Zverev-Thiem, finalmente: analisi, quote e pronostico della finale US Open

Zverev-Thiem, finalmente: analisi, quote e pronostico della finale US Open

Dominic Thiem e Alexander Zverev sono stati da tempo battezzati come possibili successori del trio di mostri Federer-Nadal-Djokovic. Tuttavia, la persistenza ad altissimi livelli dei succitati campioni ha ritardato l’esplosione dei due e di altri giovani talenti nei tornei che contano, ovvero quelli del Grande Slam. La storia dice infatti che, prima di questo Open degli Stati Uniti, per mai nessun tennista nato negli anni ’90 era riuscito a vincere uno Slam. L’incantesimo si rompe domani sera, quando Zverev-Thiem ci consegnerà il primo nome per questo elenco ancora vuoto. Ecco analisi, quote e pronostico di questa finale che è già un classico del tennis odierno.

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Pronostici US Open, la finale del singolare maschile

Alexander Zverev vs Dominic Thiem (17:15 ora italiana)

Tecnicamente sarà il loro decimo scontro diretto, ma per entrambi si tratta di una sorta di battesimo. O meglio, per Sascha Zverev è la prima finale in un torneo del Grande Slam, nel vero senso della parola. Per Dominic Thiem si tratterà invece della quarta volta a un ultimo atto di uno Slam. Tuttavia sarà anche per lui una prima volta, ovvero la prima volta che la affronterà da favorito. Nelle prime tre occasioni infatti aveva sbattuto contro l’ingiocabile Nadal a Parigi (2018 e 2019) e contro l’immortale Djokovic a Melbourne (2020). Le speranze di vittoria del 27enne austriaco sono stavolta molto superiori, anche – ma non solo – per i precedenti a cui accennavamo prima.

Nelle 9 occasioni precedenti Thiem ha vinto ben 7 volte. Tuttavia gli ultimi due scontri diretti fra i due sono quelli da guardare con maggior attenzione. In semifinale delle ATP Finals del dicembre scorso si impose Thiem in due set. Sempre in semifinale ma all’Australian Open, poco più di un mese dopo, ancora un successo Thiem in 4 set. Ora spieghiamo perché sono proprio questi, i precedenti di Zverev-Thiem da tenere d’occhio.

La crescita di Thiem

Nella primavera del 2019 Dominic Thiem annunciava l’ingaggio di Nicolas Massu come coach. Il cileno, professionista ad ottimi livelli nei primi anni 2000 (una semi al Roland Garros e 2 medaglie olimpiche, tra i suoi migliori risultati), è il vero segreto dietro al salto di qualità dell’austriaco. Thiem ha sempre avuto ottimi colpi di rimbalzo, in particolare un rovescio bello ed efficace, ma eseguiti con una impostazione tipica da terra battuta e movimenti molto ampi. Questo elemento ha avuto a lungo un certo peso negativo sul rendimento di Thiem sulle superfici veloci. La ragione è abbastanza intuitiva: sulle superfici veloci (cemento, sintetici vari, erba) il rimbalzo della palla è più basso che sulla terra battuta, dunque dei movimenti molto ampi possono essere un ostacolo, per estrarre il massimo da potenza ed efficacia dei propri colpi. Qui è intervenuto Massu, che ha accorciato i movimenti dei colpi di Dominik. I risultati si sono visti, eccome: la credibilità di Thiem è cresciuta moltissimo anche sul veloce.

La “follia” di Zverev

Sascha Zverev è un tennista problematico, un potenziale campione che però ha sempre avuto limiti. Sicuramente non problemi fisici, visto che atleticamente Zverev è una sorta di prototipo del tennista moderno. Neanche problemi tecnici, poiché il talento nel colpire la palla non gli è mai mancato. I problemi di Sascha sono sempre stati tattici, ma soprattutto mentali. La gestione dei momenti difficili della partita è sempre stata un grosso problema, così come una certa difficoltà ad adattare le strategie di gioco all’avversario di turno. Nell’ultimo paio d’anni, poi, il tedesco ha avuto problemi nella vita privata che per un certo periodo hanno anche messo a rischio il prosieguo della sua carriera. Zverev era quasi disinteressato al tennis, perdeva partite “imperdibili” senza battere ciglio.  La fine di una relazione e la causa in tribunale con il suo ex manager sono state le ragioni dietro a tale crisi, che oggi sembra definitivamente alle spalle.

Non è alle spalle la “follia” di Sascha, e l’incredibile semifinale vinta con Carreno Busta ne è una sorta di radiografia. Per due set Zverev è stato in totale balia del suo avversario, sembrava stesse solo aspettando il “gong” per andare da qualche parte a nascondersi. Poi lo spagnolo ha colpevolmente allentato la morsa, dando modo a Zverev di riprendere un filo di fiducia. I colpi hanno iniziato a girare mentre quelli di Carreno andavano fuori oppure a morire sulla rete.

