Calcolo quote nelle scommesse sportive: tutto quello che c'è da sapere

Calcolo quote nelle scommesse sportive: tutto quello che c’è da sapere

Per milioni di appassionati scommettere è divertimento, eccitazione, adrenalina. E sempre milioni di appassionati scommettitori si lasciano guidare dalle simpatie, dal tifo o dall’istinto. Tutto questo va bene, ma oggi cercheremo di aiutarvi a farlo in modo più consapevole e sensato, senza che ciò significhi rinunciare a divertirsi. Oggi vi spiegheremo infatti come funziona il calcolo delle quote nelle scommesse sportive.

In questa guida scopriremo:

Come ragionano i bookmaker: i picchetti

Capire come si arriva alla determinazione di una quota in una partita di calcio, oltre che interessante in sé, è utile perché si entra nei meccanismi e nei criteri che guidano i bookmaker nell’operare una scelta piuttosto che un’altra. Qui cercheremo di capire come ragionano i bookmaker e quali dinamiche seguono.

Il picchetto tecnico

Per prima cosa, il bookmaker effettua una stima sul calcolo delle probabilità riguardanti un dato evento. Per fare questo una base indispensabile è il cosiddetto picchetto tecnico. Per determinarlo si sceglie un intervallo temporale, che non è uguale per tutti: può essere il campionato in corso oppure gli ultimi 2, 3, 5 o più campionati.

Prendiamo ad esempio Fiorentina-Lazio della trentacinquesima di Serie A 2020/21. Per comodità usiamo come riferimento solo il campionato in questione. Con la formula del picchetto tecnico riusciremo a determinare le probabilità teorica di uscita dei segni 1, X e 2. Ipotizzando il segno 1, la formula si calcola in questo modo:

(numero di partite vinte dalla Fiorentina in casa + numero di partite perse dalla Lazio in trasferta) / (numero di partite giocate dalla Fiorentina in casa + numero di partite giocate dalla Lazio in trasferta)

La formula per determinare la probabilità della X e del 2 saranno analoghe, ma ovviamente andranno sostituite le partite vinte con quelle pareggiate e perse e agire in maniera speculare con la squadra in trasferta.

Considerando che la Fiorentina arrivava a questa partita con un record di 5 vinte, 6 pareggiate e 6 perse in 17 match casalinghi, e che la Lazio ha ottenuto 8 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte in 16 trasferte, le probabilità teoriche saranno le seguenti:

Segno 1: (5 + 6) / (17 + 16) = 0,33 – 33%

Segno X: (6 + 2) / (17 + 16) = 0,24 – 24%

Segno 2: (6 + 8) / (17 + 16) = 0,24 – 42%

Da queste percentuali si procede dunque a calcolare le quote – altrettanto teoriche – delle scommesse 1X2. Per farlo occorre dividere 100 per il numero della percentuale venuta fuori.

Segno 1: 100/33 = 3,03

Segno X: 100/24 = 4,17

Segno 2: 100/42 = 2,38

Gli altri picchetti

Naturalmente non si tratta di quote definitive, poiché questo tipo di stima è solo uno dei fattori di cui un bookmaker tiene conto. Altri picchetti riguardano la forma recente, che si può calcolare in base alle ultime prestazioni (3, 5, 10 a seconda delle preferenze), i precedenti storici tra le due squadre e così via. Queste altre valutazioni spostano e rimodellano le quote avvicinandole a quelle definitive. A questo punto manca un solo elemento: l’aggio.

Il guadagno dei bookmaker: cosa è l’aggio

Sembrerebbe scontato sottolinearlo, ma in questo caso è necessario: i bookmaker non sono enti caritatevoli, ma aziende che cercano di fare un profitto. Nell’offrire quote sugli eventi sportivi, per rendere l’attività sostenibile è necessario applicare delle commissioni alle quote offerte. Tale commissione – detta “aggio” – è per ovvie ragioni molto bassa. C’è comunque un modo per calcolarla e tale semplice sistema, oltretutto, ci permette di trasformare le quote stesse in qualcosa di molto più comprensibile.

