Quanto guadagna un arbitro

Quanto guadagna un arbitro in Italia? Lo stipendio dalla Serie A alle categorie minori

Gli arbitri rappresentano un ingranaggio imprescindibile per la galassia calcio, ma se la tecnologia è finalmente venuta loro in soccorso, a continuare a tardare è il salto di qualità economico. Ancora oggi, eccetto che per gli internazionali più affermati, i guadagni restano, infatti, quelli di un secondo lavoro, soprattutto nelle categorie inferiori. Ma quanto guadagna un arbitro in Italia?

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Quel professionismo mascherato degli ufficiali di gara

La domanda “quanto guadagna un arbitro” è quasi sempre associata al sentimento di stizza dei tifosi, ma anche degli addetti ai lavori, se chi ha un fischietto in bocca o una bandierina in mano commette qualche errore, magari determinante anche sotto il profilo di come cambiano le quote sul calcio. Errori dai quali non sono esenti neppure giocatori e allenatori, peccato che la differenza di trattamento economico tra i milionari dell’Industria Calcio e chi deve inseguirli per 90 minuti sia abissale.

Vero è che come negli anni sono lievitati i guadagni dei calciatori, così sono cresciuti anche quelli degli ufficiali di gara, ma non in proporzione. Basti pensare che, ancora oggi, un arbitro di calcio, pur essendo un professionista a tutti gli effetti, lavora in regime di partita Iva. Il primo concetto da veicolare sul tema è che i guadagni degli arbitri sono il frutto della somma di due variabili: una parte fissa, denominata “diritto d’immagine”, ed una che cambia in base alla competizione delle partite. 

Quanto guadagna un arbitro di Serie A al mese? Le due variabili principali

Per un arbitro, quindi, non esiste uno stipendio fisso, dato che entrambe le variabili rispondono a fasce differenti. Parlando di cifre, il range va dai 200.000 euro lordi complessivi all’anno di un internazionale di prima fascia ai circa 120.000 di chi debutta in Serie A. La parte fissa, per quanto riguarda la Serie A, passa invece dai 90.000 euro dei top ai 30.000 dei “neopromossi”.

Quanto alla diaria, la quota variabile per partita, arbitrare una gara del massimo campionato garantisce 3.800 euro lordi a gara, che moltiplicati per le poco meno 20 partite dirette in media a campionato da un buon arbitro producono un guadagno di poco inferiore ai 70.000 euro. Una cifra che può aumentare grazie alle direzioni di Coppa Italia, dove è previsto un tariffario fisso di 1.000 euro per i primi turni e di 1.500 per i quarti di finale, fino ai 2.500 euro per le semifinali e ai 3.800 per la finale (stessa cifra per la Supercoppa italiana).

Gli internazionali possono invece veder crescere i propri introiti anche di altri 20.000 euro, considerando che la diaria per le partite di Coppa varia dai 2.700 euro della categoria ‘First’ e i 5.000 euro lordi a gara degli ‘Elite’ nelle fasi a gironi ai quasi 6.000 che i migliori possono guadagnare dai quarti di finale in avanti.

Gli assistenti si attestano, invece, su cifre di molto inferiori. In Serie A la parte fissa per un “guardalinee” sta in una gamma compresa tra i 24.000 euro degli internazionali e gli 8.000 dei neopromossi, mentre la diaria è di 1.000 euro a partita, il doppio di quanto guadagnato dal quarto uomo.

Alla quota annua va infine aggiunta la non trascurabile voce legata ai diritti d’immagine, che varia in base all’esperienza dei singoli arbitri, passando dai 45.000 euro degli esordienti agli 80.000 degli internazionali.

Quanto guadagna un arbitro di Serie B e altre categorie minori?

Scendendo di categoria, scendono proporzionalmente anche i guadagni. In Serie B il gettone passa a 1.700 euro lordi per ogni match, mentre in Lega Pro la cifra cala drasticamente a 200 euro. In entrambe le categorie sono previsti dei rimborsi-spese sia per quanto riguarda i pasti che gli spostamenti (30 euro per i pasti, 0,21 euro al km per gli spostamenti fino a un massimo di 600km).

In Serie D, e nelle categorie ancora inferiori, il gettone è calcolato in base alla distanza dalla sede arbitrale:

  • 30 euro fino a 25 km dalla sede arbitrale
  • 38 euro fino a 50 km
  • 42 euro fino a 75 km
  • 52 euro fino a 100 km
  • 57 euro fino a 150 km
  • 68 euro fino a 200 km
  • 78 euro fino a 250 km
  • 88 euro fino a 300 km

Quanto guadagna il Var?

Ultimo, ma non certo in ordine di importanza, è il capitolo che riguarda l’avvento della tecnologia a supporto dell’arbitro, che non avrà cancellato del tutto le polemiche, ma ha portato miglioramenti importanti per quanto riguarda i guadagni. L’arbitro scelto per vivisezionare la partita in sala Var guadagna infatti 1.500 euro a partita, il doppio degli Avar, ovvero i suoi assistenti.

Si può quindi riassumere che le sei persone che compongono la squadra degli ufficiali di gara per ciascuna partita della Serie A introita 8.500 euro. Per il sistema calcio la spesa effettiva è pertanto di poco meno di 100.000 euro per giornata.

Una quota marginale se si pensa ai due milioni che la Lega ha accettato di investire per il progetto Var, ma anche ai costi complessivi del mondo arbitrale per la Federcalcio, che ammontano a circa 50 milioni, somma necessaria anche per coprire i rimborsi spese e che non comprende la decina di milioni che la Figc riceve annualmente dalla Lega per raduni e preparazione tecnica, né l’investimento compiuto per costruire la ‘Var Room’ sita a Lissone, la sala centralizzata che dal 2021 ha sostituito i “cabinotti” presenti fino ad allora in ciascun stadio di Serie A.

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Crediti Immagine: Getty Images

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