Inter-Real Madrid: ritratto in cifre, curiosità e statistiche della grande classica del 15 settembre

Inter-Real Madrid: ritratto in cifre, curiosità e statistiche della grande classica del 15 settembre

Si dice che confrontarsi con i migliori sia il modo ideale per crescere rapidamente, anche a costo di subire qualche batosta. Ebbene, il Real Madrid avversario dell’Inter a San Siro nella prima giornata della fase a gironi della Champions League 2021-2022 non è forse attualmente la miglior squadra d’Europa, ma resta la regina per definizione nella competizione più sognata da un calciatore, con ben 13 Coppe in bacheca. Niente di meglio per la nuova Inter di Simone Inzaghi, il cui obiettivo della stagione oltre a confermarsi in Italia è crescere in Europa, magari iniziando dal superare la prima fase, stregata da troppi anni.

Quote del: 14/09/2021

Fischio d’inizio: mercoledì 15 settembre, ore 21.00

Sede: Stadio Giuseppe Meazza, Milano

INTER-REAL MADRID
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Inter-Real Madrid, la presentazione

Il destino ha riservato a Simone Inzaghi l’avversario più magico per la sua prima volta in Champions League come allenatore dell’Inter. Real Madrid, due parole che bastano per evocare la dimensione del mito se si parla di calcio. Una squadra leggendaria ed un allenatore carico di trofei, quel Carlo Ancelotti che la Coppa l’ha vinta due volte da giocatore e tre da allenatore, una delle quali proprio alla guida del Real. Il decano dei mister in Champions contro un semiesordiente, se è vero che questa sarà solo la gara numero 9 da tecnico per Inzaghi nella coppa più importante, dove ha esordito lo scorso anno con la Lazio. I biancocelesti si spinsero fino agli ottavi, eliminati dal Bayern Monaco. Un traguardo che l’Inter non raggiunge dal 2012.

La fase ad eliminazione diretta della Champions è ormai stregata per i nerazzurri, che sono reduci da tre eliminazioni traumatiche alla fase a gironi, con grande scorno per chi ama le quote sul calcio. Traumatiche per le modalità, con la squadra in corsa fino all’ultima giornata e padrona del proprio destino, ma sempre fatta fuori da avversarie tutt’altro che insuperabili, nell’ordine Tottenham (che pure quell’anno si spinse fino alla finale), Borussia Dortmund e Borussia Moenchengladabach. Sarebbe bastato poco per passare il turno, magari vincere una partita in casa, “impresa” che in Champions all’Inter è riuscita solo due volte sulle nove partite delle ultime tre edizioni. E tra le squadre uscite immacolate da San Siro negli ultimi tre anni di Champions ci sono club piccoli e più grandi, compreso lo stesso Real Madrid, che lo scorso anno, pur non certo nella propria stagione migliore dei tempi recenti, fece bottino pieno a Valdebebas, vincendo 3-2, e a Milano, dove passò 2-0. Grazie anche all’espulsione rimediata da Arturo Vidal dopo mezz’ora (e questo, peraltro, è un buon motivo per imparare come scommettere sui cartellini).

La sensazione è che il divario tecnico tra le due squadre sia oggi molto contenuto, forse come non lo era mai stato nell’ultimo decennio. “Merito” dell’evidente impoverimento tecnico vissuto nelle ultime stagioni dal Real Madrid, morso dalla crisi economica post-pandemica e incapace a livello internazionale di reagire alla partenza di Cristiano Ronaldo, ma anche dei piccoli passi in avanti compiuti dall’Inter anche a livello di mentalità, in particolare nella gestione Conte, che oltre ad aver portato lo scudetto ha raggiunto una finale di Europa League, pur non riuscendo a sviluppare un gioco “europeo” che è passaporto indispensabile per fare strada in Coppa. Così a dividere Inter e Real oggi è soprattutto l’esperienza alle grandi partite internazionali, alle grandi notti e agli scenari da brivido. Quella che è un’abitudine per giocatori come Modric e Karim Benzema è sconosciuto o quasi per i giocatori della rosa dell’Inter, inclusi i più esperti come Edin Dzeko o Ivan Perisic, che pure la Champions l’ha vinta nel 2020 con il Bayern.