Quando si guarda alle semplici quote sul calcio 1×2, è autoevidente considerare che i tre segni coprono il 100% delle possibilità. Una partita di calcio, per esempio, non può che finire con una vittoria interna, un pareggio o un successo esterno. Se per assurdo il bookmaker decidesse di non guadagnare nulla, le tre quote verrebbero bilanciate in modo da dare come risultato anch’esse il 100%. Ovviamente così non può essere, dunque il bilanciamento delle quote darà quasi sempre un risultato sempre leggermente superiore al 100%. Però è il caso che ci rivolgiamo ai crudi numeri, per capire meglio.

Il calcolo delle quote sulle scommesse 1X2 calcio

Mettiamo il caso di una partita di calcio offerta con le seguenti quote: 1 a 2.20, X a 3.50 e 2 a 2.80. Per trasformare le quote in probabilità occorre fare un’operazione analoga a quella vista per il picchetto tecnico:  dividere 100 per la quota di ogni singolo segno. Avremo pertanto

100/2.20 —> 45.45
100/3.50 —> 28.57
100/2.80 —> 35.71

Trasformando i risultati in percentuali e sommandoli, avremo un risultato del 109.73%. Quel 9.73% eccedente rappresenta l’aggio del bookmaker. L’entità dell’aggio è variabile da bookmaker a bookmaker e da evento a evento. In genere varia dal 6 al 12%, dipende dal tipo di gestione del rischio deciso in una determinata occasione.

Il calcolo quote nelle scommesse multiple

Attenzione, però: questo metodo è ottimo e infallibile, per fare un raffronto fra le quote teoriche (ovvero rispondenti alle percentuali reali) e quelle effettivamente offerte dai bookmaker, ma ciò riguarda soltanto le scommesse singole. Il calcolo quote nelle scommesse multiple è diverso e più complesso. Ne parliamo nella guida su come funzionano le scommesse multiple, ma in sintesi lo ribadiamo anche qui. Abbiamo visto che l’aggio su una quota, ovvero il margine di guadagno che un bookmaker tiene per sé, varia dal 6 al 12% in genere. Tuttavia non è semplice determinare su quale delle tre quote (1, X o 2) il bookmaker guadagni più e su quale meno. In generale, però, è prassi abbastanza consolidata che si concentri la maggior parte dell’aggio sulle quote più alte, in modo da avere quote sui favoriti più attraenti.

Il “problema” sul calcolo delle quote nelle multiple è che se è vero che le singole quote si moltiplicano tra loro a comporre il totalizzatore globale della nostra scommessa, altrettanto può dirsi per l’aggio. Mettiamo caso che giochiamo una multipla a 3 partite, tutte quotate a 2,00. Il totalizzatore sarà 2x2x2, quindi 8 volte la posta. Ma l’aggio? Ipotizzando che ogni quota abbia un 3% di aggio al suo interno, l’aggio totale del bookmaker sulla mia multipla sarà del 27%!

Dalle percentuali alle quote delle scommesse (e viceversa)

I risultati che avete visto qui sopra non serve solo a determinare l’aggio, ma anche a qualcosa di ancora più importante. Dai numeri risulta chiaro che ogni quota rappresenta di fatto la percentuale valutata dal bookmaker che quel preciso evento si verifichi. Di fatto è il processo inverso rispetto a quello visto prima, in cui si partiva dalla quota per giungere alla percentuale. Nella fattispecie presa in esame nel paragrafo precedente, il book stimerà che la squadra di casa vincerà il 45.45% delle volte, che il 35.71% delle volte vinceranno gli ospiti e che il 28.57% delle volte finirà in pareggio.

Questa valutazione ci serve anche a un altro scopo. Possiamo infatti valutare la bontà di tali valutazioni e, nel caso, giocare di conseguenza. Se un bookmaker ipotizza che la squadra X vincerà la partita Y il 65% delle volte, ma voi siete convinti che ciò avverrà almeno il 75-80% delle volte, allora quella quota (intorno a 1.50) è vantaggiosa da giocare. Qualora accadesse il contrario, potrete rivolgere la vostra attenzione altrove.

