Napoli-Juventus: 50 anni di rivalità in numeri e statistiche, alla vigilia del match dell'11 settembre

Napoli-Juventus: 50 anni di rivalità in numeri e statistiche, alla vigilia del match dell’11 settembre

Cinquant’anni di rivalità calcistica spesso tracimata in territori extra-sportivi, cinquant’anni di storie indimenticabili ed eroi dei due mondi, capaci di vincere e far sognare entrambe le fazioni, ma non sempre capaci di farsi perdonare il cambio di casacca. Il tutto alla vigilia di un Napoli-Juventus più incerto che mai e già decisivo, soprattutto per i bianconeri.

Quote del: 09/09/2021

Fischio d’inizio: sabato 11 settembre, ore 18.00

Sede: Stadio Diego Maradona, Napoli

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Napoli-Juventus, una rivalità lunga mezzo secolo

La narrativa della rivalità tra Napoli e Juventus, che è e dovrebbe restare sempre rigorosamente una storia di calcio, ci ha abituato a sconfinamenti quasi sempre inopportuni in territori alieni allo sport. Nord contro Sud, Savoia contro Borboni, ricco contro povero, chi vince quasi sempre contro chi non vince quasi mai. Una mitologia complessa che il calcio, come spesso accade, ha saputo incarnare e rappresentare, a volte sdrammatizzando, a volte esacerbando conflitti storico-culturali che meriterebbero altre riflessioni in altri consessi.

L’antagonismo sportivo tra queste due squadre, l’unico di cui dovrebbe importarci, nasce nella sua forma moderna poco meno di cinquant’anni fa. Era il 6 aprile del 1975 e Juventus-Napoli, con le due squadre separate da due punti nonostante il match d’andata al San Paolo fosse stato vinto dai bianconeri per 6-2, valeva uno scudetto: per i bianconeri sarebbe stato il 16esimo, per il Napoli il primo. Il match fu vinto dalla Juve per 2-1 e il gol-partita, che poi valse virtualmente il titolo, fu segnato nel finale dal 37enne José Altafini, che pugnalò al cuore la squadra in cui aveva militato per 7 anni meritandosi l’appellativo di core ‘ngrato. E per fortuna che all’epoca ancora non si parlava di quote sul calcio, o sarebbero stati  dolori.

Il secondo capitolo della rivalità tra i due club fu anche probabilmente il più entusiasmante. Erano i ruggenti anni Ottanta, quelli della Serie A come NBA del calcio, in cui militavano praticamente tutti i più grandi campioni del mondo. Tra questi, l’aristocratico Le Roi Michel Platini a Torino, e il Masaniello Diego Maradona a Napoli. Il meglio del meglio. Il primo round lo vinse… il Verona, incredibile campione d’Italia nella storica stagione 1984-85, con la Juve solo sesta e il Napoli addirittura ottavo. L’anno successivo fu la volta della Juventus, ma già era nell’aria un passaggio di consegne: la punizione a due a giro dall’interno dell’area con cui Maradona superò Tacconi, regalando la vittoria al Napoli nello scontro diretto del novembre 1985, è da allora uno dei gesti tecnici più iconici di questo sport. Poi arrivò Mexico ’86, il Mondiale che consegnò Diego alla leggenda quasi quanto il campionato successivo, quello con cui il Pibe de Oro regalò al Napoli il primo, sospiratissimo, meritatissimo scudetto. Prima di fare il bis nel 1990, in modo più turbolento, ma l’avversario ormai si chiamava Milan.

Gli anni recenti

Dopo un ventennio di requie, dovuto principalmente alla sparizione de facto del Napoli dal calcio che conta, la rivalità ha ripreso fiamma negli ultimi anni, con la presidenza De Laurentiis da una parte e quella di Andrea Agnelli dall’altra. Due che, peraltro, non si amano troppo nemmeno personalmente, e che non hanno mai lesinato frecciate e provocazioni (“A volte capita che qualcuno ti scippi lo scudetto”, ha giusto dichiarato il presidente azzurro, e chissà a chi si riferiva).

Gli episodi, a questo proposito, sono numerosi e impossibili da riassumere tutti in un paragrafo. Dallo “scippo” di Gonzalo Higuain, il capopopolo azzurro passato a vincere in maglia bianconera, alla clamorosa rimonta grazie alla quale la Juve si prese anche lo scudetto 2015-16. O lo “scudetto perso in albergo” (Sarri dixit) del 2018, quando il Napoli, che aveva appena espugnato Torino con un gol allo scadere di Koulibaly, si fece inusitatamente battere dalla Fiorentina dopo che i bianconeri avevano vinto contro l’Inter a San Siro segnando due reti negli ultimi minuti (il 3-2 fu firmato, manco a dirlo, da Higuain). E, per concludere, all’imbarazzante vicenda dello Juventus-Napoli dello scorso campionato, rinviato a causa COVID-19 e poi rigiocato ad aprile, dopo un 3-0 a tavolino e una penalizzazione di 1 punto prima affibbiate e poi revocate al club partenopeo.

Napoli-Juventus, quote e pronostico

Tornando alla strettissima attualità, Napoli-Juventus impone una seria analisi delle scommesse sulla Serie A per poter immaginare un pronostico concreto. Guardando la classifica, infatti, verrebbe da puntare tutto sulla squadra di Luciano Spalletti, che in due giornate ha già raccolto 5 punti in più di una Juventus partita in modo disastroso e ferita dall’addio improvviso al totem Ronaldo. D’altra parte, e a Napoli lo sanno meglio di tutti, Allegri era partito malissimo anche nel 2015-16, per poi concludere comunque sul trono. Mai sottovalutare l’orgoglio dei vecchi campioni. I precedenti al San Paolo in Serie A raccontano di un sostanziale equilibrio, con 25 vittorie azzurre, 23 bianconere e 27 pareggi. Includendo anche la Serie B, il pareggio resta il risultato più frequente tra le due squadre: ben 28 le X quando la gara si è disputata a Napoli.

Le molte assenze e l’importanza della posta in palio suggeriscono un risultato di parità altamente probabile dopo i primi 45′ (a questo proposito, qui trovate la guida su come scommettere sui primi tempi). Equilibrio che potrebbe tuttavia venir spezzato dalla questione dei nazionali sudamericani di rientro (forse?) poche ore prima dell’inizio della gara. La Juve ne conta cinque tra i titolari – Dybala, Cuadrado, Bentancur, Danilo e Alex Sandro – il Napoli nemmeno uno. Anche fossero tutti cooptabili, in che condizioni saranno? Potranno reggere tutti i 90′?

E questo, unito al recupero di Osimhen (revocato un turno di squalifica), potrebbe fare tutta la differenza del mondo. Consigliamo una vittoria di misura per i partenopei, che potranno così centrare per il secondo anno consecutivo un tris di successi al pronti-via in Serie A.

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Crediti Immagine: Getty Images

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