L’Inter baldanzosa vista nelle prime tre partite di Serie A, compresa quella del pareggio con tanti rimpianti in casa della Sampdoria, è chiamata ad avere il coraggio di guardare negli occhi una vecchia dama che in attesa di tempi migliori prova ad aggrapparsi alla classe e all’esperienza dei propri leader e del proprio allenatore e all’entusiasmo di qualche giovane. Manca forse la classe di mezzo, quella dei campioni esperti, ma ancora giovani, indispensabili per puntare in alto in Coppa. L’Inter non dovrà cadere nella trappola di giocare con troppa paura, ma neppure con troppa spregiudicatezza e in quella offerta dal calendario che presenta subito la partita più difficile. La qualificazione passerà dalla rivincita contro lo Shakhtar dopo il doppio e fatale pareggio dello scorso anno, ma conviene provare a sbloccare subito la classifica per mettere pressione sulla squadra di De Zerbi.

Inter-Real Madrid, i precedenti

A dare speranza all’Inter contribuisce il computo totale dei precedenti, che vede il Real Madrid in leggerissimo vantaggio: otto vittorie a sette con due pareggi. L’Inter ha però perso quattro delle ultime cinque partite disputate nelle coppe europee contro il Real Madrid e tre degli ultimi quattro scontri diretti nella moderna Champions League contro il Real Madrid. L’unica eccezione è il 3-1 del 25 novembre 1998, con Roby Baggio in campo e autore di una doppietta e il compianto Gigi Simoni in panchina, che venne clamorosamente esonerato dall’allora presidente Massimo Moratti appena cinque giorni più tardi. In equilibrio invece il bilancio tra l’Inter e Carlo Ancelotti: due vittorie a testa e due pareggi, quelli dello storico derby milanese di semifinale dell’edizione 2003, vinta poi dal Milan in finale sulla Juventus. Era dalla metà degli anni ‘80 che Inter e Real Madrid non si affrontavano in due stagioni consecutive. All’epoca però si trattava di Coppa Uefa: sempre in semifinale, nel 1985 e nel 1986, e sempre con il Real a qualificarsi per la finale grazie a due rimonte al “Bernabeu” dopo sconfitte piuttosto fragorose a San Siro, 2-0 e 3-1. In Coppa Campioni/Champions League, invece, oltre ai quattro precedenti già citati, si contano quelli storici degli anni ’60, quella sì epoca d’oro per entrambe le squadre, affrontatesi nella finale 1964 vinta a Vienna per 3-1 dall’Inter e poi nei quarti 1966, con qualificazione del Real poi vittorioso nella finale contro il Partizan Belgrado, e nella semifinale ’67, con passaggio del turno dell’Inter. 

Le probabili formazioni

La pausa per le nazionali ha regalato solo guai a Inzaghi, che oltre ad aver ritrovato i sudamericani inevitabilmente stanchi prima della partita contro la Sampdoria, ha perso Alessandro Bastoni prima del via e a gara in corso Stefano Sensi, il cui rientro anticipato dagli impegni con l’Italia aveva scatenato polemiche spente dal nuovo infortunio occorso al centrocampista marchigiano. Entrambi sono indisponibili per la prima stagionale in Europa, così l’unica novità rispetto a Marassi potrebbe essere il debutto da titolare di Denzel Dumfries, in ballottaggio con Matteo Darmian. Non sta meglio Ancelotti, privo di uno dei due volti nuovi dell’estate, David Alaba, infortunato al pari di Tony Kroos e Dani Ceballos. A sinistra in difesa possibile conferma per il classe 2001 Gutierrez. 

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Dimarco; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez. All.: S. Inzaghi

Real Madrid (4-3-3): Courtois; Carvajal, Militao, Nacho, Miguel Gutierrez; Modric, Casemiro, Isco; Asensio, Benzema, Vinicius Junior. All.: C. Ancelotti

Inter-Real Madrid, quote e pronostico

Simone Inzaghi e Carlo Ancelotti sembrano aver già trovato i rispettivi assetti ideali a livello tattico e di singoli. Il 3-5-2 dell’Inter, pur diverso in qualche concetto rispetto a quello della gestione Conte, dovrà mostrarsi solido in fase difensiva contro la macchina da gol del Real, già miglior attacco della Liga dopo quattro con 13 gol realizzati. Cinque di questi portano la firma di Karim Benzema, ma attenzione all’ascesa di Vinicius, già a quota quattro, mentre l’ex sogno interista Luka Modric è sempre un impeccabile direttore d’orchestra e Casemiro il suo ideale completamento.

Semmai è in difesa che i Blancos non sembrano insuperabili: al di là dei 6 gol incassati in quattro gare, figli anche dell’assetto offensivo del 4-4-2 di Ancelotti, pesano e non potrebbero essere altrimenti gli addii di Ramos e Varane, colonne della trionfale era Zidane. Tra le quote sulla Champions League proposte, puntiamo su un pareggio con entrambe le squadre capaci di trovare la via del gol. Un risultato che farebbe un solo scontento: lo Shakhtar Donetsk.

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Crediti Immagine: Getty Images

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