Parigi-Roubaix 2021: nell’Inferno del Nord sarà duello Van Aert-Van der Poel?

Parigi-Roubaix 2021: nell’Inferno del Nord sarà duello Van Aert-Van der Poel?

La stagione 2021 del ciclismo, che ha segnato il ritorno alla normalità dopo un anno condizionato dalla pandemia, vive una data storica grazie al ritorno della Parigi-Roubaix. Poco meno di 30 mesi dopo l’ultima edizione datata 2019 per i (tanti) corridori che la amano è tornato il momento di vivere una domenica “cult”, quella in cui non curarsi del fango che offusca gli occhi e del pavè che spezza le gambe. Chi ne ha, al termine di un’annata massacrante, è pronto per entrare nella storia.

Quote del: 01/10/2021

Partenza: domenica 3 ottobre, ore 10.55

PARIGI-ROUBAIX
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Parigi-Roubaix 2021, la presentazione

Dopo la mancata disputa dell’edizione 2020, la Parigi-Roubaix torna ad avere il posto che merita nel calendario della stagione ciclistica, ma in una collocazione temporale inedita, la prima settimana di ottobre. Ad aprile, infatti, l’allarme ancora alto sul numero dei contagi di Coronavirus spinse la Federazione internazionale, di concerto con quelle francese e belga, a spostare in avanti la corsa, per scongiurare un’altra cancellazione. In passato solo le due Guerre Mondiali avevano fatto saltare l’appuntamento con la Regina delle Classiche, ma proprio l’insolita collocazione temporale solleva più di un punto interrogativo alla vigilia dell’edizione numero 118 della storia. Farà freddo e pioverà durante la corsa? E in che condizione arriveranno i grandi favoriti, a una settimana dal Mondiale e in un anno solare molto duro nel quale si è svolta anche l’Olimpiade?

Parigi-Roubaix 2021, il percorso: il ritorno dell’Hameau du Buat

Quasi trenta mesi dopo l’ultima edizione, disputatasi il 14 aprile 2019 e vinta dal belga Philippe Gilbert, è cambiato qualcosa nel percorso della Parigi-Roubaix. La distanza complessiva sarà di 257,7 km, immutato sarà il numero dei chilometri da affrontare in pavè, che restano 55, ma i settori torneranno ad essere 30, uno in più rispetto alle ultime tre edizioni. La novità sarà rappresentata dal ritorno del numero 24, il Capelle à Ruesnes, meglio conosciuto come Hameau du Buat, che era stato introdotto nel 2005, ma che mancava dal 2016. È cambiato anche il percorso di avvicinamento a questo settore, che si è fatto più difficile, dato che il primo, quello di Troisvilles, dovrà essere percorso per intero, in tutti i suoi 2200 metri, mentre Vertain sarà affrontato in senso inverso rispetto alle ultime edizioni, in salita e non in discesa. Tre i settori indicati con cinque stelle, quindi i più difficili e quelli sui quali con ogni probabilità si deciderà la corsa. Si comincia dal numero 12, la Foresta di Arenberg, 2300 metri che faranno la prima selezione. Ai -40 km dal traguardo, spazio ai tre chilometri del Mons-en-Pévèle: qui chi è in fuga proverà a piazzare lo scatto definitivo, perché ai -17 dal traguardo i due chilometri del Carrefour de l’Arbre rappresenteranno l’ultimo momento nel quale fare selezione.

Parigi-Roubaix, la storia

Nell’elenco dei vincitori delle 117 edizioni svoltesi fino al 2019 non c’è spazio per gli eroi di un giorno. Chi ha trionfato nell’Inferno del Nord è un corridore vero, come sanno gli appassionati di scommesse sportive. Come i nove italiani riusciti nell’impresa, dall’italo-francese Maurice Garin, che vinse la seconda e la terza edizione nel 1897 e nel ’98, a chi non c’è più, come Felice Gimondi, vincitore nel 1966, o Franco Ballerini, l’ultimo italiano capace di fare il bis, nel 1995 e nel ’98, anno della storica doppietta con Andrea Tafi secondo e poi vincitore l’anno seguente, per quello che è tuttora l’ultimo trionfo tricolore. Da quell’anno, solo tre terzi posti di Alessandro Ballan (2006, 2008, 2012). Senza ovviamente trascurare Fausto Coppi (1950) e Francesco Moser, l’unico nella storia capace di vincere la corsa per tre anni consecutivi, tra il 1978 e l’80, bruciando per due volte Mister Roubaix, ovvero Roger De Vlaeminck, il plurivincitore di tutti i tempi con quattro trionfi, tanti quanti Tom Boonen. A livello di nazioni Belgio e Francia la fanno da padroni, rispettivamente con 57 e 28 vittorie, ma i francesi non vincono dal 1993, anno del secondo successo consecutivo di Gilbert Duclos-Lassalle.

Parigi-Roubaix 2021, quote e pronostico

Nella starting list e nelle quote sul ciclismo si possono leggere i nomi di tutti i più forti. Il ritorno della Regina della Classiche è stato un richiamo troppo forte anche per chi, come Peter Sagan, vincitore nel 2018, non sta vivendo il miglior momento della carriera. Saranno presenti gli ultimi tre vincitori, compreso Greg Van Avermaet che la spuntò nel 2017, ma il tema dominante sarà l’ennesima puntata del duello tra Wout Van Aert e Mathieu Van der Poel, usciti delusi dal Mondiale dell’Alaphilippe-bis. A Leuven Van der Poel è andato meglio del previsto, considerando i problemi alla schiena, ma proprio alla luce di una condizione non perfetta è difficile immaginarlo in lotta per il successo a Roubaix.

Dal canto proprio Van Aert viene da una stagione lunga e dispendiosa e al Mondiale la stanchezza è emersa, ma il belga può essere considerato il favorito assoluto (consultare il nostro glossario scommesse). Attenzione però a chi al Mondiale ha brillato, come Jasper Stuyven, o Michael Valgren, bronzo a Leuven e forse il corridore in assoluto più in forma del momento, meglio anche dei connazionali Mats Perdesn e Kasper Asgreen, che sogna la doppietta dopo il trionfo al Fiandre e del sempre temibile Matej Mohoric. L’Italia si affiderà a Matteo Trentin e Gianni Moscon, ad oggi gli unici corridori in grado di dire la propria in una corsa di questo tipo.   

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Crediti Immagine: Getty Images

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