uno dei giocatori coinvolti nel caso delle plusvalenze
uno dei giocatori coinvolti nel caso delle plusvalenze

Plusvalenze Juventus, dopo la “carta Ronaldo” si cerca la “carta Mandragora”

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La Procura di Torino vuole vederci chiaro nei rapporti tra la Juventus e l’Udinese. Si sospetta l’esistenza di un nuovo documento relativo ai trasferimenti di Rolando Mandragora.

Il caso delle plusvalenze fittizie che sta interessando la Juventus da qualche mese a questa parte sta diventando sempre più complicato. La Procura di Torino sta monitorando anche i rapporti tra la Vecchia Signora e l’Udinese. In particolare, per quanto riguarda il trasferimento del centrocampista Rolando Mandragora, oggi in forze alla Fiorentina, ma che nel 2018 la Juve aveva ceduto ai friulani con diritto di recompra, poi effettivamente esercitato.

Lo stesso giocatore e il padre, che al tempo era il suo procuratore, sono stati chiamati a fornire la loro versione dei fatti insieme al vicepresidente dell’Udinese Stefano Campoccia e a Maurizio Lombardo, ex dirigente della Juventus. Invero, le indagini sulla Juventus sarebbero già terminate: il nuovo “caso Mandragora” si configura perlopiù ad una contestazione suppletiva. Una pratica regolarmente ammessa nel tempo che intercorre tra una richiesta di rinvio a giudizio e un’udienza preliminare. I magistrati Marco Gianoglio, Mario Bendoni e Ciro Santoriello sono insospettiti da una mail risalente al 10 luglio 2020 nella quale Claudio Chiellini, fratello di Giorgio e allora dirigente a capo dell’area prestiti della Juve, alludeva a debiti nei confronti di altre società. L’Udinese aveva acquistato Mandragora per 20 milioni di euro, comportando per la Vecchia Signora una plusvalenza di quasi 14 milioni.

Sebbene il giocatore fosse rimasto vittima di un grave infortunio, la Juventus decise comunque di riprendere possesso del suo cartellino. Mandragora andò poi in prestito alla stessa Udinese. Oggi il diritto di recompra non è più concesso, ma all’epoca permise alla Juve di inserire a bilancio una plusvalenza. L’intento della Procura è quello di scoprire se in realtà non ci fosse un obbligo mascherato nell’acquisizione di Mandragora. Un accordo legato magari ad una partnership tra le due società bianconere. Così come quella riferita a Cristiano Ronaldo, potrebbe esistere una “carta Mandragora”.

L’Inchiesta Prisma potrebbe aprire quindi nuovi scenari, che saranno analizzati maggiormente nel dettaglio in occasione dell’udienza del 27 marzo. Stando alle ipotesi investigative, nel bilancio del 2019 la Juventus avrebbe immesso una plusvalenza invece di un debito di 26 milioni. Come se non bastasse, a far storcere il naso sono anche alcune operazioni svolte con l’Atalanta: si parla di scritture private per 14,5 milioni di euro, che non sono stati inseriti nel bilancio. Gli impegni di riacquisto non ufficializzati riguardano i calciatori Federico Mattiello, Simone Muratore, Mattia Caldara e Cristian Romero. Per il club di via Druento il rischio è quello di indispettire ulteriormente la FIGC dopo aver già subito una penalizzazione di 15 punti nella classifica del campionato in corso.

Crediti immagine: Getty Images

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