Le 5 migliori partite nella storia dell'Inter, dalla prima Coppa dei Campioni al Triplete

Le 5 migliori partite nella storia dell’Inter, dalla prima Coppa dei Campioni al Triplete

La speranza è che tra le migliori partite nella storia dell’Inter figurerà in futuro anche la finale dell’Europa League 2019/2020 che i nerazzurri giocheranno venerdì 21 agosto a Colonia contro il Siviglia. Una vittoria permetterebbe alla Beneamata di mettere in bacheca il 10° trofeo internazionale di sempre, il primo a distanza di 10 anni dal famoso Triplete.

Nessun tifoso nerazzurro scorderà la notte del 22 maggio 2010, quella in cui l’Inter di José Mourinho conquistò la Champions League al termine di una stagione strepitosa in cui già erano arrivati Scudetto e Coppa Italia. Poteva essere l’inizio di un ciclo vincente, ma da allora per la Beneamata tutto è andato storto: all’addio dello Special One sono seguite alcune rivoluzioni fallite, quindi i problemi economici che hanno portato alla cessione del club da Moratti a Tohir e infine a Suning.

Le 5 migliori partite nella storia dell’Inter

Dieci anni più tardi, l’Inter guarda a Colonia e al Siviglia con speranza: l’arrivo in panchina di Antonio Conte e gli importanti investimenti operati dal club in sede di mercato potrebbero aver dato i risultati sperati, e vincere l’Europa League – secondo i siti di scommesse sportive i nerazzurri sono favoriti – potrebbe essere soltanto il primo passo verso la ritrovata grandezza di un club tra i più importanti d’Italia e d’Europa. A dirlo è una bacheca piena di trofei e una storia ricca di trionfi e sfide indimenticabili.

Scegliere le più belle partite nella storia dell’Inter è operazione tutt’altro che semplice: parliamo del resto di una compagine nata nel 1908 – con il nobile scopo di unire calciatori di diverse nazioni sotto un’unica bandiera – e che dall’anno successivo ha oggi ha sempre preso parte al massimo campionato nazionale. Oltre a conquistare 18 Scudetti, 7 Coppe Italia e 5 Supercoppe, i nerazzurri sono stati capaci di dominare anche in Europa durante gli anni ’60, quelli della “Grande Inter” di Helenio Herrera, una squadra capace di scrivere la storia del calcio.

Dopo questa doverosa premessa, ecco quali sono state per noi le 5 partite più importanti nella storia dell’Inter.

Inter sul tetto d’Europa: steso il Real di Puskas e Di Stefano

Inter-Real Madrid = 3-1

Data: 27 maggio 1964

Sede: Prater Stadion, Vienna (AUT)

La “Grande Inter” di Helenio Herrera nasce a cavallo delle stagioni 1962/1963 e 1963/1964: nella prima i nerazzurri si aggiudicano lo Scudetto numero 8 della loro storia superando in volata i cugini del Milan, nella seconda riescono a salire sul trono d’Europa sconfiggendo nella finale di Coppa dei Campioni il Real Madrid. Gli spagnoli hanno vinto le prime 5 edizioni della competizione e possono contare su fuoriclasse epocali come Gento, Puskas e Di Stefano, anche se questi ultimi due hanno ormai rispettivamente 37 e 38 anni.

La sfida del Prater Stadion non può non essere inserita nella lista delle migliori partite nella storia dell’Inter, che inizialmente controlla le merengues e poi colpisce poco prima dell’intervallo con un rapido ribaltamento di fronte: Facchetti appoggia a Mazzola che fulmina Vicente. Nella ripresa arrivano il raddoppio di Milani, il gol spagnolo con Felo e il definitivo 3-1 che chiude la gara ancora di Mazzola, bravo a sfruttare un’indecisione del 35enne Santamaria. L’Inter conquista la sua prima Coppa dei Campioni, secondo club italiano a riuscire nell’impresa dopo il Milan.

