Pronostici F1, GP Messico: Hamilton favorito nella tappa in altura verso il Mondiale

Pronostici F1, GP Messico: Hamilton favorito nella tappa in altura verso il Mondiale

Dopo aver vissuto ad Austin l’ennesima, spettacolare tappa del testa a testa tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, ma soprattutto il primo allungo in classifica di uno dei duellanti per il titolo, la Formula 1 è pronta per il GP del Messico, secondo dei tre appuntamenti ravvicinati nel continente americano del calendario del Mondiale 2021. Le caratteristiche della pista e della location saranno completamente diverse, ma a quattro GP dalla fine la strategia rischia di diventare una discriminante fondamentale. Ecco i nostri pronostici sulla F1.

Quote del: 28/10/2021

GP MESSICO 2021
LE QUOTE LIVE

Pronostici F1, GP Messico: dal caldo alla montagna, Hamilton fa all-in

Una settimana dopo il Gp degli Stati Uniti il Mondiale 2021 di Formula 1 si sposta di un migliaio di chilometri a sud per il GP di Città del Messico, nuovo nome di quello che fino al 2019 è stato il GP del Messico, ma sempre sulla medesima e storica pista dell’autodromo “Hermanos Rodriguez”. Ad Austin l’appassionante duello tra Max Verstappen e Lewis Hamilton potrebbe aver vissuto una tappa fondamentale e c’è curiosità per capire se il rapporto di forze si modificherà nel passaggio dal caldo del Texas, dove la Red Bull ha ribadito una superiorità ormai chiara anche alla controparte, all’altura messicana, dato che la corsa si svolgerà a oltre 2000 d’altitudine.

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Più forte del sorpasso subito dopo la partenza, Verstappen ha mostrato nervi saldi, una delle virtù che aveva spesso fatto difetto all’olandese nei primi passi della sua folgorante carriera. Ha atteso il momento giusto per tornare davanti per poi resistere con il sangue freddo dei campioni al disperato tentativo di rimonta dell’avversario che ha reso memorabili gli ultimi giri, ma che era già stato reso quasi impossibile dal geniale undercut deciso al box Red Bull. Il tutto in un circuito dove fino al 2019 la Mercedes sembrava inattaccabile e aveva quasi sempre vinto, come sa chi segue l’evolversi delle quote live sulla Formula 1.

Così, in una stagione che aveva già visto cinque avvicendamenti al vertice della classifica, il gap di 12 punti che Verstappen è riuscito a scavare su Hamilton a cinque GP dalla fine non rappresenta certo una garanzia, ma assomiglia al punto che precede il match point. Anche perché i due prossimi GP vedranno la Red Bull partire sulla carta da favorita rispetto alle Mercedes, al contrario della pista di Austin dove la scuderia di Brackley sembrava avere qualcosa in più.

GP Messico F1, Verstappen ed Hamilton alla pari nell’albo d’oro

Quella tra il Messico e la Formula 1 è la storia di un legame antico, ma che non ha mai avuto la continuità necessaria per diventare un appuntamento classico del Mondiale. Non stupisce, allora, che se la prima edizione della corsa si disputò nel lontano 1963, fino al 2019 se ne contino in totale solo 20 edizioni del GP del Messico, che ha vissuto lunghe fasi di assenza dal calendario. Fu così tra il 1970 e il 1985 e ancora addirittura dal 1993 al 2015. Lo stop forzato dovuto alla pandemia di Coronavirus ha impedito nel 2020 la disputa della sesta edizione consecutiva della corsa, che sarebbe dovuta peraltro essere la prima sotto la nuova dicitura GP di Città del Messico, sul medesimo tracciato nel quale si è sempre corso.

A conferma di come la pista sia gradita alla Red Bull c’è anche il dato statistico secondo il quale quello messicano è l’unico GP del quale Max Verstappen è già in testa all’albo d’oro, con due successi, nel 2017 e nel 2018, tanti quanti lo stesso Lewis Hamilton, vittorioso nel 2013 e nel 2019, ma anche Jim Clark, Alain Prost (uno dei quali con la Ferrari, nel 1990) e Nigel Mansell. Tutti campioni del mondo e qui i tifosi di Super Max, che qui nel 2017 trovò la seconda affermazione in carriera, tre settimane più tardi quella in Malesia, possono toccare ferro.

GP Messico F1, caratteristiche della pista e pronostico

La pista messicana, intitolata ai fratelli Ricardo e Pedro Rodriguez, il primo dei quali perito durante la prima edizione del GP, nel 1962, ha subito numerosi e sostanziali ritocchi nel corso degli anni, che hanno portato ad una drastica riduzione della lunghezza, dai 5 km iniziali agli attuali 4300 metri e all’abolizione anche di buona parte delle curve più impegnative. Difficile immaginare che a centrare il successo non sia un pilota di Red Bull o Mercedes. La scuderia austriaca sembra poter avere qualcosa in più in virtù delle caratteristiche del tracciato, che a causa dei circa 2500 metri di altitudine è destinato a stressare non poco i motori, riducendo la portata delle performances delle power unit, e a richiedere una solida tenuta dal punto di vista aerodinamico, oltre che l’individuazione degli pneumatici giusti da utilizzare e della corretta temperatura degli stessi.

Proprio in questi aspetti la Mercedes è parsa soffrire di più in stagione, ma a Milton Keynes non si fanno illusioni sulla resa delle Frecce d’Argento, che anzi nelle ultime corse hanno dimostrato di riuscire a ottenere un buon carico dal fondo delle vetture. Dopo aver valutato anche le quote aggiornate sul GP del Messico, accordiamo il nostro pronostico a Lewis Hamilton, ma solo perché negli ultimi GP si è visto un Verstappen più calcolatore e quindi magari disponibile in Messico a rischiare il meno possibile, in vista di altri circuiti non meno favorevoli alla propria Red Bull. Il duello iridato prosegue: per tutte le dritte su come scommettere sul Mondiale di F1, vi consigliamo di consultare la nostra guida apposita.

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Crediti Immagine: Getty Images

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