista della prossima stagione che avrà durante lo svolgimento di quella di quest’anno: la scelta sarà sua e qualora dovesse sentirsi ancora in grado di competere con i primi, a dispetto di qualsiasi discorso sulla carta d’identità, è giusto che continui a dare spettacolo.

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