Inter (4-3-3): Sarti; Burgnich, Picchi, Guarneri, Facchetti; Tagnin, Suarez, Corso; Jair, Milani, Mazzola. All.: Herrera

Real Madrid (3-2-5): Vicente; Isidro, Santamaria, Pachin; Muller, Zoco; Amancio, Felo, Di Stefano, Puskas, Gento. All.: Muñoz

Gol: Mazzola (I) 43′, 76′, Milani (I) 61′, Felo (R) 70′

Helenio Herrera, l’allenatore della Grande Inter degli anni ’60 (Getty Images)

È “Grande Inter”: l’Intercontinentale al terzo atto

Inter-Independiente = 1-0

Data: 26 settembre 1964

Sede: Stadio Santiago Bernabéu, Madrid (SPA)

Se la stagione 1963/1964 dell’Inter è stata straordinaria, quella successiva è semplicemente indimenticabile e consacra la squadra tra le grandi di tutti i tempi: i nerazzurri si ripeteranno in Coppa dei Campioni superando il Benfica di Eusebio vincendo anche Scudetto (dopo lo spareggio dell’anno precedente perso contro il Bologna) e Coppa Intercontinentale. Quest’ultimo trofeo arriva dopo tre combattutissime partite contro gli argentini dell’Independiente: sconfitti 1-0 ad Avellaneda, gli uomini di Herrera si rifanno 2-0 nel ritorno a Milano, e dato che non vale la regola dei gol fuori casa è necessario uno spareggio in campo neutro.

La gara non sarà ricordata come una delle migliori partite nella storia dell’Inter dal punto di vista estetico, ma è indicativa del grande carattere di una squadra che si appresta a vincere tutto. A tre giorni di distanza dalla sfida di San Siro, i nerazzurri devono affrontare l’Independiente senza Mazzola e Burgnich acciaccati e soffrono la maggior grinta degli argentini, oltretutto sostenuti dal pubblico del Bernabéu che non ha dimenticato la sconfitta patita dal Real in finale di Coppa dei Campioni pochi mesi prima.

Facchetti e compagni riescono però a reggere l’urto dei sudamericani, arrembanti ma poco precisi, e colpiscono ai supplementari quando i ritmi inevitabilmente calano: Milani scappa in contropiede, il suo lungo traversone viene tenuto in campo da Peirò che serve con precisione l’accorrente Corso, bravo a controllare e a infilare il pallone in fondo alla rete con un sinistro imparabile. Per la prima volta nella sua storia l’Inter è sul tetto del mondo.

Inter (4-3-3): Sarti; Malatrasi, Guareneri, Picchi, Facchetti; Tagnin, Suarez, Corso; Domenghini, Milani, Peirò. All.: Herrera

Independiente (4-3-3): Santoro; Decaria, Acevedo, Guzman, Maldonado; Savoy, Bernao, Paflik; Rodriguez, Suarez, Prospitti. All.: Giudice

Gol: Corso 110′

Al Bernabéu l’Inter conquista dopo lo spareggio contro l’Independiente di Avellaneda la Coppa Intercontinentale del 1964 (Getty Images)

La finale UEFA del 1998, una delle migliori partite nella storia dell’Inter

Inter-Lazio = 3-0

Data: 6 maggio 1998

Sede: Parco dei Principi, Parigi (FRA)

A quasi trent’anni di distanza dalla cessione del club da parte di papà Angelo, il presidente della “Grande Inter”, Massimo Moratti acquista la Beneamata con l’obiettivo di rinverdirne i fasti. Per mostrare al mondo quanto stia facendo sul serio il nuovo numero uno dei nerazzurri acquista nel 1997 il fenomeno brasiliano Ronaldo, considerato all’epoca il calciatore più forte al mondo: anche a causa di tanta sfortuna arriveranno meno trionfi di quanto sperato, ma certo la Coppa UEFA del 1998 è degna di essere ricordata.

Decisi a vendicare la sconfitta patita in finale contro lo Schalke 04 l’anno precedente, i nerazzurri si fanno ancora una volta strada fino all’ultimo atto – eliminando anche i tedeschi campioni in carica – dove travolgono una Lazio che ai tempi è una vera e propria big ma che non riesce mai ad entrare in partita: in vantaggio dopo appena 5 minuti con Zamorano, l’Inter dispone dei pur fortissimi avversari come meglio crede e chiude i conti nel secondo tempo prima con Zanetti e poi con uno degli straordinari assoli di Ronaldo.

