“Once we were kings”, il declino lento e costante di Milan e Inter

Le due squadre di Milano mancano insieme dalla Champions League da cinque anni, non sollevano un trofeo da altrettanti e per la terza stagione di fila finiranno con ogni probabilità entrambe fuori dai primi tre posti del campionato. Cosa sta succedendo alla città che era il fulcro del calcio italiano?

“Once we were kings” è un documentario di Leon Gast sulla carriera di Mohamed Alì e sullo storico match a Kinshasa, nello Zaire, contro George Foreman. La celeberrima Rumble in the Jungle, considerata uno degli incontri più importanti nella storia della boxe intorno al quale esiste un vero e proprio alone leggendario.

L’argomento trattato dalla pellicola riguarda tutt’altro sport, ma il titolo si adatterebbe molto bene anche al momento attuale di Milan e Inter, fino a pochi anni fa le due squadre le due “grandi” del calcio italiano, metro di paragone per qualsiasi società che volesse diventare grande in patria e in Europa. Oggi rossoneri e nerazzurri sono costretti a subire l’incontrastata egemonia della Juve e lo spostamento del baricentro di potere della Serie A verso sud, in direzione di Roma e Napoli. Una conseguenza inevitabile una volta che il triangolo d’oro del calcio italiano – Juve, Milan, Inter – ha perso praticamente in contemporanea due dei suoi vertici.

Che ne è stato del calcio milanese?

La caduta dei giganti

 

Partiamo dal presente. Il Milan è sesto in classifica, fuori dal listino quote per un piazzamento in Champions, e per sperare nell’Europa League dovrà o vincere la finale di Coppa Italia contro la Juventus, o difendere la propria posizione in classifica dalla rincorsa del Sassuolo, ora a un solo punto di distanza.

Va un po’ meglio all’Inter, quinta a 55 punti ma con un distacco di 8 dalla Roma e una quota di 13/1 per un piazzamento fra le prime tre. Troppo poco chi a inizio stagione aveva indicato il ritorno in Champions come obiettivo minimo, sognando addirittura lo scudetto dopo aver guidato per settimane la classifica durante il girone d’andata.

Il risultato nudo e crudo di questo ridimensionamento di forze e ambizioni è il fatto che la prossima stagione sarà la terza di fila in cui né rossoneri né nerazzurri parteciperanno alla Champions League. Un triste record per una città che con 10 trionfi nella competizione per club regina d’Europa è con Madrid la metropoli più vincente.

Champions League 2004/05: Milan e Inter si affrontano nei quarti di finale di Champions. Qui la partita di ritorno interrotta per il lancio di fumogeni dalla curva interista e poi vinta a tavolino dai rossoneri
Champions League 2004/05: Milan e Inter si affrontano nei quarti di finale di Champions. Qui la partita di ritorno interrotta per il lancio di fumogeni dalla curva interista e poi vinta a tavolino dai rossoneri

Eppure il trend degli ultimi anni sembra sempre più difficile da arrestare: il Milan non si è ancora ripreso dalle cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva nell’estate 2012, e da lì in poi non ha più lottato per lo scudetto. L’Inter, che non chiude fra le prime tre da quattro stagioni (e questa con ogni probabilità sarà il quinta), avrebbe dovuto assistere all’inizio di una nuova era con il ritorno di Mancini, ma il nuovo tecnico per ora ha una media punti complessiva addirittura inferiore a quella di Mazzarri.

In tutto ciò il gap con la Juventus ha continuato a crescere. Dal 2011/12 ad oggi le due milanesi hanno accumulato complessivamente 254 punti di ritardo nei confronti dei bianconeri: un dato che la dice lunga su quanto sia ampia la forbice con il calcio italiano di vertice. Stiamo parlando di 25 punti di media a testa a stagione. Un’enormità per squadre che di fatto vengono ancora considerate delle big, ma più per il blasone della propria storia che per i risultati ottenuti negli ultimi anni.

Così, nella stagione in cui la finale di Champions League si giocherà proprio a San Siro, Milan e Inter si ritroveranno per l’ennesima volta a seguire dalla televisione una competizione che ormai non sembra appartenergli più.

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