Parigi Roubaix 2022

Parigi-Roubaix 2022: Mathieu Van der Poel insegue la leggenda, Ganna vuole stupire tutti

Il ritorno dell’Inferno a primavera. Dopo l’inedita collocazione autunnale del 2021, la Parigi-Roubaix 2022 torna per l’edizione numero 119 della storia a disputarsi ad aprile. L’assenza forzata dell’ultimo vincitore, Sonny Colbrelli, è l’unica brutta notizia per una corsa che ritroverà finalmente il calore dei tifosi a bordo strada.

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Parigi-Roubaix 2022, la presentazione

Al pari di molte altri eventi sportivi, dopo due anni fortemente condizionati dalla pandemia di Coronavirus la Parigi-Roubaix registra nel 2022 il ritorno alla normalità. Dopo la cancellazione del 2020 e dopo l’inedito spostamento ad ottobre del 2021, l’edizione numero 119 della regina delle Classiche del Nord torna nella sua storica collocazione primaverile, seppur non nel suo spazio classico della seconda domenica di aprile: per evitare la contemporaneità con le Presidenziali francesi, infatti, si è deciso di scambiare le date dell’Amstel Gold Race e della Roubaix, che cade quindi nel giorno di Pasqua.

Parigi-Roubaix 2022, il percorso e i punti chiave: da Arenberg al Carrefour de l’Arbre  

Il percorso della Parigi-Roubaix 2022 non ha subito modifiche rispetto al 2021. Immutata la partenza da Compiégne, così come la distanza complessiva di 257,2 km e pure i chilometri da affrontare in pavé, che restano 55 suddivisi in 30 settori. Dopo il consueto centinaio di chilometri di “riscaldamento”, la corsa entrerà nel vivo con il primo tratto in pavé, quello di Troisvilles.

 

Come sempre la corsa si deciderà negli unici tre settori indicati con cinque stelle, che rispondono ai numeri 19, 11 e 4: la selezione inizierà sui 2300 metri della Foresta di Arenberg e proseguirà a 40 km dal traguardo lungo i tre chilometri del Mons-en-Pévèle. A questo punto della gara le possibilità rimaste per ribaltare la situazione che si sarà creata in testa saranno due: il settore numero 5, Campin-en-Pévèle, noto per essere quello che precede i 2100 metri di lunghezza del mitico Carrefour de l’Arbre, e poi… l’ultimo passaggio a livello del percorso, ostacolo finale verso la gloria nel velodromo di Roubaix, sulla cui pista da 330 metri circa si entrerà a 800 metri dal traguardo.

Parigi-Roubaix story: la Pasqua di gloria di Servais Knaven

Nel nuovo millennio la Roubaix si è disputata il giorno di Pasqua in quattro occasioni, nel 2001, nel 2004, nel 2009 e nel 2012. In due di queste edizioni a vincere fu Tom Boonen, il primatista di successi insieme a Roger De Vlaeminck: quattro a testa, sui 57 totali di un Belgio dominatore dell’albo d’oro, con Francia e Italia rispettivamente a quota 28 e 14 vittorie.

A proposito di Italia, in due delle edizioni sopra citate un azzurro è finito sul podio, sulle cinque complessive negli ultimi 22 anni: Filippo Pozzato secondo nel 2009 e Alessandro Ballan terzo nel 2012, ultimo italiano tra i primi tre prima dell’impresa di Colbrelli.

Solo sei i successi olandesi, ma attenzione al penultimo, che risale proprio alla Pasqua del 2001, quando a sorprendere tutti fu Servais Knaven, uno che il proprio posto nella storia della Roubaix ce l’ha già, essendo riuscito a completare sedici edizioni consecutive della corsa, tante quante il recordman Raymond Impanis. Quel giorno Knaven, mai davvero competitivo nelle Classiche, seppe approfittare della sfortuna del proprio capitano Johan Museeuw, uno che da queste parti ha vinto tre volte, ma che fu bloccato da ben cinque forature. 

Parigi-Roubaix 2022, quote, partecipanti, favoriti e pronostico

Le quote live andranno monitorate con attenzione, per cogliere eventuali opportunità derivanti dall’andamento della gara. E per scoprire come scommettere live sul ciclismo vi rimandiamo alla nostra guida apposita. In La sensazione è che il digiuno olandese che dura dal 2014, anno del trionfo di Niki Terpstra, sia prossimo a spezzarsi, perché il grande favorito del 2022 è proprio neerlandese e risponde al nome di Mathieu Van der Poel. Dopo essere stato beffato da Colbrelli nel 2021, il nipote di Raymond Poulidor si presenterà in forma smagliante dopo il trionfo al Fiandre e deciso a fare una doppietta che non si registra dal 2013, quando l’impresa riuscì per la seconda volta a Fabian Cancellara.

Van der Poel potrebbe approfittare anche delle imperfette condizioni di Wout Van Aert: il belga è un fuoriclasse e in quanto tale imprevedibile, ma una corsa come la Roubaix non può essere improvvisata se la condizione non è ottimale, come nel caso di Van Aert, complice la lunga assenza causata dal Coronavirus. Così tra gli avversari più accreditati per Van der Poel, più che il connazionale Dylan van Baarle, secondo a sorpresa al Fiandre, ma mai competitivo alla Roubaix, citiamo il sempre temibile Mads Pedersen e Jasper Stuyven. Al vincitore della Sanremo 2021, brillante alla Gand-Wevelgem, potrebbe spettare il compito di tenere alto l’onore del Belgio, capace di portare almeno un corridore sul podio in otto delle ultime dieci edizioni.

Per le quote aggiornate sul ciclismo, è pronto a giocarsi le proprie carte anche Kasper Asgreen, a caccia di riscatto dopo il Fiandre. Chances minori per Christophe Laporte, unica speranza dei francesi, che non vincono a Roubaix dal 1993, e per il trionfatore della Sanremo Matej Mohoric, oltre che per gli italiani. Matteo Trentin sogna la giornata di gloria vissuta da Colbrelli nel 2021, mentre Filippo Ganna, alla terza esperienza nella classica del pavé, cercherà di fare esperienza per diventare il Peter Sagan dei prossimi anni.

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Crediti Immagine: Getty Images

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