GP Monza 2021: nel tempio della velocità tra leggende e carneadi

GP Monza 2021: nel tempio della velocità tra leggende e carneadi

Il Weekend è arrivato. Maiuscola d’uopo per introdurre il Gran Premio d’Italia di Formula 1, ovvero l’evento più atteso dell’anno dagli appassionati italiani di motori. Perché in un 2021 che promette di essere irripetibile, con la disputa di ben quattro GP nel Belpaese tra MotoGP e F1, l’evento principe resta quello in programma sul circuito di Monza, per il carico di storia che esso porta con sé e per la passione travolgente che trasuda dagli spalti. Passione che quest’anno potrà sprigionarsi di nuovo grazie al ritorno del pubblico dopo la malinconica edizione del 2020 a porte chiuse. Neppure quest’anno i tifosi potranno godersi una Ferrari vincente, ma la tappa potrebbe essere decisiva nel testa a testa per il Mondiale tra Max Verstappen e Lewis Hamilton.

Quote del: 07/09/2021

Partenza: domenica 12 settembre, ore 15.00

Circuito: Autodromo Nazionale di Monza, Monza (Italia)

GP ITALIA 2021
LE QUOTE AGGIORNATE

GP Italia 2021, quel circuito così poco italiano

Gli almanacchi riportano impietosamente che un pilota italiano non vince il Mondiale di Formula 1 dal 1953, anno del secondo e ultimo alloro di Alberto Ascari, e che in epoche recenti nessun connazionale del mito che guidò Ferrari, Maserati e Lancia è mai stato in corsa per il titolo. Non è diversa la storia del GP d’Italia, che conta appena tre successi italiani, nelle prime edizioni del Mondiale di F1 tra il 1950, con Nino Farina, e il ’52, con la doppietta dello stesso Ascari.

Eppure, l’Italia resta una delle culle dei motori e della Formula 1 in particolare, se si pensa che quello d’Italia è il GP disputato più volte nella storia della Formula 1, anche prima dell’istituzione del Campionato del Mondo. Quella del 2021 sarà l’edizione numero 81. Ottantasei di queste si sono svolte presso l’autodromo nazionale di Monza, che può a ben diritto essere ritenuto una delle culle dello sport motoristico a due (qui si è corso il GP delle Nazioni del MotoMondiale tra il 1949 e il ’68) e soprattutto quattro ruote.

Albo d’oro di Monza, tra miti e carneadi

Se si vuole trovare un punto in comune tra la stragrande maggioranza dei piloti del Mondiale 2021 di Formula 1 questo è la predilezione per la pista di Monza. In tanti hanno un ricordo particolare che li lega al circuito brianzolo, che sia quello di un vittoria memorabile, del debutto in F1 o del primo successo. Questo nonostante per i miti della Formula 1 la gara di Monza sia stata spesso amara, se è vero che nessun altro dei circuiti del Mondiale presenta un albo d’oro così lungo, con tanti piloti capaci di trionfare almeno una volta e solo tre in grado di vedere per primi la bandiera a scacchi in più di tre occasioni. Tra questi Lewis Hamilton, che nell’anno dell’assalto al record dell’ottavo Mondiale della carriera potrà provare a staccare Michael Schumacher come numero di successi a Monza: cinque a testa per il momento, con Nelson Piquet a quattro.

Proprio il brasiliano è stato il protagonista degli anni ’80, con tre successi più quello del 1980 nell’unica edizione del GP d’Italia nei tempi recenti disputata a Imola. Il tutto nel decennio caratterizzato dal dualismo Prost-Senna: il francese ha vinto tre volte a Monza, mentre appena due sono stati i successi del grande Ayrton, che il circuito brianzolo ha sempre faticato a digerirlo avendo dovuto aspettare addirittura il 1990 per raccogliere il primo trionfo.

Così, se per molti grandi è stato difficile passare dai rettifili da percorrere col piede sull’acceleratore alle decelerazioni di Lesmo, Roggia e Parabolica, la storia di questa corsa è piena di eroi per un giorno, o quasi. Parliamo, cioè, di piloti mai in lizza per un Mondiale, ma in grado di trovare un feeling unico con questa pista, per la gioia degli amanti delle scommesse sportive. Si pensi a Clay Regazzoni e a Juan-Pablo Montoya, vincitori di appena cinque e sette GP in carriera, due dei quali a testa a Monza, dove hanno fatto festa per una volta anche Johnny Herbert e Heinz-Harald Frentzen, che di corse in carriera ne hanno vinte appena tre.

Il perché di un elenco di vincitori così eterogeneo può essere ritrovato nelle caratteristiche del circuito, tra i più veloci e i meno tecnici del Circus. Il GP d’Italia, che chiude l’inedito trittico di corse racchiuse in appena tre settimane, si distacca significativamente dal tracciato di Zandvoort tornato ad ospitare il Gran Premio d’Olanda dopo 36 anni di assenza, e anche da quello del Belgio. Quelle di Spa-Francorchamps e Monza sono piste storicamente “gemelle” per i lunghi rettilinei che li contraddistinguono, ma la differenza sostanziale è che se quello delle Ardenne è un circuito nel quale alla varietà di curve e rettilinei si affiancano parti mozzafiato di salite e discese, i quasi 6 km della pista di Monza, per la precisione 5793 metri, si caratterizzano per i rettifili lunghissimi alternati a curve impegnative che richiedono decelerazioni significative.