Come si leggono e si convertono le quote: europee, inglesi, americane

Noi siamo abituati a leggerle in un unico modo, quello decimale. Tuttavia quello nostro – o meglio europeo – non è l’unico modo per visualizzare le quote delle scommesse, poiché ne esistono altri due altrettanto diffusi: quello inglese e quello americano. Vediamo di capire le differenze, e come si converte una quota da un sistema a un altro.

Quote europee

Per questo confronto partiamo da una quota visualizzata “all’europea”, ovvero con il decimale: 2,50. Con questo tipo di lettura noi sappiamo che scommettendo 10€, in caso di vittoria ne incasseremmo 25. La quota è pertanto “lorda”, in quanto comprende sia la somma investita che l’eventuale profitto.

Quote inglesi

Se il nostro sistema è decimale, quello in uso nel Regno Unito è frazionale e si esprime in due numeri separati da “/”, a sinistra il dividendo e a destra il divisore, come ad esempio 3/2. La quota si può esprimere in maniera testuale, “3 contro 2”. La differenza più importante è però sostanziale, perché gli inglesi considerano soltanto la quota netta, ovvero il profitto potenziale. Infatti 3/2 è l’equivalente del nostro 2,50, poiché 3:2 fa 1,50, che è il profitto netto. Per convertire la quota inglese in europea bisogna seguire la seguente formula

(dividendo + divisore) / divisore

Nel nostro caso verrebbe (3 + 2) / 2 = 2,50. Facciamo un altro esempio con la quota inglese 11/4. Convertita in quota europea diventerebbe (11 + 4) / 4 = 3,75.

Quote americane

Il sistema americano è invece più complesso, ma solo in apparenza. Le quote delle scommesse sportive, negli Stati Uniti, appaiono come un numero intero a 3 cifre preceduto da un “più” o un “meno”. Ad esempio +150 o -175, e così via. Per il nostro modo di intendere le quote sembra incomprensibile, ma in realtà è più semplice di quanto sembri. Le quote con il “+” sono quelle sopra la pari, ovvero sopra quello che noi intendiamo 2,00, cioè le scommesse che prevedono un eventuale profitto almeno equivalente alla somma scommessa. Le quote con il “-” davanti sono invece quelle sotto la pari, ovvero quelle che nel nostro sistema si esprimono con l’1 più decimali: 1,50, 1,75 e così via.

Il sistema per convertire le quote americane in europee ci aiuta a capirne la sostanziale semplicità.  La formula per le quote americane con il segno più davanti è

(quota americana + 100) /100

Facciamo un esempio. La quota americana +150 diventerà (150 + 100) / 100 = 2,50.

La formula per le quote americane con il segno meno davanti è invece

(quota americana + 100) / quota americana

Pertanto la quota americana -180 diventerà (180 + 100) /180 = 1,55.

L’esempio degli esempi: la monetina

Lo stesso metodo si applica alle scommesse con solo due possibilità: i testa a testa, gli under/over e così via. L’esempio pratico più usato per spiegare il rapporto tra il calcolo quote nelle scommesse e le probabilità reali di uscita di un evento è quello del lancio della monetina. Tutti sanno che le chance che esca testa e quelle che esca croce sono entrambe del 50%. Dunque, una scommessa “equa” (ovvero senza che il bookmaker guadagni nulla) dovrebbe vedere sia “Testa” che “Croce” quotati a 2.00. Per le ragioni esposte prima così non può essere, dunque anche un match di tennis equilibratissimo o un under/over di un match difficile da interpretare avranno sempre quote più basse, tra 1.85 e 1.90 ciascuna. Se provate ad applicare lo stesso sistema (100 diviso per la quota) a un qualsiasi testa a testa che vedete in giro, avrete come risultato l’aggio di quel determinato bookmaker.

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