Siviglia-Inter, la finale è servita: andalusi esperti in finali, nerazzurri pronti all'impresa

Siviglia-Inter, la finale è servita: andalusi esperti in finali, nerazzurri pronti all’impresa

Siviglia-Inter sarà la finale dell’Europa League 2019/2020: si affrontano due squadre in gran forma, che dopo aver brillato nelle Final Eight sono a un passo da un trofeo che cambierebbe decisamente il giudizio su una stagione comunque positiva. I nerazzurri devono spezzare la tradizione che vede gli andalusi sempre vittoriosi nell’ultimo atto del secondo torneo UEFA.

Quote del: 18/08/2020

Calcio d’inizio: venerdì 21 agosto 2020, ore 21:00

Sede: RheinEnergieStadion, Colonia (GER)

Siviglia-Inter, la presentazione

Se c’è una squadra che deve essere immediatamente associata dagli appassionati all’Europa League, competizione che dal 2009 ha ereditato la tradizione sportiva della storica Coppa UEFA, questa è senza dubbio il Siviglia: quella raggiunta dagli andalusi nelle Final Eight in Germania è infatti la sesta finale nella storia del club in questa competizione, e nei cinque precedenti (2005/2006, 2006/2007, 2013/2014, 2014/2015 e 2015/2016) la corsa si è conclusa sempre con una vittoria.

Si tratta di risultati certo non banali (nessun club ha fatto meglio nella seconda competizione UEFA) e che non possono essere considerati casuali: anche durante stagioni in cui si alternano gli alti e i bassi, il Siviglia riesce ad essere letale negli scontri diretti in Europa, mostrando un’attitudine nei confronti delle gare “dentro o fuori” che nessuno può vantare a livello continentale.

Qui Siviglia

A ennesima dimostrazione, la semifinale vinta in rimonta con il Manchester United: in vantaggio a inizio gara grazie a un calcio di rigore realizzato da Bruno Fernandes, capaci di dominare spesso il gioco nell’arco dei 90 minuti, i Red Devils sono stati affondati da una squadra tosta, capace di reagire senza perdere la testa e poi di gestire il vantaggio mostrando una grande tenuta atletica e soprattutto una straordinaria solidità mentale.

Merito del lavoro congiunto del ds Monchi e del tecnico Lopetegui, due che molto probabilmente a Roma e Madrid (sponda Real) non sono stati messi nelle condizioni migliori di lavorare e che in Andalusia si sono dimostrati capaci di costruire una squadra bella da vedere e allo stesso tempo estremamente pratica, che non può che migliorare ma che allo stesso tempo può già sorridere con una stagione positiva in cui la conquista dell’Europa League potrebbe rappresentare la classica ciliegina sulla torta.

Qui Inter

Lo stesso discorso vale però per l’Inter del duo Marotta-Conte, che dopo aver dato via al ciclo di vittorie della Juventus stanno provando a spezzarlo dopo essersi ritrovati a Milano sponda nerazzurra. Impresa difficile ma non impossibile, come dimostrato dall’ultima Serie A conclusa ad appena un punto di distanza dai bianconeri campioni d’Italia: vero è che l’Inter non è mai sembrata davvero in corsa per il trionfo, ma è innegabile che club e squadra siano cresciuti in forza e personalità e che il cammino percorso in questi primi 12 mesi sia decisamente incoraggiante.

In questo senso l’Europa è stata a lungo un obiettivo secondario, ma arrivati alle Final Eight in Germania Lukaku e compagni hanno dimostrato tutta la loro forza: l’Inter di oggi è fortissima dal punto di vista fisico, qualità con cui riesce ad ovviare ai limiti di manovra che avrebbe dovuto risolvere la stella del mercato di gennaio Christian Eriksen. Il danese non è però riuscito a inserirsi nel 3-5-2 di Conte, capace comunque di stendere prima il Bayer Leverkusen e poi lo Shakhtar in semifinale con un roboante 5-0.

Se il Siviglia è specialista di coppe, Antonio Conte non ha ancora conquistato un trofeo continentale e l’Inter è a secco dal 2010, l’anno dello storico Triplete che avrebbe dovuto segnare l’inizio di un ciclo e invece ne ha sancito la fine. Adesso sembra arrivato finalmente il momento di rialzare la testa, ma basterà questa determinazione contro chi ha scritto la storia del torneo? La risposta, come sempre, spetterà al campo.

Le probabili formazioni

Lopetegui dovrebbe preferire Suso a Munir e En-Nesyri a De Jong nel tridente offensivo, con il solito doppio play a centrocampo e due terzini arrembanti come Navas e Reguilon. Conte confermerà il 3-5-2 che ha brillato contro lo Shakhtar, preferendo ancora una volta Gagliardini a Eriksen e affidandosi in attacco alla dirompente forza del duo Lukaku-Lautaro Martinez.

Siviglia (4-3-3): Bono; Navas, Koundé, Diego Carlos, Reguilon; Banega, Fernando, Jordan; Suso, En Nesyri, Ocampos.

Inter (3-5-2): Handanovic; Godin, De Vrij, Bastoni; D’Ambrosio, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lukaku, Lautaro

Siviglia-Inter: quote, scommesse, pronostico

Partiamo subito dando un’occhiata alle 6,25, ipotesi non così improbabile rispetto all’eventuale vincita.

Reti da una parte e dall’altra non dovrebbero mancare, ma una finale può condizionare le due squadre in campo e rendere il gioco non così fluido come accade di solito. Per questo motivo, tra le 2,05, e pur considerando le tensioni inevitabili che una finale si porta dietro parliamo di almeno 3 gol in 90 minuti, scenario che nel calcio senza pubblico post lockdown si è verificato piuttosto frequentemente.

Siviglia-Inter, tutte le quote

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