Inter (4-3-1-2): Pagliuca; Colonnese, West, Fresi, Zanetti; Winter (68′ Cauet), Zé Elias, Simeone; Djorkaeff (68′ Moriero); Zamorano (72′ Sartor), Ronaldo. All.: Simoni

Lazio (4-4-2): Marchegiani; Grandoni (55′ Gottardi), Nesta, Negro, Favalli; Fuser, Venturin (50′ Almeyda), Jugovic, Nedved; Casiraghi, Mancini. All.: Eriksson

Gol: Zamorano 5′, Zanetti 60′, Ronaldo 70′

Ronaldo supera Marchegiani e realizza il 3-0 per l’Inter nella finale di Coppa UEFA del 1998 a Parigi contro la Lazio (Getty Images)

Le partite più belle dell’Inter: il pazzo derby del 2006

Milan-Inter = 3-4

Data: 28 ottobre 2006

Sede: Stadio Giuseppe Meazza in San Siro, Milano (ITA)

Nell’estate del 2006 il calcio italiano festeggia i Mondiali vinti in Germania, preceduti però dallo scandalo di Calciopoli che porta a pesantissime conseguenze: con la Juventus in Serie B e il Milan penalizzato di 8 punti, l’Inter è la favorita principale per la vittoria della Serie A 2006/2007, un successo legittimato infine da un cammino che registra una sola sconfitta, 7 pareggi e ben 30 vittorie.

La più importante è forse quella che arriva nel derby di andata in scena il 28 ottobre: il Milan sta cercando di recuperare terreno in classifica ma viene steso dai nerazzurri in quella che è una delle stracittadine più folli di sempre.

Tra i nerazzurri spicca Stankovic, che prima serve a Crespo il pallone del vantaggio, poi raddoppia con un gran tiro dalla distanza e quindi serve a Ibrahimovic in contropiede il pallone del 3-0 a inizio ripresa. I rossoneri reagiscono con Seedorf, subiscono il 4-1 di Materazzi che però viene espulso e iniziano un assalto che porta ai gol di Gilardino e Kakà: non basta, anche grazie ad alcuni interventi prodigiosi di Julio Cesar il risultato non cambia più e l’Inter vola verso il titolo.

Milan (4-3-2-1): Dida; Cafu, Nesta, Kaladze, Jankulovski (46′ Maldini); Gattuso, Pirlo, Ambrosini (46′ Oliveira); Seedorf, Kakà; Inzaghi (46′ Gilardino). All.: Ancelotti

Inter (4-3-1-2): Julio Cesar; Maicon, Cordoba, Materazzi, Grosso (60′ Burdisso); Vieira, Dacourt (60′ Figo ), Zanetti; Stankovic; Ibrahimovic (81′ Samuel), Crespo. All.: Mancini

Gol: Crespo (I) 17′, Stankovic (I) 22′, Ibrahimovic (I) 47′, Seedorf (M) 50′, Materazzi (I) 68′, Gilardino (M) 76′, Kakà (M) 90′

Dejan Stankovic festeggia il gol del 2-0: il serbo sarà il migliore in campo nel pazzo derby del 28 ottobre 2006 vinto 4-3 dai nerazzurri (Getty Images)

La storia è scritta: Milito firma il Triplete dello Special One

Inter-Bayern Monaco = 2-0

Data: 22 maggio 2010

Sede: Stadio Santiago Bernabéu, Madrid (SPA)

Dopo 15 anni di sforzi, di illusioni e di cocenti delusioni, Massimo Moratti riesce a raggiungere il padre Angelo nella categoria dei grandi numeri uno della storia nerazzurra: le similitudini tra l’Inter degli anni ’60 guidata da Helenio Herrera e quella che nel 2010 torna sul tetto d’Europa guidata dallo “Special One” José Mourinho sono moltissime, come la capacità di saper soffrire da squadra vera e lo spirito di sacrificio abbinato alla classe infinita di alcuni interpreti.

Il 22 maggio 2010, dopo aver conquistato Scudetto e Coppa Italia, i nerazzurri centrano uno storico Triplete superando il Bayern Monaco nella finale di Champions League in programma in Spagna al Santiago Bernabéu: si tratta di una delle partite più belle nella storia dell’Inter, che sblocca la gara con una splendida combinazione Milito-Snejider-Milito che mette l’argentino a tu per tu con Butt. Zanetti e compagni resistono alla reazione dei bavaresi e poi chiudono la gara ancora con il centravanti argentino, che servito da Eto’o supera Van Buyten e deposita in rete il pallone che consegna la squadra alla storia.

Inter (4-2-3-1): Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Chivu (68′ Stankovic); Zanetti, Cambiasso; Eto’o, Sneijder, Pandev (79′ Muntari); Milito (92′ Materazzi). All.: Mourinho

Bayern Monaco (4-4-1-1): Butt; Lahm, Van Buyten, Demichelis, Badstuber; Robben, Van Bommel, Schweinsteiger, Altintop (63′ Klose); Muller; Olic (74′ Gomez). All.: Van Gaal

Gol: Milito 35′, 70′

José Mourinho festeggia la vittoria della Champions League del 2010 (Getty Images)
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