Il Pallone d'Oro 2019 tra storia, numeri, quote, voci, record e polemiche

Il Pallone d’Oro 2019 tra storia, numeri, quote, voci, record e polemiche

Il duopolio Messi-CR7 era stato rotto già lo scorso anno con la vittoria di Luka Modric, ma quest’anno i due fuoriclasse di Barcellona e Juventus sono ancora lì, tra i favoriti per il Pallone d’Oro. Si tratta comunque di una edizione molto incerta, segno che comunque l’era dei due supercampioni va concludendosi. Ecco una panoramica sulla sessantaquattresima edizione del più  prestigioso premio individuale del calcio, insieme a un po’ di storia della manifestazione, record e numeri.

Pallone d’Oro: storia, record e curiosità

Anche chi segue distrattamente il calcio, probabilmente saprà che Lionel Messi e Cristiano Ronaldo hanno fatto incetta di Palloni d’Oro come nessun altro. I due supercampioni però non sono gli unici ad aver segnato un’epoca. Ecco allora un po’ di storia, come sempre in cifre ed immagini, di 63 anni di “Ballon d’Or”.

Messi il primo a fare sestina?

Lio Messi non ha avuto forse la sua annata più sfolgorante. In Champions League è uscito in semifinale con il suo Barcellona, mentre in nazionale ha perso l’ennesima occasione di vincere qualcosa di importante (leggi Copa America). Ciononostante, parliamo di un’annata in cui il fuoriclasse argentino ha contribuito alla conquista dell’ottava Liga in 11 anni, diventando ancora una volta “pichichi” con 36 gol in 38 partite. Come se non bastasse, Messi è stato anche capocannoniere in Champions League con 12 reti in 10 match. Prestazioni ancora una volta da alieno nonostante i 32 anni, che gli valgono l’ennesima candidatura al premio più ambito.

L’anno di Virgil, o forse no

Come vedete dalla grafica, vincere il Pallone d’Oro è parecchio più difficile (i numero dicono 10 volte tanto) per chi gioca con ruoli difensivi. Nonostante ciò, la spettacolare annata di Virgil Van Dijk non è passata inosservata. Infatti il monumentale difensore centrale del Liverpool e della nazionale olandese era fino a pochi giorni fa il favorito netto per vincere il Pallone d’Oro 2019. Poi, dalla Spagna sono arrivate voci insistenti che vorrebbero Messi come vincitore solo in attesa di proclamazione. Sarà vero? Nel frattempo il gigante olandese è in testa alla Premier League e proverà a riportare ad Anfield Road il titolo nazionale dopo 30 anni.

E Cristiano?

In tutto ciò c’è l’enigmatico momento di Cristiano Ronaldo. Vederlo giocare alla Juve, di questi tempi, mette una certa apprensione. Nessuno che non sia all’interno dello staff Juve o dell’entourage di CR7 conosce davvero le sue condizioni fisiche, ma il campione lusitano non era mai apparso così sotto tono. E anche la sua prima annata italiana è stata un po’ sotto le attese. Tutti lo attendevano infatti al titolo di capocannoniere, ma Ronaldo si è fermato a 21 gol in 31 partite di Serie A 2018/19, accompagnate da 6 gol in 9 partite di Champions League. Per qualsiasi altro comune mortale sarebbero numeri eccellenti, ma se ti chiami Cristiano Ronaldo puoi paradossalmente scivolare nella mediocrità.

Tuttavia, se è vero che avere vinto qualcosa di importante è storicamente fondamentale per essere presi in considerazione come candidato per il Pallone d’Oro, anche stavolta a CR7 non mancano le carte da mettere sul tavolo. Nella fattispecie, un campionato di Serie A e una Nations League vinta con il suo Portogallo. Basteranno?

Pallone d’Oro 2019: i 30 candidati

Ecco la lista dei 30 candidati ufficiali al Pallone d’Oro 2019, in rigoroso ordine alfabetico:

Sergio Agüero (Manchester City / Argentina)
Trent Alexander-Arnold (Liverpool / Inghilterra)
Alisson (Liverpool / Brasile)
Pierre-Emerick Aubameyang (Arsenal / Gabon)
Karim Benzema (Real Madrid / Francia)
Cristiano Ronaldo (Juventus / Portogallo)
Kevin De Bruyne (Manchester City / Belgio)
Frenkie de Jong (Barcellona / Olanda)
Matthijs de Ligt (Juventus / Olanda)
Joao Felix (Atletico Madrid / Portogallo)
Roberto Firmino (Liverpool / Brasile)
Antoine Griezmann (Barcellona / Francia)
Eden Hazard (Real Madrid / Belgio)
Kalidou Koulibaly (Napoli / Senegal)
Robert Lewandowski (Bayern Monaco / Polonia)
Hugo Lloris (Tottenham / Francia)
Riyad Mahrez (Manchester City / Algeria)
Sadio Mané (Liverpool / Senegal)
Marquinhos (PSG / Brasile)
Kylian Mbappé (PSG / Francia)
Lionel Messi (Barcellona / Argentina)
Mohamed Salah (Liverpool / Egitto)
Bernardo Silva (Manchester City / Brasile)
Heung-min Son (Tottenham / Corea del Sud)
Raheem Sterling (Manchester City / Inghilterra)
Dusan Tadic (Ajax / Serbia)
Marc-André ter Stegen (Barcellona / Germania)
Georginio Wijnaldum (Liverpool / Olanda)
Donny van de Beek (Ajax / Olanda)
Virgil van Dijk (Liverpool / Olanda)

Nessun italiano e nessuno spagnolo, tra i calciatori prescelti: una eventualità mai accaduta nei 63 anni di vita di questo premio. Era invece già accaduto che il detentore non venisse candidato per l’edizione successiva, ma dal 1993 non riceveva nemmeno un punto dai giurati, come capitato a Luka Modric. Il regista croato del Real Madrid, più volte annunciato come possibile acquisto da parte di una big di Serie A, paga l’annataccia post-mondiale.

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