Il match è dunque girato e Zverev non si è voltato più indietro, ma non gli chiedete di amministrare un vantaggio. Al quinto set, avanti di un break ma sempre con qualche problema con la seconda palla di servizio, Sascha ha trovato un rimedio quantomeno originale: servire delle seconde sopra i 200 orari…

Così, forse senza sapere neanche lui come sia potuto succedere, per la prima volta in carriera il tedesco recupera due set di svantaggio. Soprattutto, per la prima volta in carriera è in finale in un torneo del Grande Slam. L’ultima volta per un tedesco risale al 1995 (Michael Stich), l’ultima – e unica – vittoria al 1989 (Boris Becker). L’ eventuale vittoria di Zverev passa da una capacità di tenere a bada la pressione, che ha letteralmente divorato Sascha nei primi due set contro Carreno, e in altre grandi occasioni simili che il tedesco ha finora perso.

Zverev-Thiem, come sono arrivati in finale

ZVEREV

1T: Kevin Anderson 7-6(2), 5-7, 6-3, 7-5
2T: Brandon Nakashima 7-5, 6-7(8), 6-3, 6-1
3T: Adrian Mannarino [32] 6-7(4) 6-4, 6-2, 6-2
4T: Alejandro Davidovich Fokina 6-2, 6-2, 6-1
QF: Borna Coric [27] 1-6, 7-6(5), 7-6(1), 6-3
SF: Pablo Carreno Busta [20] 3-6, 2-6, 6-3, 6-4, 6-3

THIEM

1T: Jaume Munar 7-6(3) 6-3 RET
2T: Sumit Nagal 6-3, 6-3, 6-2
3T: Marin Cilic [31] 6-2, 6-2, 3-6, 6-3
4T Felix Auger-Aliassime [15] 7-6(4), 6-1, 6-1
QF: Alex De Minaur [21] 6-1, 6-2, 6-4
SF: Daniil Medvedev [3] 6-2, 7-6(7), 7-6(5)

Zverev ha quasi sempre faticato, tranne che nel match contro Davidovich Fokina e in quello contro Mannarino, tolto il primo set. In questi numeri c’è un po’ la sintesi di Sascha, capace di mettersi (da solo) in difficoltà praticamente contro chiunque. La novità, proprio di ieri, è l’essere riuscito a tirarsi fuori dai guai da solo.

Thiem ha perso un solo set, ma ad impressionare del suo cammino è il crescendo di rendimento, fino all’impresa di non lasciare nemmeno un set all’altro grande favorito del torneo, Daniil Medvedev.

Dominic vs Sascha, che partita sarà

I due non solo si conoscono, ma sono molto amici al di fuori del campo da gioco. Al di là dei dettagli tecnici, Thiem ha sempre mostrato di avere maggiore convinzione nei propri mezzi, e questo è cresciuto vertiginosamente nell’ultimo anno. Inoltre Thiem è molto più fresco. Ma cerchiamo di quantificare questo dato, che può giocare un ruolo importante anche se stiamo parlando di due giovani atleti professionisti, nel pieno del loro vigore fisico.

La fatica

Per arrivare in finale Zverev dovuto giocare 24 set e 236 game, rimanendo in campo per un totale di 17 ore e 16 minuti. Per raggiungere lo stesso risultato Dominic Thiem ha avuto bisogno di 18 set e 168 game, rimanendo in campo per un totale di 13 ore e 28 minuti. Quasi 4 ore di tensione agonistica in meno possono essere un fattore? Difficile da dirsi, ma vista la prolungata inattività del circuito e la strabordante condizione mostrata da Thiem, è meglio tenerne conto.

Il primo set

Guardando all’ultimo precedente tra i due, che è poi quello più adatto a un confronto perché trattavasi della semifinale Australian Open 2020, Zverev aveva scelto di partire in maniera molto aggressiva, come gli era riuscito di fare in altre occasioni contro l’amico-rivale. Il tedesco aveva così portato a casa il primo set, ma la maggiore prontezza di Thiem ad affrontare i momenti cruciali del match aveva fatto poi la differenza. Non è da escludere che un copione del genere si possa ripetere domani sera.

Questi sono gli scenari che ci sembrano più probabili e credibili, per un match che rimane un caso unico: nessun torneo del Grande Slam si è mai disputato senza pubblico, e con le difficoltà globali che ha dovuto affrontare questo US Open. Chiunque vinca domani, si tireranno fuori i nomi dei grandi assenti (Federer e Nadal) e l’inopinata squalifica di Djokovic. Diciamo subito che saranno polemiche senza molto senso, poiché gli assenti hanno proverbialmente ragione. I big 3 hanno finora lasciato le briciole, ma proprio per questo la finale di domani è un’occasione da non perdere: chi uscirà vincente da questo Zverev-Thiem potrà pretendere, a ragion veduta, di non venire più considerato un “perdente di successo”.

Zverev-Thiem, quattro quote per la finale

Abbiamo preparato quattro tipologie di scommessa per questa partita, in base ai vari scenari che potrebbero crearsi. Le quote sono ordinate dalla meno rischiosa a quella più alta.

Thiem vince 3-0 o 3-1  —> quota 1,44

Zverev vince più di un set  —> quota 2,60

Zverev vince il primo set  —> quota 2,90

Thiem vince 3-1  —> quota 3,60

Per ovvie ragioni non è possibile giocare questi consigli in multipla (fanno parte della stessa partita). Ricordiamo di scommettere sempre con raziocinio e per puro divertimento, senza mettere in gioco cifre che ci possono togliere la tranquillità. Per saperne di più, c’è la nostra interessante guida su come scommettere sul tennis.

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