Parigi-Bercy 2021: sulle rive della Senna è tempo di prove generali per le Finals

Parigi-Bercy 2021: sulle rive della Senna è tempo di prove generali per le Finals

La sempre più breve stagione del tennis indoor entra nel vivo con il torneo di Parigi-Bercy. Quando a Torino è ormai tutto pronto per le Atp Finals che animeranno il mese di novembre e la passione dei fan delle scommesse sportive, nella vicina terra francese si disputa l’ultimo Masters 1000 della stagione, l’unico a svolgersi al coperto. Nella sua storica collocazione autunnale, il torneo potrebbe regalare sorprese come appena accaduto ad Indian Wells. Ma il rientrante Novak Djokovic non è d’accordo.

PARIGI-BERCY 2021
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Parigi-Bercy 2021, la presentazione

Il calendario tennistico è giunto all’ultimo Masters 1000 della stagione, quello di Parigi-Bercy, uno degli appuntamenti più “cool” della stagione, nonché il più atteso del breve calendario indoor. Si giocherà dal 30 ottobre al 7 novembre all’interno del Palazzo dello Sport di Parigi-Bercy e in palio per quasi metà dei primi dieci del seeding ci saranno punti vitali per le Atp Finals, in programma a Torino dal 14 al 21 novembre. Anche per questo sembrano esserci tutte le premesse per aspettarsi spettacolo dalla 49ª edizione del torneo che dall’ormai lontano 1968 dà lustro a Bercy, quartiere periferico della Ville Lumière che sorge sulle rive della Senna nel XII arrondissement. La novità principale rispetto a Indian Wells sarà la presenza del numero uno del mondo Novak Djokovic, al rientro dopo la cocente delusione della sconfitta nella finale degli Us Open ad opera di Daniil Medvedev che ha fatto svanire per il serbo il sogno del Grande Slam.

Parigi-Bercy 2021, Novak Djokovic guida un seeding di alto livello

Il primo obiettivo di Novak Djokovic non potrà che essere quello di saggiare le proprie condizioni quasi al termine di una stagione che si potrebbe definire irripetibile. Nonostante i suoi 34 anni, Djokovic farà di sicuro di tutto per essere competitivo ai massimi livelli anche nella prossima stagione, che già vivrà sulle incognite legate ai rientri di Rafa Nadal e Roger Federer dopo le rispettive lunghe assenze. Prima, però, c’è da chiudere al meglio il 2021, così a Parigi il serbo capirà fin dove potrà spingere le proprie ambizioni nelle Finals e nella successiva fase decisiva della Coppa Davis.

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A Bercy, Djokovic guiderà un seeding nel quale proprio Nadal insieme a Dominic Thiem sarà l’unico assente tra i primi dieci del ranking. Non mancano, tuttavia, altri motivi di interesse, legati alla voglia di riscatto di Daniil Medvedev, testa di serie numero due, campione uscente a Parigi e reduce dalla delusione di Indian Wells, sentimento che accomuna il russo a Stefanos Tsitsipas e Alexander Zverev, numeri tre e quattro del seeding, tutti incapaci di sfruttare in California l’assenza di Djokovic. Chissà che il ritorno del Re non restituisca ai suoi eredi più accreditati quelle motivazioni forse svanite inconsciamente in assenza del rivale da battere…

Parigi-Bercy story: quel torneo sempre snobbato dai big

Il feeling tra Djokovic e i campi del Palazzo dello Sport di Bercy del resto è noto da tempo, consacrato dai quattro successi conquistati nelle ultime nove edizioni del torneo, tra il 2013 e il 2015 e poi nel 2019, che fanno del serbo il primatista solitario nell’albo d’oro. La storia parigina di Nole, che in Francia conta anche una finale persa, a sorpresa nel 2018 contro il russo Khachanov, rappresenta un’eccezione nella storia di un torneo che è per tradizione il più “pazzo” nel calendario dei Masters 1000, forse per la sua collocazione ad autunno inoltrato quando la stagione degli Slam è ormai conclusa da tempo o piuttosto per essere l’unico a svolgersi su campi indoor.

Tant’è, Parigi-Bercy ha spesso regalato sorprese, tra vincitori inattesi poi incapaci di confermarsi ad alti livelli dopo quell’exploit, dallo stesso Khachanov alla meteora Jack Sock, doppista di successo che pescò il jolly nel 2017, e big mai troppo performanti. Si pensi che nelle prime undici edizioni del torneo si registrarono dieci vincitori differenti o al fatto che Rafa Nadal non ha mai vinto da queste parti e che Roger Federer c’è riuscito solo in un’occasione, nel 2011. Parziale eccezione Boris Becker, secondo nell’albo d’oro grazie ai tre trionfi a Parigi, tanti quanti Marat Safin.

Parigi-Bercy 2021, il pronostico

Il torneo di Parigi-Bercy si svilupperà nell’arco di una sola settimana, con finale in calendario per il 7 novembre. Un aspetto che differenzia il torneo francese da quello di Indian Wells, unico Masters 1000 insieme a quello di Miami a snodarsi su due settimane, e che non può essere trascurato in sede di pronostico. Così, immaginare che anche questa volta la spunti un nome inatteso non è certo utopia.

Tra i più motivati ci saranno Casper Ruud, Hubert Hurkacz, Cameron Norrie, Jannik Sinner e Félix Auger-Aliassime, a caccia di punti per la Race che assegnerà gli ultimi due posti per le Atp Finals. In questo senso la precoce eliminazione subita da Hurkacz nell’Atp 500 di Vienna ad opera di Andy Murray fa il gioco di un Sinner in gran forma, reduce dal trionfo ad Anversa e dalla prima convocazione in Coppa Davis. Il talento di San Candido, che in stagione ha già raggiunto la finale di un Masters 100, perdendo a Miami proprio contro Hurkacz, sarà motivato a fare più strada possibile a Parigi, ma per la vittoria finale, dopo aver dato un occhio alle nuove quote di oggi sul tennis, ci fidiamo della voglia di riscatto di Djokovic. Naturalmente, se siete neofiti e volete capirci qualcosa di più su come funzionano le scommesse sul tennis, vi consigliamo di consultare la nostra guida.

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Crediti Immagine: Getty Images

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