Questo vale per il primo settore, composto di fatto da due rettilinei uniti da una variante, e per il terzo, dove le curve a unire i rettilinei sono due, la Ascari e la Parabolica, che immette sul traguardo. In mezzo il settore centrale, quello più tecnico e quindi l’unico nel quale la differenza la potranno fare le qualità del pilota. E non solo, come in apertura e in chiusura del tracciato, la potenza della Power Unit, il bilanciamento in frenata e la temperatura delle gomme, sebbene proprio a causa delle velocità mediamente basse che si raggiungono in curva gli pneumatici sono sollecitati molto meno rispetto ad altri circuiti, da qui la ricorrente strategia comune di un solo pit stop. Nella variante della Roggia e nelle due curve di Lesmo saranno decisivi l’abilità della guida nel tenere a bada vetture che dovranno bilanciare la velocità e il carico aerodinamico, elemento comunque quest’ultimo molto meno importante a Monza rispetto ad altri GP.

GP Monza 2021, le tante gioie targate Ferrari

Anche Sebastian Vettel ha nel cuore il circuito di Monza: proprio in Brianza, infatti, il pilota tedesco ha raccolto il primo successo in F1, ad appena 21 anni nel 2008 con la Toro Rosso, l’antenata di quell’AlphaTauri portata al trionfo nel 2020 da Pierre Gasly. Vettel si sarebbe poi ripetuto nel 2011 e nel 2013 con la Red Bull, mancando però con la Ferrari la possibilità di diventare il primo pilota capace di vincere la corsa alla guida di tre monoposto diverse.

La Rossa resta la scuderia con più vittorie a Monza, ben 19, nonostante il decennio nero con una sola affermazione dal 2010 ad oggi, quella di Charles Leclerc nel 2019. Tanti i successi indimenticabili della Ferrari, dai due di Regazzoni ai cinque di Michael Schumacher, passando per quello del 1979 di Jody Scheckter, fondamentale per la conquista del Mondiale da parte del sudafricano. Indimenticabile anche la storica doppietta Berger-Alboreto del settembre 1988, poche settimane dopo la scomparsa di Enzo Ferrari. Monza, al pari di diversi altri circuiti, è stato però anche teatro di gravi incidenti, come quello nel quale perse la vita nel 1978 Ronnie Peterson, che in Italia vinse due anni prima di perire nel rogo della propria Lotus, causato dallo scontro con altre vetture a propria volta originato dallo start anticipato dato per errore alla corsa.

GP Italia 2021, quote e pronostico: Hamilton vuole tornare a ruggire

Quest’anno sarà la volta buona per un’altra vittoria a sorpresa? Dopo Leclerc e Gasly ci sarà spazio per un altro outsider? Mai dire mai, anche se il dato statistico secondo il quale solo 10 podi su 39 in stagione sono sfuggiti a Mercedes e Red Bull fa pensare che il 2021 possa essere l’anno della “restaurazione” e che a vincere sarà uno dei duellanti per il titolo mondiale. A questo proposito, la nostra guida su come scommettere sulla Formula 1 si rivela quanto mai preziosa.

Detto dei cinque successi di Hamilton, chi per il momento non ha mostrato un gran feeling con il GP d’Italia è Max Verstappen. L’olandese della Red Bull, che quest’anno ha colto a Imola la prima vittoria della stagione, ha corso a Monza in sei occasioni, non andando mai oltre il quinto posto. La superiorità della Red Bull vista in Belgio e in Olanda in qualifica come in prova porterebbe a considerare Verstappen favorito anche in questa occasione, ma va ricordato che nell’era ibrida il dominio della Mercedes è stato quasi totale e che il weekend monzese sarà caratterizzato dalla presenza della Sprint Qualifying, già vista a Silverstone. Una vera e propria gara nella gara, che assegnerà punti per la classifica e stresserà i motori.

In Inghilterra Verstappen si aggiudicò la gara sprint per poi doversi ritirare nel GP a causa del famoso contatto con Hamilton, che trionfò. Le quote sulla Formula 1 vedono favorito Lewis Hamilton a due volte la posta tanto per la Corsa Sprint che per il GP vero e proprio, con Verstappen a ruota rispettivamente a 2,10 e a 2,20. Il “tarlo” della Power Unit montata dalla Red Bull in Belgio, l’ultima prima di evitare un’eventuale, pesantissima penalità, può far pensare che in un circuito nel quale potenza e velocità conteranno tantissimo la scuderia austriaca possa attuare una strategia più conservativa subito dopo aver riconquistato il primato della classifica piloti. Hamilton non chiede di meglio per tornare a ruggire.

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Crediti Immagine: Getty Images

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