Gli allenatori più esonerati nel calcio italiano e i presidenti

Gli allenatori più esonerati nel calcio italiano e i presidenti “mangia-allenatori”

L’esonero di un allenatore è un provvedimento estremo e con conseguenze negative certe, sia da un punto di vista tecnico che economico. Tecnico perché segna il fallimento di un progetto, economico perché aumentano gli stipendi da pagare. A volte cambiare allenatore si rivela una scelta azzeccata, altre volte non cambia o peggiora la situazione. Andiamo allora a scoprire chi sono gli allenatori più esonerati, ma anche quali sono i presidenti che hanno ricorso più spesso a questo provvedimento.

Gli allenatori più esonerati in carriera? Eccoli!

Se da una parte l’esonero è un fallimento tecnico, ovviamente ciò non significa che l’allenatore cacciato non sappia fare il suo mestiere. Molte volte si creano condizioni ambientali difficili, incompatibilità caratteriali o altri fattori che non sono responsabilità diretta del tecnico ma per i quali egli è solitamente il capro espiatorio designato.

Tuttavia, per capire come le “collezioni di esoneri” non siano in alcun modo dimostrazioni di scarsa qualità professionale è il caso di dare un’occhiata ai nomi. Tra gli allenatori più esonerati ci sono infatti professionisti che hanno vinto campionati e coppe europee. Siamo sicuri che qualche nome di questa infografica vi sorprenderà. Non vi sorprenderà, invece, la top 4 dei presidenti più “mangia-allenatori” di tutti…

Zeman e Galeone, quanto è difficile essere profeti

La disputa tra “giochisti” e “risultatisti” è tornata di grande attualità, ma è uno di quei temi che che ciclicamente ritornano e soprattutto che ben difficilmente troveranno una soluzione. La storia del calcio italiano è piena di esempi di allenatori che hanno entusiasmato le piazze con gioco spumeggiante e spettacolare, ma non sono poi riusciti ad affermarsi o confermarsi ad altissimi livelli. Anzi, in taluni casi hanno fatto frequenti viaggi di andata e ritorno dall’altare alla polvere. Parliamo ad esempio di Zdenek Zeman e Giovanni Galeone, due profeti del calcio che sono nel cuore dei tifosi delle squadre che hanno allenato, ma allo stesso tempo sono due allenatori che non hanno mai vinto niente di importante. In comune i due tecnici hanno un’idea di calcio che mira a fare un gol più dell’avversario. Questa è una caratteristica che raramente ha portato al successo nel nostro paese. Infatti nelle scommesse sulla Serie A raramente godono di grande credito progetti esteticamente accattivanti, ma difensivamente fragili.

L’amaro destino di Gigi Simoni

Ci sono stati esempi di allenatori saltati ancor prima che iniziasse il campionato, o cacciati dopo una vittoria. Ma forse nessun esempio può essere paragonabile a quello di Gigi Simoni nell’Inter di Moratti. Dopo il secondo posto del 1997-98 con l’enorme codazzo di polemiche dato dal leggendario contatto Iuliano-Ronaldo che l’arbitro Ceccarini non giudicò da rigore, Simoni pagò nell’anno seguente il fatto di essere un tecnico semplice, pragmatico e che non correva dietro alle mode. La sua Inter però continuava a seguirlo e avrebbe potuto ancora sognare lo scudetto, ma il presidente Moratti cedette esonerandolo, dopo una vittoria contro la Salernitana. Forse è stato il suo più grave errore da presidente, perché da lì la squadra si sfaldò del tutto, nonostante quattro allenatori alternatisi al comando. O forse proprio per quello.

Nel frattempo Gigi Simoni non avrebbe mai più avuto l’occasione di lottare per lo scudetto, premio che avrebbe meritato per la sua storia professionale ed umana.

I mangia-allenatori

Se la storia della Serie A è piena di allenatori pluriesonerati, è naturale che ci siano anche i presidenti che hanno portato avanti politiche aggressive, spesso scellerate, nella gestione delle risorse umane. Il già citato caso di Massimo Moratti è un esempio tra i più celebri, ma l’ex presidente interista non è stato il peggiore, nel rapporto con gli allenatori. Si pensi a Zamparini e Cellino, veri “divoratori” di tecnici, ma anche a un altro caso molto longevo come quello di Enrico Preziosi. Il suo Genoa da anni è destinato a soffrire ed è storicamente una squadra che ha nel destino quello di lottare per non retrocedere, nei pronostici sul calcio relativi alla Serie A.

L’esonero non risparmia nessuno

Gigi Simoni ha vinto una Coppa UEFA, Alberto Zaccheroni uno scudetto. Ma vincere ti mette al riparo da eventuali esoneri? Assolutamente no. Si pensi addirittura a Massimiliano Allegri, vincitore di cinque scudetti consecutivi con la Juventus, autentico dominatore in Italia con i bianconeri, che in quegli anni pagavano sempre quote bassissime nelle scommesse sul calcio. Eppure “acciughina” è stato esonerato, come un allenatore qualsiasi si una squadra pericolante qualsiasi. A volte cambiare è inevitabile, la parte difficile è capire quando è il momento giusto per farlo.

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