Nerazzurre in pole, Benevento ok, disastro-Lazio, Juve salva in corner: i voti del calciomercato

Nerazzurre in pole, Benevento ok, disastro-Lazio, Juve salva in corner: i voti del calciomercato

Con il colpo finale di Federico Chiesa alla Juventus si è chiusa la finestra estiva di calciomercato. Andiamo a vedere chi sono i promossi e i bocciati di questa sessione più breve – e anche con meno soldi – del solito.

I voti del calciomercato estivo 2020-21: promossi e bocciati

Può una matricola come il Benevento avere una valutazione migliore della Lazio da Champions League? Sì, se si parla di campagna di rafforzamento. In questa infografica tutti i voti sulle squadre di Serie A.

Il mercato ai tempi del Covid

Nonostante le strombazzate dei media e le veline passate ad arte dalle dirigenze dei vari club, che questo sarebbe stato un mercato “povero” si sapeva con largo anticipo. I mesi di inattività, i mancati introiti da stadi e merchandising, hanno assestato un duro colpo a tutti i club. Dunque, i budget per il mercato sono stati tagliati un po’ ovunque, tranne rarissime eccezioni come ad esempio il Chelsea. I Blues hanno speso 247 milioni in questa finestra di mercato, con un saldo negativo di 171 milioni fra entrate e uscite (fonte transfermarkt.it). Tuttavia il club di Roman Abramovich è davvero una mosca bianca, in un panorama di dirigenti e manager che hanno invece dovuto industriarsi anche con la fantasia, per fare di necessità virtù.

Chi avrebbe mai creduto di vedere un Real Madrid che spende 0 euro nel mercato estivo? E se vi avessero detto che il PSG dei petrodollari si rinforza con i prestiti di Alessandro Florenzi e Moise Kean, avreste trattenuto le risate? Eppure è così, la congiuntura è da negativa a negativissima per tutti.

La Juve e il peso sottovalutato delle zavorre

Fra i tifosi juventini si è diffusa la tendenza a gettare la croce addosso a Fabio Paratici. Nel fallimento di alcuni obiettivi, sia in entrata che in uscita, il dirigente bianconero avrà senz’altro le sue responsabilità, ma non è certo lui l’unico colpevole di una serie di rinnovi “allegri” che sono stati accordati, nell’ultimo paio d’anni, a calciatori un po’ in là con gli anni. Così, quando è arrivato il lockdown, i rinnovi dei vari Matuidi, Higuain, Khedira e compagnia sono diventati macigni, vere e proprie zavorre sulla capacità di movimento dei bianconeri sul mercato.

Nel clima venutosi a creare, la Juventus è riuscita a salvarsi in calcio d’angolo con i prestiti secchi di De Sciglio, Rugani e Douglas Costa, creando con il risparmio sugli ingaggi lo spazio per dare il via all’operazione-Chiesa. Dove invece si sarebbe potuto (dovuto?) fare di meglio era nella gestione della campagna attaccanti. Pur soprassedendo sul caso-Suarez (in cui la Juve è fino al momento estranea ad ogni accusa), c’è la questione Dzeko che si sarebbe potuta gestire diversamente. E anche l’arrivo di Morata, per utile che possa essere, non poteva che venire percepito come un ripiego dell’ultim’ora, prima che come una minestra riscaldata.

Pane, prestiti e fantasia

Guardando alle formule particolarissime che vengono adottate ultimamente nei prestiti dei calciatori, si capisce come le società si stiano arrangiando come meglio possono, per fare fronte a questo momento nella speranza che le cose migliorino. Si fa sempre grande ricorso ai prestiti, ma calano quelli con diritto di riscatto e aumentano quelli onerosi e secchi (veri e propri affitti di calciatori). Le grandi società si presentano spesso in sovrannumero e si trovano costrette a sfoltire, in un modo o nell’altro. Si pensi al già citato caso del Real Madrid, che praticamente ha ceduto una intera squadra, in questa sessione di mercato.

Soprattutto, i contratti di compravendita dei calciatori che si fanno oggi somigliano molto a delle moderne cambiali. Quasi nessuno ha tanti soldi da spendere adesso, così ci si accorda in modo da poter mettere le spese a bilancio il più tardi possibile.

Quanto incide questo calciomercato sulla Serie A 2020/21?

Finite le contrattazioni, sparite le scommesse sul calciomercato (a parte il mercato degli svincolati che rimane aperto), si torna a parlare di campo. Ai nastri di partenza di questo campionato la Juventus era ancora la favorita numero 1, nelle quote sul calcio. Le prime giornate e la campagna acquisti hanno contribuito a ridefinire il quadro? Sicuramente sì per quanto riguarda l’Inter, che appare decisamente rinforzata in ogni reparto. Se il misero punto di distanza dalla Juventus dello scorso campionato va preso con le molle per le particolari condizioni in cui è maturato, ci sono buone probabilità che il gap con i campioni in carica da 9 anni sia ormai colmato.

Per quanto riguarda invece l’Atalanta la situazione è diversa: è proprio lo strapotere tecnico, tattico e fisico a imporre i bergamaschi nel novero dei primi 3 favoriti per la vittoria del campionato. Poi c’è anche la disinvoltura con cui ormai la Dea si muove sul mercato, a consolidarla come una grande “acquisita” del nostro calcio, per meriti sul campo.

Proprio quella disinvoltura che sembra aver perso la Lazio, nonostante un eccellente DS come Igli Tare. Il mancato rafforzamento dei biancocelesti, con la beffa di David Silva prima e Kumbulla soffiato dalla Roma poi, segnala la squadra di Simone Inzaghi in leggero calo nella considerazione generale.

Nei pronostici sul campionato di calcio nessuno chiedeva la luna al Milan, ma la campagna dei rossoneri è piaciuta davvero. Intorno al vecchio totem Ibra c’è una squadra giovanissima, con qualità interessanti e dalle prospettive rosee. Ci vuole pazienza ma questo sembra che la società – finalmente – l’abbia capito. La qualificazione in Champions non sarà semplice, ma è possibile.

I voti del calciomercato possono diventare realtà sul campo non solo nella lotta per lo scudetto e i posti di prestigio, ma anche nelle retrovie della classifica. In questo senso il Benevento di Inzaghi si è mosso benissimo e ci sono buone probabilità che i campani non facciano una comparsata veloce nella massima serie, come accaduto 3 anni fa.

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