Totti, Spalletti e la Roma: un triangolo che potrebbe finire male
Totti, Spalletti e la Roma: un triangolo che potrebbe finire male

Totti, Spalletti e la Roma: un triangolo che potrebbe finire male

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Le parole del capitano e la cacciata dal ritiro. Il rapporto tra Totti e Spalletti è ai minimi storici, ma quanto serve realmente ancora il numero 10 a questa Roma?

Totti e la Roma. Un amore che dura da più di 24 anni (momento in cui Francesco esordì con la prima squadra) e che nella giornata di ieri ha rischiato di incrinarsi per via delle parole espresse dal capitano in un’intervista rilasciata alla Rai uscita proprio nella mattinata di domenica 21 febbraio. “Con Spalletti un rapporto da buongiorno e buonasera, chiedo più rispetto per quello che ho dato alla Roma in tutti questi anni”, sostanzialmente la dichiarazione che ha portato il tecnico toscano a “cacciare” il capitano dal ritiro di Trigoria facendo quindi saltare la possibilità di scendere in campo contro il il Palermo.

Da lì si sono scatenati giornali, televisioni e siti internet, facendo girare per il mondo una notizia che ha sicuramente spiazzato non pochi appassionati di calcio. Non che la cosa cambi profondamente il rapporto tra Totti e la Roma in senso sentimentale, ma il diverbio tra giocatore rappresentativo in declino e ormai prossimo al ritiro e allenatore potrebbe avere risvolti inattesi anche sul futuro del capitano stesso, il quale pare avrebbe voluto firmare per un altro anno da giocatore per poi sedersi in qualche poltrona dirigenziale e cambiare lavoro, ma sempre con la Roma a fianco.

Stagione 2006/07: Luciano Spalletti insieme a capitan Totti durante la sua prima esperienza da allenatore della Roma
Stagione 2006/07: Luciano Spalletti insieme a capitan Totti durante la sua prima esperienza da allenatore della Roma

Difficile capire ora quello che potrà succedere come difficile è spiegare, se non si vive la realtà della capitale, il rapporto tra Totti e i suoi tifosi, che ieri durante il match tra Roma e Palermo si sono ampiamente schierati dalla parte del giocatore fischiando sonoramente Spalletti al momento in cui lo speaker dell’Olimpico ha fatto il suo nome. In sostanza la priorità dei tifosi è che Totti giochi (tanto o poco importa il giusto), e questa viene prima (forse) dei risultati della Roma. Dall’altra parte ci sono la società e Spalletti che devono fare i conti con un quasi 40enne che difficilmente può dare quanto possono i suoi compagni più freschi e atletici (per quanto sia indiscutibile la classe e la grandezza di Totti). Si crea quindi, dopo un mese di tranquillità conseguente all’arrivo del nuovo tecnico e ai risultati ottenuti (5 vittorie consecutive in campionato) un nuovo motivo di tensione, che vede protagonista il simbolo più amato dai tifosi giallorossi. Fu così per Del Piero e Zanetti, che a fine carriera videro (ovviamente) ridurre il minutaggio in campo in favore di giocatori più giovani e sicuramente di minor blasone, è così per Totti da qualche anno, ma era difficile immaginarsi un litigio con il tecnico con cui il capitano divenne Scarpa d’Oro (miglior goleador europeo) nel 2007.

Totti ora è diventato un caso, ma pensiamo che se i risultati continueranno a essere positivi, anche i tifosi più irriducibili saranno portati a comprendere che la Roma di oggi può e deve fare a meno del suo capitano in campo, e non perché lo vuole Spalletti ma perché la vita sportiva è ciclica e Totti è purtroppo vicino al capolinea della stessa.

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